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Gioco d'azzardo: Alessandro Toaldo, titolare del News Cafe di Bassano del Grappa, ha tolto dal suo locale la slot machine. “La gente era nervosa e agitata, per me un malessere quotidiano”. Per lui lavoro rifiorito e un premio della Fim Cisl
Pubblicato il 05 feb 2019
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C'era una volta una slot machine. Si trovava in un angolo vicino al bancone del News Cafe, in via Salvo d'Acquisto, zona quartiere nuova Firenze a Bassano del Grappa.
Una cosa purtroppo normale nei locali pubblici, moltissimi dei quali, oltre al cappuccino o a una birra, ti offrono la possibilità di spendere il denaro - e nella quasi totalità dei casi di sperperarlo - tentando anche la fortuna con quelle macchinette mangiasoldi piene di luci e di colori. Il titolare del bar Alessandro Toaldo, conosciuto da tutti come Peter, di slot machine ne aveva appunto una sola. Ma bastava ad attrarre quotidianamente la frequentazione affezionata di tanti clienti-giocatori. Una piccola manna dal cielo: per un esercente detenere un impianto elettronico per il gioco in denaro è infatti un sicuro affare. Una parte degli introiti vanno a lui, una parte alla società proprietaria della slot e una parte allo Stato. Quello Stato che formalmente lancia campagne contro il gioco d'azzardo, che rischia di degenerare in gioco patologico, ma che allo stesso tempo ci guadagna alla stragrande. Toaldo spiega che quello che comunque resta in tasca al barista, se c'è una slot e se c'è gente che ci gioca tanto, è un discreto introito “che ti permette di pagare l'affitto e anche le bollette”.
C'era quindi una volta una slot machine. Ma adesso non c'è più. Perché quella macchinetta piena di luci e colori aveva letteralmente avvelenato il clima all'interno del News Cafe. “Era diventato per me motivo di malessere quotidiano - racconta Alessandro ovvero Peter - vedere amici e clienti nervosi ed agitati per la speranza di vincite, che il più delle volte erano perdite.” Non solo gli amici con cui condivideva il tempo libero al di fuori del bar, ma anche giovani ragazzi e padri di famiglia. Una variegata molecola di umanità sempre più in preda all'ansia da gioco.
Alessandro Toaldo, detto Peter, davanti al suo bar in via Salvo d'Acquisto in città (foto Alessandro Tich)
La possibilità - ahinoi, lecita e consentita - di guadagnare soldi facili dalla macchina elettronica del “ritenta, sarai più fortunato” per il titolare del pubblico esercizio si era trasformata in un tormento. E così, nel 2016, non ci ha pensato su due volte e ha eliminato la slot dal suo locale. Basta gioco in denaro, non se ne parla più. E da quel momento, come per incanto, il lavoro nel bar è rifiorito.
“Il clima ne ha guadagnato, l'ambiente è più sereno e potendo dedicarmi maggiormente alla mia professione ha giovato anche agli affari - conferma Peter -. Auspico che anche i miei colleghi intraprendano questa strada perché la società ha sempre più bisogno di più professionalità e di meno slot.”
La sua è stata una decisione coraggiosa, anche se lui ritiene “di avere fatto una cosa normale”. E che comunque non è passata inosservata. Sempre nel 2016 il suo piccolo grande passo contro il gioco d'azzardo è stato segnalato nell'ambito dell'iniziativa “Non stare al gioco - punta sull'aperitivo”, promosso dal sindacato dei metalmeccanici Fim Cisl di Vicenza che aveva sposato la campagna di sensibilizzazione della Fim Cisl nazionale per un consumo etico e responsabile.
Al News Cafe di Bassano del Grappa, assieme a un bar di Vicenza e a un altro di Thiene, veniva così consegnato il riconoscimento #Slotmob con una pergamena simbolica che gli ha conferito l'attestato di “Bar etico”.
Ma la cosa non è finita qui perché la Fim Cisl vicentina e nazionale hanno ritenuto di riconfermare il riconoscimento #Slotmob al locale di Alessandro ovvero Peter anche quest'anno, con la motivazione di “Bar che resiste e migliora anche senza gioco in denaro”. Premio conferito nel tardo pomeriggio di oggi, con l'intervento del segretario nazionale Fim Cisl Marco Bentivogli, in città per una serie di appuntamenti, compresa la sosta al News Cafe. Accompagnato dai maggiorenti provinciali e locali del sindacato dei metalmeccanici e dal vicesindaco Roberto Campagnolo, Bentivogli si è cordialmente intrattenuto con il titolare e nel corso di un breve incontro è stata analizzata l'evoluzione lavorativa e l'andamento del locale dal 2016 ad oggi, ovvero da quando ha fatto la scelta ben precisa di eliminare il gioco dal suo bar.
Non c'è che dire: per Alessandro Toaldo si tratta di una gran bella soddisfazione, in un periodo comunque significativo per la sua storia professionale. Perché proprio in questo 2019 festeggerà vent'anni di attività. Un'occasione che sarà celebrata, come già accaduto per altri anniversari, assieme alla gente di tutto il quartiere. C'è da scommetterlo.
Anzi no: da Peter scommesse e giochi non sono ammessi.
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