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“Su Bassano Notizie Morena Martini “cattivissima” su Bassano dall’alto delle sue 1140 preferenze personali a Rossano. Evidentemente vuole fare il sindaco a Bassano…”.
“Ho appena sentito le dichiarazioni della Martini ai telegiornali locali, ne sei al corrente?”.
Sono i due distinti messaggi WhatsApp che ho ricevuto ieri, tra le otto e le nove di sera.
L’ex sindaco di Rossano Veneto Morena Martini (fonte immagine: Facebook / Zonta Sindaco per la continuità)
No che non ne ero al corrente, di solito i tg locali non ho il tempo di guardarli. Ieri poi, con Inter-Milan di Champions…
E allora oggi, prima ancora che andassi a rivedermi su internet l’edizione di ieri sera di Bassano Notizie, ho ricevuto sempre su WhatsApp il link al servizio dell’edizione bassanese del telegiornale di Tva Vicenza con le dichiarazioni della Martini “incriminate”.
L’intervista all’ex prima cittadina di Rossano Veneto e vera vincitrice del voto a Rossano con l’elezione a sindaco del suo fidato delfino Marco Zonta è stata trasmessa a conclusione di un servizio dedicato agli esiti delle comunali a Marostica, Nove e appunto Rossano Veneto.
Queste le parole di Morena Martini, che prima riporto testualmente e poi commenterò:
“Fra 365 giorni si vota a Bassano del Grappa. Io ho preso da sola 1143 preferenze a Rossano. Loro diranno: “Beh, a Rossano sei conosciuta”. Sono conosciuta anche a Bassano perché lavoro a Bassano da 30 anni, ho fatto tutto il mio volontariato a Bassano da moltissimi anni, ho fatto tutte le scuole a Bassano. Attenzione perché adesso ho tanti sassi nella scarpa da togliere e ho finito di essere brava e di essere paziente. Parliamone.”
Così parlò, dunque, la Martini e tutto ciò merita di essere approfondito.
Partiamo innanzitutto dal presupposto che con 1143 voti personali l’ex sindaco di Rossano ha fatto letteralmente “sbrego”. Da sola ha raccolto più della metà dei 2237 voti complessivi della lista che ha fatto eleggere sindaco Marco Zonta e da sola si è avvicinata ai 1455 voti complessivi della lista del candidato sindaco avversario Davide Berton.
“No contest”, si dice nel linguaggio pugilistico: non c’è gara.
Dall’alto del clamoroso consenso personale ottenuto, in queste ore la Morena di Rossano è un fiume in piena e più che sassi nella scarpa sta tirando vari macigni in ordine sparso.
I primi bersagli della sua sassaiola post voto sono i due partiti di centrodestra, Lega e Fratelli d’Italia, che in campagna elettorale hanno sostenuto Berton, pupillo nonché capo della segreteria di Elena Donazzan.
Particolare non secondario: la Lega è il partito al quale la Martini è iscritta, a seguito del suo tesseramento nella sezione leghista di Bassano del Grappa, avvenuto nel mese di marzo del 2021, e quindi già da due anni abbondanti, col benestare di Nicola Finco.
Nei confronti di Lega e FdI l’ex sindaco di Rossano Veneto ha affondato il coltello sempre ieri nell’altro tg locale e analoghe sue dichiarazioni si ritrovano oggi in un articolo del Giornale di Vicenza.
Sul quotidiano locale la Morena Furiosa se la prende, tra le altre cose, con i notabili del centrodestra che in campagna elettorale sono venuti a Rossano Veneto a supportare il suo ex vicesindaco e principale avversario Davide Berton.
“Berton era certo della vittoria - dichiara la Martini sul GdV -. Ha portato a Rossano politici di spicco per tirargli la volata: da Ciambetti alla Donazzan, da Nardin a Racchella.”
Sorprende che un esponente politico della sua comprovata esperienza faccia finta di non sapere che da sempre nelle campagne elettorali per le amministrative, quando un
candidato sindaco è sostenuto direttamente o indirettamente da un partito o da più partiti, sono queste le regole del gioco.
Faccio un esempio concreto e soprattutto recente. Quando il sindaco uscente (e poi riconfermato) di Marostica Matteo Mozzo ha presentato ufficialmente la sua candidatura e la sua lista, lo scorso 17 aprile al Bar Stazione di Marostica, sono intervenuti a suo favore i segretari provinciali di Lega e di FdI Denis Frison e Mattia Ierardi, i due big della Lega in consiglio regionale Roberto Ciambetti (presidente) e Nicola Finco (vicepresidente), la senatrice leghista Mara Bizzotto e i sindaci o i vicesindaci leghisti o di area simpatizzante di Bassano del Grappa, Cartigliano, Colceresa, Tezze sul Brenta, Rosà e Schiavon.
Poi, a quattro giorni dal voto, per sostenere Mozzo è arrivato a Marostica anche Zaia.
Non mi risulta che il suo avversario Giorgio Santini, la cui esperienza politica è pure comprovata, abbia avuto da ridire al riguardo.
Ma è anche vero che Santini non ha nulla da spartire con il centrodestra.
Le esternazioni della Martini di queste ore hanno il sapore di una resa dei conti all’interno della Lega, sia bassanese che provinciale, ed è in questa luce che va considerato il suo “messaggio” per via televisiva alla città di Bassano del Grappa.
Che quello di Morena Martini sia uno dei nomi che circolano da tempo nel toto-candidato sindaco del centrodestra per le prossime elezioni comunali a Bassano del 2024, lo sanno oramai anche i sassi del Brenta.
L’ho scritto e ricordato più volte e la sua improvvisa iscrizione di due anni fa alla sezione della Lega di Bassano è stata interpretata come la mossa preparatoria in tal senso.
Anche se Elena Pavan continua ad avere il diritto di prelazione e la selezione del prossimo aspirante primo cittadino di Bassano del Grappa per la coalizione con Lega e FdI è più complessa di quello che appare.
Ora che non è più sindaco nel suo paese, per quanto sia prevedibile un suo ruolo di peso nella nuova giunta Zonta, evidentemente l’ex prima cittadina rossanese ha le mani libere per tentare di giocare altre partite. Altrimenti non si spiegherebbe la sua elencazione non richiesta delle cose che la legano alla città di Bassano.
Ciò che colpisce è il suo monito a fare “attenzione” perché adesso ha “tanti sassi nella scarpa da togliere” e ha finito “di essere brava e di essere paziente”.
Che cosa motiva l’atteggiamento della Martini “cattivissima” su Bassano, per citare il primo messaggio WhatsApp ricevuto, nello stile della celebre serie televisiva Breaking Bad?
Nella sua dichiarazione - che va letta tra, sopra e sotto le righe - intravedo una prima forma di aut aut alla Lega e al centrodestra bassanese (“Loro diranno”...), forte del consenso elettorale nel suo Comune ovvero di una capacità di attirare consenso che per proprietà transitiva potrebbe essere portata in dote a Bassano.
Ma lo fa in modo anomalo, nel momento in cui minaccia di aver finito la pazienza.
È di certo un intervento indirizzato a chi ha orecchie per intendere e un messaggio mirato a fare pressione su cose non ancora pienamente note ai non addetti ai lavori, ma se davvero Morena Martini aspira a farsi candidare per governare Bassano del Grappa le do il consiglio - anche questo non richiesto - di usare toni più moderati e più rispettosi nei confronti di Bassano stessa, per quanto rivolti alla parte politica.
E invece, nell’ebbrezza del suo successo elettorale, è andata a gamba tesa.
Ai bassanesi non piace chi predica da fuori sulla loro città e per il già sindaco di Rossano Veneto l’uscita televisiva rischia di tradursi in un disdicevole effetto boomerang.
E poi: come possono accogliere queste dichiarazioni in salsa bassanese i 1143 cittadini di Rossano che l’hanno votata?
Può capitare di sbroccare un attimo, per un Martini di troppo.
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