Ultimora
Enogastronomia
03 giu 2026
Solo 3 in Italia, 54 nel mondo: i due PIN consacrano il CuCù di Bassano del Grappa
Attualità
03 giu 2026
Addio ex Continental, verso il via libera definitivo: al posto del degrado uffici, case e un nuovo parco
3 Jun 2026 14:44
Canzone napoletana patrimonio Unesco, il 5 giugno il lancio a Verona
3 Jun 2026 14:10
Confartigianato Veneto, export verso gli Usa -4,1% in otto mesi
3 Jun 2026 12:41
Ricostruita la dieta dei padovani di 2.500 anni fa
3 Jun 2026 13:28
La morte della piccola Beatrice, Emanuel Iannuzzi si avvale della facoltà di non rispondere
3 Jun 2026 13:10
'Gli aggressori dello studente di Milano hanno mostrato un'agghiacciante disumanità'
3 Jun 2026 13:17
Ue: 'Deroghe al Patto anche per l'energia'
3 Jun 2026 13:07
++ Ue, 'deroghe a Patto anche per l'energia' ++
3 Jun 2026 12:36
Braccianti bruciati vivi, erano arrivati in Calabria dalla Sardegna
Luigi Marcadella
Giornalista
Bassanonet.it
Bassano Papers
La giornalista investigativa bassanese Alessia Cerantola tra gli ospiti della mostra “Il suo buio Speciale”
Pubblicato il 24 set 2022
Visto 7.966 volte
Villa Filanda Antonini, a Villorba, ospita da oggi “Il suo buio Speciale”. Un’esplorazione del Veneto contemporaneo attraverso le immagini, i volti e le parole di tredici veneti illustri.
Tra i profili che hanno scandagliato il “nuovo” Veneto da diversi punti di vista, dalla genetica all’arte, fino alla cucina, c’è anche la giornalista investigativa bassanese Alessia Cerantola. Laureata in Lingue e Civiltà orientali a Venezia, fino al 2019 ha lavorato per Report, il programma di Rai3.
Nel 2015 ha collaborato ai Panama Papers, una delle più famose inchieste globali contemporanee sull’evasione fiscale condotta dal consorzio ICIJ, l’International Consortium of Investigative Journalists. Proprio da Bassano si è occupata della parte giapponese dei dati contenuti nel gigantesco database: 11,5 milioni di documenti super confidenziali derivanti dalla decennale attività dello studio legale panamense Mossack e Fonseca.
Alessia Cerantola
«Da quest’anno sono coordinating editor per il consorzio di giornalisti d’inchiesta internazionale OCCRP, l’Organized Crime and Corruption Reporting Project. Prima ero inviata per la stessa organizzazione e mi occupavo di inchieste giornalistiche sulle multinazionali del tabacco».
Come sei arrivata al giornalismo investigativo?
«All’inizio del mio percorso giornalistico mi sono occupata di Giappone, lavorando prima per il settimanale Internazionale e poi per il Sole 24 Ore e la Repubblica. Negli anni in cui stavo seguendo le conseguenze dello tsunami e la crisi nucleare in Giappone a Fukushima ho avuto l’occasione di incontrare alcuni giornalisti che si occupavano di questi temi da un punto di vista del tutto diverso».
Poi è arrivata la BBC World Service.
«Sì, come corrispondente radiofonica. Ho imparato che cosa volesse dire fare giornalismo con i dati, lavorare in squadra per fare un servizio, possibilmente con colleghi specializzati in altre discipline (video, ingegneria, scienza, narrazione). Un mondo diverso dal giornalismo tradizionale dove si può lavorare per mesi, se non anni, per indagare fenomeni che non sono visibili ad un primo sguardo, ad una prima intervista. Nel 2011 con un gruppo di giornalisti abbiamo dato inizio al primo centro di giornalismo indipendente del suo genere in Italia, l’IRPI, Investigative Reporting Project Italy».
Hai avuto un ruolo importante nell’avventura più nota del giornalismo investigativo recente, i Panama Papers. Ci racconti il tuo lavoro?
«È stato un lavoro lungo e meticoloso, nuovo, perché non l’avevo mai fatto prima, e con metodi di ricerca e verifica da imparare e applicare per l’occasione. Trovati i nomi, bisognava ricostruire le storie dietro ciascuna di quelle transazioni, grazie ad interviste, documenti presenti nei registri d’impresa o in carte giudiziarie, usando insomma anche il giornalismo tradizionale».
Qual è stato il tuo impatto con i Panama?
«Ciascun giornalista aveva a disposizione tutto il database di informazioni, ma cercava di occuparsi dell’area di competenza assegnata. Nel mio caso si trattava soprattutto del Giappone. C’erano nel database anche nomi di persone locali ma non particolarmente rilevanti ai fini dell’interesse pubblico. Si possono ancora trovare nella pagina Offshoreleaks di ICIJ. Ogni giornalista ha agito con piena indipendenza editoriale. Nel mio caso, quello che cercavo erano soprattutto delle tendenze: perché questa o quella categoria di persone si sono servite dei servizi dello studio Mossack e Fonseca a Panama per creare società in paradisi fiscali? Perché proprio in quel momento storico?».
Che precauzioni hai usato per la sicurezza del tuo lavoro?
«Tutte le comunicazioni avvenivano in modo criptato e il consorzio ICIJ aveva creato una piattaforma di comunicazione in cui i quasi quattrocento giornalisti che hanno preso parte all’inchiesta collaboravano. Una sorta di social media solo per noi, in cui scambiavamo informazioni e documenti. Ci davamo una mano quando le nostre indagini finivano in Paesi di cui non conoscevamo la lingua o il sistema giudiziario. Il tutto è stato fatto da molti, da me inclusa, da remoto».
Quando hai capito che stavi lavorando ad un progetto “esplosivo”?
«Ero talmente presa da una parte del progetto, quella che più mi riguardava, che non mi sono resa subito conto della portata internazionale. Quando ho visto i colleghi anticipare nei social media l’uscita del progetto ho capito che avrebbe avuto un forte impatto in tutto il mondo, non solo per il contenuto e le rivelazioni ma anche per il modo di fare giornalismo investigativo».
C’è qualche dinamica oscura della grande finanza globale che i Papers hanno contribuito a chiarirti?
«Sicuramente hanno chiarito molte dinamiche che portano all’apertura di conti e società in paradisi fiscali».
Dopo i Panama Papers ti sei occupata di tabacco.
«Per OCCRP mi sono occupata di inchieste sulle multinazionali del tabacco per tre anni. Per essere chiari, non abbiamo dato alcun giudizio su fumatori o non fumatori, il nostro lavoro voleva solo mettere in evidenza casi di corruzione o di strategie usate dalle grandi delle sigarette per vendere i loro prodotti, vecchi e nuovi».
E sul “retrobottega” del mondo del tabacco cosa hai scoperto?
«Abbiamo lavorato principalmente su un progetto d’inchiesta relativo ai nuovi prodotti a tabacco riscaldato. Poi sull’avanzata delle sigarette cinesi anche in Italia. Per il primo progetto abbiamo collaborato con il programma di Rai3, Report, che ha realizzato il servizio “La cortina di fumo”».
Senza il giornalismo investigativo indipendente, i lettori e gli elettori di mezzo mondo cosa si sarebbero persi negli ultimi anni?
«Il giornalismo investigativo occupa uno spazio nell’ecosistema dell’informazione assieme a tutti gli altri generi. Non esisterebbe senza la notizia di cronaca o il reportage. Solo negli ultimi anni le inchieste hanno portato alla luce frodi fiscali di ogni tipo, fondi pubblici usati portati all’estero da politici in paradisi fiscali, hanno rivelato come pazienti siano stati uccisi da protesi velenose o difettose o hanno portato alla luce criminali seriali».
Nell’economia italiana, quali sono i comparti che rischiano prima o dopo di finire sotto la lente dei giornalisti investigativi?
«Di sicuro rischia il settore immobiliare. Ma c’è spesso anche il mondo dello sport, soprattutto del calcio, o quello delle energie rinnovabili e dei fondi provenienti dall’Unione Europea. La concentrazione di denaro attrae ovviamente l’attenzione dei gruppi criminali».
Di fronte a quale rischio anche un giornalista investigativo si ferma?
«I rischi sono soprattutto online e poi fisici. Il grande lavoro che cercano di fare le organizzazioni con OCCRP è quello di preparare i giornalisti a prevenire attacchi sia fisici sia telematici con corsi e aggiornamenti. È sempre un lavoro di delicato equilibrio. E non sempre va a buon fine».
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
28 mag 2026
Bassano, inaugurato il monumento ai paracadutisti: nel basamento la terra del Grappa e la sabbia di El Alamein
Visto 13.258 volte
Attualità
27 mag 2026
Polizia Locale, cinque nuovi innesti a Bassano: l'età media scende a 46 anni
Visto 12.691 volte
Attualità
27 mag 2026
Piazzola sul Brenta, il cicloturismo al centro del dibattito: tavola rotonda a Villa Contarini
Visto 12.187 volte
Geopolitica
30 mag 2026
Sahara Occidentale, il Marocco utilizza la chiave del turismo per legittimare l’occupazione
Visto 10.584 volte
Attualità
30 mag 2026
Alpini, Tricolore in tutte le sedi per gli 80 anni della Repubblica
Visto 9.286 volte
Spettacoli
28 mag 2026
Asiago Live compie dieci anni: una settimana di musica e spettacolo
Visto 5.610 volte
Libri
28 mag 2026
A Palazzo Roberti, due appuntamenti con protagonisti storie, imprese, narratori
Visto 5.389 volte
Green Economy
30 mag 2026
ETRA confermata “Leader della Sostenibilità” dal Sole 24 Ore per il secondo anno consecutivo
Visto 4.844 volte
Politica
26 mag 2026
Terremoto nella Lega a Nove: si dimette in blocco la storica sezione guidata da Zanon
Visto 15.369 volte
Lettere in Redazione
26 mag 2026
Tutti a cena dopo il Consiglio: lo scatto bipartisan riaccende il dibattito sull'astensionismo
Visto 14.948 volte
Politica
22 mag 2026
Alunni bendati a Marostica, continua lo scontro politico: la nota di Fratelli d'Italia
Visto 14.705 volte
Attualità
23 mag 2026
Escalation di furti e rapine: è allarme sicurezza nei supermercati
Visto 14.267 volte
Geopolitica
22 mag 2026
ONU e Unione Africana esprimono preoccupazione per le tensioni in Etiopia
Visto 13.689 volte
Geopolitica
26 mag 2026
Xi Jimping presto in Corea del Nord: diplomazia, sicurezza e nuovi equilibri asiatici
Visto 13.642 volte
Attualità
20 mag 2026
Caso Marostica, la pedagogia oltre l’ideologia: «L’empatia si impara sul campo, non sui libri»
Visto 13.455 volte
Attualità
23 mag 2026
Scuola, oltre 1600 firme contro i blitz di Valditara a Marostica
Visto 13.447 volte
Attualità
22 mag 2026
Welfare unico tra Bassano e Altopiano: nasce il consorzio sociale dei 23 Comuni
Visto 13.331 volte