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Pubblicato il 17-03-2021 12:35
in Attualità | Visto 7.998 volte

Next Generation (?)

La città che muore. La replica dell'assessore Mariano Scotton: “Abbiamo garantito ai Nidi e alle Scuole dell'infanzia il massimo delle risorse disponibili”

Next Generation (?)

L'assessore comunale all'Istruzione e ai Servizi demografici Mariano Scotton

Inaspettatamente – almeno per chi scrive – l’articolo sul default della demografia bassanese (www.bassanonet.it/news/28989-la_citt_che_muore.html) ha avuto un largo seguito, con quasi 6.000 visualizzazioni. I numeri impietosi sul futuro della natalità cittadina, messi sapientemente in ordine dalla demografa Maria Letizia Tanturri, hanno evidentemente colto nel segno e preoccupato soprattutto chi si occupa di politiche scolastiche.
Partendo da una richiesta di precisazione, l’assessore Mariano Scotton, che oltre allo Sport segue le deleghe all’Istruzione, Politiche giovanili e ai Servizi demografici, ci tiene a rimarcare la sensibilità dell’istituzione che rappresenta rispetto al tema della natalità e del futuro delle scuole bassanesi. Raggiunto al telefono, ci snocciola una quantità impressionante di dati, numeri e percentuali che ha elaborato negli ultimi mesi, perchè ormai “in questo anno di Covid mi sono allenato in decine di riunioni online, scartabellando centinaia di grafici e statistiche con tecnici e associazioni”.
Il dato contestato nell’articolo è presto detto, ovvero il numero di nuovi nati in città: «Non sono 209 i bambini bassanesi nati nel 2020 ma 271. Sono i bambini residenti a Bassano ma che sono nati in un ospedale fuori città. Potenzialmente quindi tra 6 anni alle statistiche della prof.ssa Tanturri bisogna aggiungere 62 bambini in più che frequenteranno le elementari cittadine. Questa precisazione serve non solo per riportare il numero preciso ma per ribadire l’importanza del tema sollevato dall’articolo. Le tendenze le vediamo anche noi, quest’anno abbiamo 398 bambini in prima elementare contro i 404 che frequentano la quarta. Tuttavia dei 398 che frequentano la prima ben 42 arrivano da fuori Bassano».
Ma è sugli Asili nido che l’assessore forzista ci tiene a raccontare gli sforzi fatti per supportare le giovani coppie. «A Bassano il 56% delle famiglie non paga un euro per le rette, grazie ai contributi comunali e a quelli dell’Inps. Inoltre durante la prima fase della pandemia, a marzo 2020, abbiamo stanziato risorse immediate per azzerare le rette di nidi, scuole dell’infanzia e paritarie. Le rette dei Nidi già oggi sono molto basse, il sogno potrebbe essere quello di azzerarle completamente. Però rischieremmo di mettere in atto un provvedimento non equo dal punto di vista sociale. Nel frattempo stiamo lavorando per dare risorse alle associazioni che si occupano dei centri estivi, lo scorso anno avevamo istituito un bando di 35.000 euro per supportarle nelle maggiori spese legate alla sanificazione e alla pandemia». Basterà per cambiare trend alla demografia bassanese? Molto dipenderà ovviamente anche dalle politiche nazionali, in primis quelle che arriveranno dal Next Generation Eu.
Nel frattempo, grazie ai numeri elaborati dall’assessore Scotton, “scattiamo una fotografia” datata marzo 2021: ad oggi a Bassano si contano 1.066 bambini che frequentano gli Asili (comprese le paritarie), 2.088 le Primarie, 1.556 le Medie, 8.500 circa le Superiori (ma il dato qui è da prendere con le pinze perché solo il 20% è bassanese). Tra 5 anni come sarà la situazione? E tra 10?

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