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Il momento del bisogno
Inizia il giro di incontri di Bassanonet con i candidati del Bassanese alle elezioni regionali. Intervista a Silvia Pasinato, candidata con Fratelli d’Italia. “C’è bisogno di Veneto adesso”
Pubblicato il 02 set 2020
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Rieccola qua: Silvia Pasinato. Sindaco di Cassola dal 2009 al 2014, dal 2014 consigliere comunale di minoranza a Cassola e oggi aspirante consigliere della Regione Veneto.
Silvia Pasinato si candida infatti alle elezioni regionali nella lista di Fratelli d’Italia.
Laureata in Giurisprudenza a Trento, con una formazione post laurea nel settore della progettazione comunitaria e della pubblica amministrazione, dal 2005 e fino allo scorso aprile ha lavorato nel settore della vigilanza sulle concessionarie autostradali.
Silvia Pasinato, candidata con Fratelli d'Italia
Da Roma, dove abitava, si è trasferita quest’anno con la famiglia nel Bassanese e dallo scorso maggio lavora come funzionario presso l’Ulss 7 Pedemontana. Una carriera lavorativa che in particolare nell’ultimo decennio ha sempre affiancato all’impegno politico e all’esperienza di pubblico amministratore. Nei suoi discorsi e nel suo stesso slogan elettorale la parola d’ordine è “bisogno”. Sentiamo perché.
Silvia Pasinato, a cosa è dovuta dunque la sua scelta di candidarsi?
Dentro di me ho sempre vissuto l’impegno pubblico come servizio, al territorio e alla gente.
Sia con il ruolo di sindaco, quando ho avuto l’onore di fare il sindaco di Cassola, e sia negli anni seguenti con l’impegno civico e anche a livello politico. Nel 2019 ho scelto di entrare in Fratelli d’Italia per la coerenza che questo partito ha nell’affrontare determinate tematiche, dalle più generali a livello statale alle questioni più locali. La scelta di rimettermi in gioco è dettata quindi da una prosecuzione del mio impegno per il territorio. Mi candido per rendere un servizio importante al territorio, per rappresentare le istanze di Bassano e del territorio vicentino in Regione, perché c’è bisogno di assumersi impegni precisi per rilanciare Bassano e riportarla al centro del Veneto.
Cosa manca? Perché secondo lei Bassano non è al centro del Veneto?
Bassano in particolare ha bisogno di far vedere cos’è Bassano. Ha bisogno di investimenti, di essere connessa con il Veneto, ha bisogno della migliore sanità, di iniziative culturali, di sviluppo e innovazione. Adesso, con l’entrata in funzione della Pedemontana Veneta, ad esempio, ha bisogno di mobilità. La SPV entrerà in esercizio nel tratto bassanese a breve.
Nel 2017 è stata tolta l’esenzione del pedaggio per i residenti. Bassano ha bisogno di essere messa in connessione anche con gli aspetti della mobilità.
Il fatto che si stata tolta l’esenzione per i residenti comporterà che soprattutto per i pendolari, ovvero chi utilizza quel tratto est-ovest quotidianamente, la scelta di utilizzare la superstrada peserà dal punto di vista economico. E proprio per questo ci sarà anche chi deciderà di non utilizzarla. Questa scelta andrà ripensata, andrà riproposta in qualche modo una forma di esenzione per i residenti e soprattutto per i pendolari, perché non è possibile pensare che tutto il traffico che si stimava entrasse in Pedemontana non vi entrerà più, andando a intasare le nostre connessioni e viabilità locali. A Cassola, negli anni, soprattutto in funzione dell’entrata in esercizio della SPV, è stata pensata la variante alla Statale 47 che proprio nel tratto est-ovest drenerà il traffico che già grava sui centri abitati per portalo fuori dai centri abitati stessi.
E in tutti gli altri Comuni del Bassanese cosa accadrà? Penso alla zona più a est, al territorio di Mussolente, di Marini, ma anche a Rosà che è già pesantemente gravata dal traffico, al centro stesso di Bassano. Chi non può passare da una parte, passerà dall’altra. Quindi riproporre l’esenzione per i residenti nel transito in Pedemontana vuol dire connettere Bassano anche a livello di mobilità e di viabilità.
È solo la Pedemontana “free” per i residenti il nodo da sciogliere per migliorare la mobilità del Bassanese?
Non solo. Un altro esempio, sempre riguardo ai temi delle infrastrutture che mi sono cari, è la metropolitana di superficie. Bassano ne ha bisogno, per essere connessa con il Veneto.
Una metropolitana di superficie intesa come treni cadenzati frequenti, come la metropolitana che già c’è sulla linea Padova-Castelfranco. Bassano era già dentro i piani della Regione per la metropolitana ferroviaria di superficie, sulla linea Bassano-Castelfranco ma anche Bassano-Trento, e poi è stata tolta. Il Bassanese ha bisogno di questa cosa per essere al centro del Veneto, per vedere persone che si spostano in modo efficace e anche veloce.
Il suo slogan è “C’è bisogno di Veneto adesso”. In che senso?
C’è bisogno di portare il miglior modello veneto a servizio della proposta istituzionale regionale. Noi abbiamo avuto la migliore sanità, grandi investimenti infrastrutturali, le importanti aggregazioni a livello economico, una grande economia sviluppata nella piccola e media impresa. C’è bisogno oggi di tutelare questo tipo di sistema. Il sistema veneto, per tornare ad essere grande, o per proseguire verso un modello sempre migliore, ha bisogno di essere preservato ma anche valorizzato. Va fatto adesso, perché sono anni difficili, sono anni in cui si sono perse alcune occasioni importanti. A gennaio abbiamo fatto un convegno sull’economia dove sono state messe a raffronto, dal punto di vista economico, le opportunità del Veneto e quelle di altre Regioni come l’Emilia Romagna che oggi hanno indicatori di sviluppo superiori al nostro. Il Veneto, per valorizzare sé stesso, ha bisogno di non chiudersi in sé stesso. C’è bisogno di Veneto adesso, c’è bisogno di curare tutti gli aspetti che possono consentire alla nostra Regione di viaggiare verso il futuro. Abbiamo bisogno dell’autonomia, quella vera, quella che aspettiamo da troppi anni. Soprattutto dell’autonomia fiscale, dove i soldi dei veneti restano ai veneti. E ora c’è bisogno di una grandissima attenzione verso il Veneto. Dopo l’esperienza dell’emergenza epidemiologica e sanitaria, molto probabilmente a settembre-ottobre dovremo ancora vedere gli effetti della reale crisi economica che abbiamo davanti. “C’è bisogno di Veneto adesso” vuol dire anche questo: attenti a quello che potrà accadere, perché le nostre imprese vanno tutelate, perché il lavoro va preservato, perché le famiglie vanno aiutate.
Tra le priorità del suo programma c'è anche l'attenzione per la sanità...
L'ospedale è sempre stato un fiore all'occhiello di Bassano, tanto è vero che quando c'è stata la riforma regionale che ha ridefinito le Ulss e ha portato ad Azienda Zero, è stata data una specificità a Bassano con la Ulss Pedemontana, assieme a Santorso. Nel rispetto degli equilibri che ci devono essere e dei livelli di qualità che devono essere mantenuti sia a Bassano che a Santorso, come poli di eccellenza dell'Ulss n.7, dobbiamo tenere alta sempre la guardia e migliorare ciò che è migliorabile nella sanità. Penso ad alcuni reparti ospedalieri e ai servizi della medicina territoriale e dell'assistenza territoriale. Vanno rafforzati, vanno potenziati e vanno migliorati.
Lei segue tematiche molto sentite nel Bassanese. Visto che però non si vota solo nel Bassanese, come si pone rispetto al resto della Provincia?
È vero, io sono della zona bassanese ed è ovvio che l’esperienza, le tematiche, le problematiche maggiori le conosco nell’area bassanese, che tra l’altro ritengo debba essere valorizzata soprattutto per la perdita di leadership che Bassano deve recuperare rispetto agli anni passati. Ricordo la Bassano dei primi anni 2000 e guardo la Bassano di adesso e dico: “Dai Bassano svegliati, datti una mossa!”. Bassano deve crearsi delle opportunità e deve darsi delle occasioni di crescita importanti. Sono però convinta che l’approccio giusto è quello di dire “io mi impegno a servire un territorio” L’impegno politico, ripeto, lo concepisco come un servizio. Un servizio, che se eletta a livello regionale, io occuperò per tutta la Provincia di Vicenza. Quindi come mi impegnerò per Bassano e per il Bassanese, mi impegnerò per tutto il territorio della nostra Provincia. Con umiltà, con rispetto delle realtà e delle presenze locali, ma soprattutto con quello spirito di servizio che secondo me un politico deve avere.
Per essere un buon politico, chi si fa eleggere si deve prendere degli impegni ben precisi e se ci sono una buona attitudine di umiltà e delle buone capacità anche a livello tecnico e di conoscenza, tanto meglio.
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