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Viva Mazzini
Impegno per Bassano sulla chiusura della scuola Mazzini: “Le polemiche non risolvono i problemi”. Bassano per Tutti: “La Mazzini resti una scuola”
Pubblicato il 07 ago 2020
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“Impegno per Mazzini”. Si intitola così un comunicato stampa ricevuto in redazione.
“Caspita - ho subito pensato in un improvviso rigurgito di sentimento patriottico -, finalmente c’è qualcuno che si ricorda del Risorgimento italiano.” E invece no. Si tratta molto più semplicemente di un comunicato della lista civica di maggioranza Impegno per Bassano in merito alla vicenda della scuola primaria Mazzini.
Altro che Risorgimento: qui sul piatto emerge nientemeno che la questione se la scuola Mazzini sarà in grado di rinascere, in rispetto della sua gloriosa tradizione, oppure no.
Foto Alessandro Tich
Lo storico edificio della scuola elementare, come noto, è chiuso in vista dei lavori previsti dall’amministrazione comunale e alla ripresa dell’anno scolastico gli alunni della Mazzini saranno trasferiti nei locali della dirimpettaia scuola media (o se preferite scuola secondaria di primo grado) Vittorelli. La questione è ormai da settimane al centro del dibattito politico cittadino ed è stata al centro di un’interrogazione presentata nell’ultimo consiglio comunale dalle minoranze, secondo le quali - dopo aver letto la perizia affidata all’ing. Dal Sasso sulla verifica della sicurezza delle strutture e sulla verifica sismica delle coperture - la chiusura della scuola non era necessaria, o perlomeno lascia molti dubbi riguardo a una decisione che appare “affrettata”.
Successivamente al comunicato stampa della civica del vicesindaco Roberto Marin è stato trasmesso in redazione un secondo comunicato, questa volta da parte della lista civica di minoranza Bassano per Tutti. Titolo: “La Mazzini resti una scuola”.
A Bassano si sta infatti diffondendo un “retropensiero”, come lo chiama la civica di opposizione, secondo il quale l’edificio della scuola elementare può essere usato per ospitare “qualcos’altro”. Ed è la stessa civica Impegno per Bassano, nella conclusione del suo comunicato, ad affermare che “la decisione definitiva di cosa fare delle nostre scuole deve anche tenere in considerazione il fatto che, nei prossimi 5 anni, il numero degli studenti si ridurrà del 35%, con l’evidente necessità di valutare l’opportunità di tenerle aperte tutte, anche per motivi economici”. In realtà l’auspicio che “la Mazzini resti una scuola” era già stato espresso dal capogruppo di Bassano per Tutti Oscar Mazzocchin nel corso dell’ultimo consiglio comunale, suscitando dei risolini - poi opportunamente zittiti da qualcuno - dai banchi della giunta e della maggioranza. A quanto sembra, tuttavia, c’è poco da ridere e la questione è più seria di quello che appare. Ciò che è in gioco non è la condizione attuale dell’edificio della scuola che nel 2010 celebrò il proprio centenario, ma il suo ruolo futuro di sede scolastica di cui una altrettanto significativa corrente cittadina di pensiero richiede la sopravvivenza. Insomma: Viva Verdi, Viva Garibaldi e soprattutto Viva Mazzini.
Qui Impegno per Bassano
Di seguito il comunicato stampa “Impegno per Mazzini” trasmesso in redazione dalla civica Impegno per Bassano:
COMUNICATO
La lista Impegno per Bassano interviene in merito alla situazione della scuola Mazzini.
Le polemiche non risolvono i problemi
Più volte siamo stati chiamati in causa, da alcune testate giornalistiche, per i nostri mancati interventi rispetto a polemiche sollevate dai gruppi di minoranza in consiglio comunale.
La polemica non è nel nostro stile, non lo era quando sedevamo nei banchi della minoranza e lo è ancor meno ora, che siamo parte della maggioranza che ha il compito di amministrare la città.
Questo non ci impedisce però di intervenire in merito alla questione della scuola Mazzini, visto che l’argomento scuole e giovani è nel DNA della nostra lista.
Una premessa: le ultime due amministrazioni hanno fatto la scelta, legittima, di ridurre il debito del comune.
Gli effetti di questa scelta, come nel caso della Mazzini, sono evidenti.
Non è possibile avere un patrimonio immobiliare di decine di milioni di euro e non destinare nulla al suo mantenimento.
L’assessore Marin, che ci rappresenta in giunta, oltre al referato al bilancio ha tra le sue deleghe quella al patrimonio.
La sua prima preoccupazione, appena insediato, è stata quella di fare una ricognizione puntuale sullo stato di conservazione degli immobili comunali.
Questo ha consentito di portare alla luce casi in cui l’amministrazione comunale pagava bollette elettriche per fabbricati non più utilizzati.
Per la prima volta è stata fatta anche un’analisi approfondita dello stato di tetti e facciate di edifici comunali con l’utilizzo di droni, analisi che ha portato alla scoperta della necessità di stanziamenti, nell’ordine di milioni di euro, per la manutenzione nei prossimi anni di questi immobili.
A poche settimane dall’insediamento di questa giunta, i rappresentanti dei genitori della scuola Mazzini hanno contattato l’amministrazione per problemi al tetto dell’edificio, che sono stati prontamente risolti consentendone l’utilizzo anche per l’anno in corso.
Da un esame più approfondito della situazione è stata assunta la decisione di chiudere la scuola, spostando le classi nella vicina scuola Vittorelli, che ha visto importanti interventi realizzati proprio per consentire agli studenti di entrambi gli istituti di usufruire degli spazi idonei.
Concludiamo citando un’altra delle nostre parole d’ordine, lungimiranza, che ci fa dire che la decisione definitiva di cosa fare delle nostre scuole deve anche tenere in considerazione il fatto che, nei prossimi 5 anni, il numero di studenti si ridurrà del 35%, con l’evidente necessità di valutare l’opportunità di tenerle aperte tutte, anche per motivi economici.
Lista civica Impegno per Bassano
Qui Bassano per Tutti
Di seguito il comunicato stampa trasmesso in redazione dalla civica Bassano per Tutti:
COMUNICATO
La Mazzini resti una scuola
Una scuola, in particolare una scuola elementare, è un luogo dell’anima in cui si costruisce l’appartenenza collettiva di una città. La scuola Mazzini è un luogo speciale per i bassanesi, sia perché ha una storia che si interseca con le mille storie della nostra antica città ma anche perché domina lo spazio esterno con la sua architettura lineare, solida: chiunque ci passi davanti, vi abbia studiato da bimbo oppure no, non può non restare stregato da quel portone e dalle sue bandiere, non può non fermarsi ad ascoltare le voci dei piccoli studenti che fuoriescono dalle grandi finestre, non può ignorare un esempio di edilizia pubblica nata per durare e che oggi - purtroppo - si vede poco spesso.
Chiudere una scuola, spostare aule e bambini, non è un semplice esercizio di logistica né un atto che possiamo derubricare a quotidianità amministrativa. Una scuola è un presidio importante dello stato, in particolare quando essa è l’unica di un centro cittadino che sta perdendo - un pezzo alla volta - la sua funzione di raccolta a favore della periferia. In poche centinaia di metri Bassano racchiude tre edifici pubblici che la rendono città vitale: la scuola dell’infanzia “Monumento ai caduti”, la scuola primaria “Mazzini” e la scuola media “Vittorelli”.
La scuola Mazzini è il perno di questo microcosmo e serve alla città di Bassano come l’aria, perché se è vero che lo sviluppo della periferia è fondamentale, è altrettanto vero che una periferia non può esistere senza un centro che la alimenti.
La scuola Mazzini non può chiudere, né può essere spostata nelle aule vuote della prospiciente scuola media. Non può chiudere perché Bassano sarebbe - caso forse unico - la sola città di medie dimensioni a non avere una scuola elementare in centro storico; ciò significherebbe ammettere che il centro di Bassano non è un luogo vivo, per bambini e bambine, per famiglie e persone reali, ma solo un grande centro servizi in cui recarsi all’occorrenza per sbrigare le esigenze della nostra repentina vita quotidiana.
Comunque stiano le cose non si può accettare che questo passaggio venga gestito quasi come ordinaria amministrazione. La scuola Mazzini deve riaprire al più presto, messa in sicurezza e rinnovata, perché Bassano ha bisogno di quella scuola, perché ne ha bisogno l’offerta formativa dell’IC1 nel suo complesso, perché i bambini e le bambine sono la vera soluzione per evitare il degrado di qualsiasi area, più di mille poliziotti e di cento telecamere.
È necessario che l’amministrazione comunale se ne faccia carico con una visione di prospettiva, che cancelli il retropensiero diffuso che si voglia usare l’edificio per ospitare qualcos’altro, e che restituisca al più presto la scuola elementare al centro di Bassano e a tutta la cittadinanza.
Aggiungiamo: quale migliore occasione per rilanciare la scuola, investendo in un modello didattico innovativo che possa renderla punto di riferimento per tante famiglie anche non residenti in centro?
Ufficio Stampa
Lista civica “Bassano per Tutti”
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