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Chiara e sintetica
Poco più di due pagine: ecco lo studio di fattibilità di Chiara Casarin sul convenzionamento del Museo di Bassano “con altri gestori di musei o di beni culturali”. Ma il documento si limita al solo convenzionamento con Possagno
Pubblicato il 06 mag 2020
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Chiara e sintetica. Consta di appena due pagine e 6 righe, spazi compresi, la relazione della già direttrice dei Musei Civici di Bassano Chiara Casarin riguardante lo studio di fattibilità sul convenzionamento dei Musei Civici medesimi “con altri gestori di musei o di beni culturali in chiave di valorizzazione congiunta del patrimonio culturale”.
Così, almeno, indicava la determinazione dirigenziale dell'amministrazione Pavan che aveva conferito alla Casarin l'incarico di appaltatrice esterna con affidamento diretto per il periodo di 6 mesi da ottobre 2019 a marzo 2020. Compito dell'ex direttrice nel semestre in questione: valutare per l'appunto la fattibilità di una prossima convenzione con le dirigenze di altri musei o istituti culturali “al fine della costituzione di una rete per l'elaborazione di un programma di valorizzazione congiunta del giacimento culturale individuato”.
Un linguaggio un po' contorto per affermare, in sostanza, la volontà dell'amministrazione di Bassano di inserire il nostro Museo Civico in una rete di musei intercomunale.
Antonio Canova, Venere e Adone. Possagno, Museo e Gypsotheca Antonio Canova. Foto Alessandro Tich
Era ancora l'epoca in cui il sindaco e assessore alla Cultura Elena Pavan stava battendo la strada della sinergia istituzionale e della direzione congiunta tra musei del territorio che avrebbe reso inutile - ovvero superata - la nomina di un nuovo ed autonomo direttore scientifico per il Museo di Bassano del Grappa. Non a caso, la delibera di giunta comunale del 30 settembre 2019 che stabiliva la necessità di affidarsi a un consulente esterno, incaricato di compiere lo studio di fattibilità in questione, sospendeva anche l'efficacia del bando selettivo per il nuovo direttore dei Musei Civici, indetto nell'ultimo miglio di mandato dall'amministrazione Poletto. Tale consulente, che sarebbe poi stato individuato in Chiara Casarin, avrebbe svolto nei sei mesi dell'appalto anche la mansione di “direttore artistico” dei Musei di Bassano, vale a dire “di collaborazione al Dirigente area terza Cultura Museo nella gestione, cura e salvaguardia e comunicazione delle collezioni museali civiche”.
Il tutto per un corrispettivo garantito alla consulente esterna Casarin di 37.362,76 euro, Iva inclusa. E, come dice il saggio, scusate se è poco.
Fin qui il riassunto delle puntate precedenti, senza le quali non si potrebbe capire l'ultima puntata di questa appassionante fiction politico-amministrativa. E l'ultima puntata propone come pezzo forte la sintetica relazione di fattibilità del consulente incaricato.
La quale parte innanzitutto con una sorpresa. Ci si potrebbe infatti aspettare un documento che parli della possibilità o meno di convenzionarsi con “altri gestori di musei o di beni culturali in chiave di valorizzazione congiunta del patrimonio culturale”, come da ricerca ad ampio raggio richiesta e stabilita nella determina di incarico. E invece il documento, indirizzato al sindaco Elena Pavan, è intitolato “Relazione fattibilità convenzione Possagno-Bassano”.
Punto e basta. Fonti bene informate riferiscono che oltre a Possagno sono stati interpellati anche i dirigenti di altre istituzioni museali del nostro territorio e dei comprensori vicini, e che costoro riguardo a un convenzionamento con Bassano avrebbero risposto picche, ma questa cosa dalla relazione non risulta e in quanto tale rimane una non-notizia.
Lo studio di fattibilità si concentra pertanto unicamente sul convenzionamento con la Fondazione Canova Onlus di Possagno, nella quale peraltro la Casarin è componente del Comitato di Studio istituito dal presidente Vittorio Sgarbi e riguardo la quale le originarie ambizioni della stessa Casarin, poi non realizzatesi, sono ben note.
“Una convenzione specifica tra la città di Bassano del Grappa e Possagno in vista delle celebrazioni per l'anniversario canoviano del 2022 - è il testo iniziale della relazione - è auspicabile in quanto entrambe le istituzioni detengono la grande parte del patrimonio di Antonio Canova e possono lavorare in sinergia per la progettazione e la realizzazione degli eventi, delle attività formative, delle pubblicazioni e delle esposizioni che sono nel programma - ad oggi in forma di bozza - presso la Fondazione Canova Onlus.”
Un proposito che non nasce dal nulla, ma sulla base di alcuni interessanti trascorsi.
Come emerge infatti dalla relazione della consulente, il 20 settembre 2019 si è tenuta una prima riunione in municipio a Bassano, presenti i due sindaci di Bassano e Possagno e i “rappresentanti tecnici” delle due istituzioni, nella quale si è proceduto alla stesura di un possibile elenco di attività congiunte, presentate anche nel corso di una ulteriore riunione tenutasi il 4 dicembre al Ministero dei Beni Culturali a Roma “per la redazione di un progetto di legge volto al sostegno delle Celebrazioni Canoviane 2022”.
L'elenco prevede innanzitutto la costituzione di un comitato nazionale per le celebrazioni e di un comitato specifico per le pubblicazioni. Per le attività editoriali è stata proposta l'idea di una app in più lingue, di una guida tascabile ufficiale e di un catalogo generale in collaborazione con l'Università. Infine le mostre: esposizioni di recenti restauri (2020) e la mostra “Canova e il Moderno/Canova e il Contemporaneo” da svolgersi a Possagno, a Bassano e a Rovereto (2021/2022). Il tutto corredato di “una campagna di comunicazione congiunta e coinvolgimento di altri musei partner”. “Ad esclusione delle attività editoriali - scrive Casarin -, tutte le opzioni qui citate possono comprendere Bassano del Grappa, la quale ha al suo attivo il volume “Atelier Canova” che ora è in presentazione su scala nazionale, con alcune opere e proiezione video di contenuti, all'interno della mostra “La riscoperta di un capolavoro” a Palazzo Fava di Bologna nella sezione “La materialità dell'aura. Nuove tecnologie per la tutela” a cura di Factum Foundation.” Ecco Factum.
Ma non è tutto. “Nella voce Mostre 2020/2021 - è un altro passo della relazione - sarà possibile progettare la mostra William Kentridge-Antonio Canova da realizzarsi a Bassano a partire dall'autunno 2020, mostra che, pur essendo stata proposta in passato, necessita di uno studio rigorosamente rinnovato data la mancanza e la nuova disponibilità di opere concedibili in prestito.” “Dal settembre 2019 all'ultima riunione tenutasi a Bassano del Grappa il 4 marzo 2020 - prosegue la consulente - sono stati effettuati molti incontri alla mia presenza nei quali si è discussa l'opzione di una direzione congiunta tra le due città e alcune modalità di concretizzazione operativa.” “La vicinanza geografica delle due istituzioni detentrici del patrimonio canoviano - continua il testo - offrirebbe un importante strumento di attuazione della convenzione in quanto permetterebbe una valorizzazione patrimoniale reciproca su base territoriale mediante la costituzione di una rete effettiva concretizzabile anche attraverso visite guidate ed eventi congiunti.” “Tutto quanto qui riportato e riferibile alla convenzione con Possagno per la creazione di una rete museale - conclude Casarin - è stato prodotto congiuntamente e discusso nella sua opportuna fattibilità con i membri della Fondazione Canova Onlus ma, ad oggi, deve essere ancora formalizzato ed approvato dai vertici di entrambe le istituzioni.” Fine delle due paginette.
Giunti a questo punto, concentriamoci infine sulle date. Il semestre di appalto esterno direttamente affidato dal Comune di Bassano a Chiara Casarin è scaduto il 31 marzo.
La “Relazione fattibilità convenzione Possagno-Bassano” è datata 1 aprile, e non è un Pesce. Ed è del giorno successivo, e cioè il 2 aprile, la delibera di giunta comunale che prende atto dell'impossibilità di una direzione museale congiunta tra Bassano e Possagno (“non è configurabile l’utilizzo in convenzione con la Fondazione Canova del direttore scientifico, in quanto la natura non di ente locale della stessa non lo rende praticabile”) e riapre clamorosamente il bando di selezione per il nuovo direttore scientifico dei Musei Civici di Bassano del Grappa, revocandone la sospensione. Al quale bando si procederà quando l'emergenza Covid-19 lo renderà possibile. La stessa delibera, sulla base dello “studio di fattibilità”, esprime tuttavia l'intenzione di stipulare un accordo tra il Comune di Bassano e la Fondazione Canova Onlus di Possagno “per disciplinare lo svolgimento in collaborazione delle attività relative alle celebrazioni canoviane 2020-2022, così da formulare un’offerta culturale integrata” e “per il perseguimento delle comuni finalità del patrimonio canoviano”.
Una seconda delibera di giunta, della stessa data e sempre in base alla “Relazione fattibilità convenzione Possagno-Bassano”, conferisce un ulteriore incarico professionale esterno a Chiara Casarin per il servizio di curatela della mostra William Kentridge-Antonio Canova, da lei stessa propugnata e prevista a cavallo tra il 2020 e il 2021, per un corrispettivo di 9.300 euro più Iva, ritenuto congruo “in relazione alla specializzazione professionale necessaria e alla molteplicità delle prestazioni richieste in un arco temporale di almeno 9 mesi”.
È la chiusura del cerchio di tutta questa vicenda. Nella quale l'amministrazione di Bassano ha perso sei mesi, più due mesi (agosto e settembre) di ulteriore interregno senza direzione del Museo, per ritornare al punto di partenza.
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