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The Show Must Go On
Al Garage Nardini l'anteprima di Operaestate Festival. Coi discorsi di commiato del sindaco Poletto e dell'assessore Cunico. Novità 2019: il Castello degli Ezzelini trasformato in un circo
Pubblicato il 13 apr 2019
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The Show Must Go On. La canzone dei Queen potrebbe fare da ideale sottofondo musicale ai pubblici interventi di questi giorni degli amministratori comunali bassanesi in scadenza, improntati all'“emozione” (Cunico dixit) delle parole di fine mandato.
A maggior ragione se l'argomento in questione è proprio uno Show diffuso nello spazio e nel tempo come Operaestate Festival Veneto.
Al Garage Nardini, davanti a un pubblico di varia umanità (artisti, simpatizzanti, sponsor), gli attuali reggenti comunali introducono l'anteprima della 39sima edizione del Festival delle Città Palcoscenico, che avrà luogo quando in via Matteotti si sarà già insediata la nuova Amministrazione e che avrà come tema conduttore “della civiltà e della partecipazione”. “Operaestate - dichiara sul palco il sindaco Riccardo Poletto - è un'operazione di enorme e vastissima disseminazione culturale che fa da motore alla crescita sociale. Una delle sue forze è che riesce a parlare a tutti. Nel futuro non può che continuare ad essere così, per andare oltre senza alcun steccato.” Poletto parla del Festival anche come espressione non solo “di coraggio”, ma anche “di libertà”. “Con l'avvicinarsi del 25 aprile - sottolinea -, possiamo pronunciare questa parola con cognizione di causa, in questa città Medaglia d'Oro della Resistenza.”
Foto Alessandro Tich
“Bassano - gli fa eco l'assessore Giovanni Cunico - è al centro di una Pedemontana che vede nel periodo di tre mesi una spettacolarità incredibile che fa della nostra zona un distretto dell'innovazione culturale che è riconosciuto a livello internazionale.”
Sempre Cunico rintuzza le polemiche di chi punta il dito sui non sufficienti introiti del comparto Cultura rispetto alle spese. Dice di non condividere “il gioco di dover monetizzare l'attività della cultura”, che oltre a un bilancio economico produce un importante “bilancio sociale”. “La cultura - afferma il responsabile politico dell'assessorato - è un diritto al benessere del cittadino e possiamo permetterci in investire in perdita. Parliamo di investimenti e non di spese, quando si parla di cultura.”
Riguardo al programma vero e proprio di Operaestate, di cui vengono anticipati i primi assaggi generali, durerà dal 10 luglio al 7 ottobre. La novità di quest'anno sarà la trasformazione del Castello degli Ezzelini car free nella sede del “circo contemporaneo di Bassano”, con spettacoli di arte circense programmati per tre giorni nel mese di settembre. L'evento proseguirà poi per altri tre giorni a Villa San Giuseppe. A luglio invece, come già accaduto l'anno scorso, la manifestazione sarà inaugurata da una nuova grande parata in centro storico.
“Il tema di quest'anno ci avvicina all'edizione dei 40 anni dell'anno prossimo - spiega il direttore di Operaestate Festival Rosa Scapin -. La “civiltà” intesa come patrimonio, generatrice di cultura con l'utilizzo e la valorizzazione degli spazi. “Partecipazione” come pubblico che non interviene solo come consumatore dello spettacolo, ma che partecipa anche attivamente nella creazione dello spettacolo stesso. In 35 città proporremo molti progetti originali realizzati dagli artisti in co-creazione con le rispettive comunità.”
Per la danza andranno in scena “progettazioni internazionali che derivano dai molti accordi stretti con ogni parte del mondo, con l'ultima area che è rappresentata dall'Asia orientale”. I riflettori si accenderanno, tra gli altri, sugli svizzeri Alias, su una compagnia islandese, su Sharon Friedman ad Arte Sella, su uno spettacolo misto svedese-coreano. Tra i nomi del teatro si annoverano Marco Baliani, Giuliana Musso, Giulio Casale e Mario Perrotta. La musica proporrà l'allestimento di tre opere: l'“Orfeo ed Euridice” di Gluck, l'”Elisir d'Amore” di Donizetti e, per i bambini, “La regina delle Nevi” di Pierangelo Valtinoni. Dal 20 agosto il testimone passerà quindi a B-Motion, la rassegna dei linguaggi contemporanei che l'anno scorso ha richiamato 10mila spettatori e che quest'anno prevede “il raddoppio delle presenze degli operatori internazionali”.
Special event del Festival: una “processione laica” in viale dei Martiri, ideata da Guido Barbieri in collaborazione con il Campus delle Arti. Sarà una sorta di Via Crucis tra gli alberi degli impiccati, dalla cui chioma i martiri “racconteranno” la loro storia con le voci prestate da cittadini di Bassano. Si finirà in Castello, con le “forze musicali” della città che eseguiranno una composizione appositamente creata da Barbieri per l'occasione.
Alla “preview” di Operaestate al Garage Nardini, luogo in cui da dieci anni si svolgono per tutto il corso dell'anno le “residenze” degli artisti internazionali, interviene anche Nora Chipaumire, originaria dello Zimbabwe e di stanza a New York, la prima artista in assoluto a utilizzare lo stage del garage nel 2008. “Ovunque io vada nel mondo, Bassano è sempre con me” - afferma, riscaldando i cuori dell'inorgoglito pubblico bassanese.
Quello stesso pubblico che al termine della presentazione diventa il coprotagonista di un fuori programma di Roberto Casarotto, direttore dei progetti di danza del Festival, che dal palco invita gli spettatori a seguirlo nelle movenze di alcune particolari danze “da sedia” che fanno bene alle vertebre e all'elasticità degli arti. Quasi quasi, per la prossima amministrazione comunale, proporrei Casarotto come assessore alla mobilità.
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