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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Politica

Polettix e Campagnix

A proposito di un'affermazione in conferenza stampa del vicesindaco Roberto Campagnolo, secondo il quale il clima attorno all'Amministrazione è come “il villaggio dei Galli assediati”

Pubblicato il 22-06-2018
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Quello a cui ho assistito stamattina, e di cui riferisco nell'articolo “Alla luce del basta”, è stato un momento epocale dell'attuale mandato dell'Amministrazione di Bassano.
Il momento nel quale Riccardo Poletto, confermando le sue intenzioni già trapelate nei mesi scorsi, ha annunciato che alle prossime elezioni non si ricandiderà a sindaco.
Facce cupe di tutti i suoi alleati, l'unico rilassato era proprio Poletto. Per il centrosinistra cittadino si apre il capitolo del successore alla rincorsa alla poltrona di primo cittadino e in un momento non certo felice per il Partito Democratico e dintorni: sia sul piano nazionale dove oggi spirano fortemente altri venti, sia a livello locale dove le elezioni comunali di Vicenza e di Marostica - solo per restare nelle nostre vicinanze - hanno rifilato altre due vittorie di area centrodestra ai danni dei contendenti dell'altra sponda politica. Riguardo all'attuale situazione politica generale, Poletto ha dichiarato che c'è un clima di “asprezza” e di “barbarie”. Si è consolato ricordando che anche quattro anni fa, quando si era candidato alle amministrative, il clima politico “non era favorevole”.

Il sindaco Riccardo Poletto e il vicesindaco Roberto Campagnolo in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)

Ma ora che da qui a un anno a comandare la nave non ci sarà più lui, trovare un nuovo capitano per l'attuale maggioranza non sarà un'impresa semplice. Da qui la necessità di effettuare un ultimo anno di mandato in quarta sparata per continuare quella “accelerazione in corsa”, rivolta al consenso degli elettori, che secondo il segretario bassanese del PD Luigi Tasca è già in atto. Frasi pronunciate per lanciare dei messaggi rassicuranti, ma senza sprizzare entusiasmo.
Tra tutte le facce cupe presenti in conferenza stampa, la più cupa era quella del vicesindaco Roberto Campagnolo: rispetto al Campagnolo pimpante a prescindere, impermeabile qualunque cosa accada alle vicende del Ponte e sempre pronto alla battuta cameratesca con i giornalisti, un uomo quasi irriconoscibile.
Anche The Vice ha parlato in conferenza stampa, e ha parlato poco. Ma è quanto è bastato a conquistare la medaglia di Bassanonet per la frase del giorno. Ed è accaduto quando, riferendosi al clima che ruota oggi attorno all'Amministrazione, lo ha paragonato al “villaggio dei Galli assediati”. Un'immagine da Fort Apache che fa richiamare le avventure di Asterix e Obelix, gli irriducibili Galli sempre pronti a rendere pan per focaccia all'invasore romano. È stata solo una battuta, del genere sarcastico, ma significativa del sentiment che si avverte in questo momento in seno ai vertici del governo cittadino.
Ed è altrettanto significativo che a pronunciarla sia stato l'amministratore pubblico che detiene l'assessorato più discusso, nonostante la messe di Lavori Pubblici costantemente messi in cantiere in questo quadriennio, ma azzerati sotto il profilo del consenso generale dalla incredibile gestione del progetto e dell'appalto del Ponte Vecchio, a cui negli ultimi mesi è il sindaco Poletto a fare da scudo.
Ora il villaggio assediato di Polettix e Campagnix deve affilare le armi per preparasi alla battaglia della primavera 2019. Ma Polettix non ci sarà. Ha detto oggi che non si ricandiderà a sindaco e sarà semmai disponibile a dare un supporto minore alla squadra: forse candidato consigliere o forse semplice attacchino di manifesti elettorali.
Rimane Campagnix, che tuttavia anche oggi ha fatto chiaramente intendere che candidarsi a sindaco non rientra nei suoi pensieri. E allora non resta che aspettare chi sarà il nuovo aspirante capo del villaggio per la coalizione di centrosinistra.
Chi potrà mai essere? Forse Cunichix, il più quotato dai bookmakers, o magari Mazzocchix, che però non è del PD? Non è una domanda prematura perché è vero che si vota tra un anno, ma le grandi manovre iniziano ufficialmente da oggi. Ma la ricetta della pozione magica che rende invincibili bisogna ancora trovarla.

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