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Portate rispetto
Il Ministero dei Beni Culturali notifica il “Provvedimento di tutela indiretta” per l'area limitrofa al Ponte degli Alpini. Definita una zona di rispetto con divieti per le aree libere e edificate. E in quanto all'ex Macello e alla centralina...
Pubblicato il 09 giu 2017
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Convergenze parallele. Mentre sull'alveo del Brenta, tra l'isolotto Pusterla e il Ponte degli Alpini, procedono gli interventi preliminari della Brenta Lavori - ditta subappaltatrice della Vardanega - per la realizzazione delle ture sul fiume necessarie al cantiere di restauro del Ponte, arriva un provvedimento di prescrizione architettonica e ambientale per l'area urbana limitrofa al manufatto.
Una disposizione a cui l'ente comunale e i privati cittadini proprietari di edifici o di aree comprese nella zona considerata dovranno attenersi per mantenere intatta, sotto il profilo architettonico e dell'immagine di insieme, l'attuale cartolina della città.
Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha infatti notificato al Comune di Bassano del Grappa e ai soggetti direttamente interessati il “Provvedimento di tutela indiretta” per l’area immediatamente a nord e a sud del Ponte Vecchio, che abbraccia complessi immobiliari come il Castello degli Ezzelini e la Chiesa di Santa Maria in Colle, Palazzo Sturm, la Chiesa di San Donato, l’Istituto Scalabrini, altri palazzi e luoghi di pregio storico architettonico, e lo spazio pubblico e privato tra essi ricompreso.
Foto Alessandro Tich
Si tratta di una zona di rispetto per l’area fluviale del centro storico, che costituisce l'immagine iconica e storica riconosciuta della città di Bassano, individuata dalla Commissione regionale per la Tutela del Patrimonio culturale (composta dai Soprintendenti del Veneto, dal Segretario regionale e dal direttore del Polo museale) sulla base di una proposta della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza, avanzata alla fine del 2016.
Tra le prescrizioni indicate, per le aree libere vi è il divieto, ad eccezione di modesti interventi da sottoporre preventivamente alla Soprintendenza, di edificazioni o modifiche sostanziali all’attuale morfologia degli scoperti.
Per le aree edificate, sempre ad eccezione di modesti interventi che possano accrescere la qualità architettonica degli edifici di recente datazione - e anche in questo caso da sottoporre preventivamente alla Soprintendenza -, è vietato l’incremento volumetrico e di altezza degli edifici esistenti e le facciate dell’edilizia storica dovranno mantenere i caratteri costruttivi, la partitura delle aperture e le finiture, per garantire le condizioni di decoro dell’intero contesto.
In tutti i casi i progetti devono essere sottoposti alla preventiva valutazione della Soprintendenza per le necessarie verifiche.
L’assessore alla Pianificazione urbana sostenibile Linda Munari, che insieme all’assessore alla Cura urbana Roberto Campagnolo aveva presentato la proposta alla città lo scorso 2 febbraio al Museo civico, sottolinea: “Bassano è il suo fiume, il Brenta a Bassano è parte della città e coesiste con le due sponde e i monumenti in un’armonia equilibrata e indissolubile.”
“L’Amministrazione - aggiunge Linda Munari - promuove e aiuta le iniziative che contribuiscono alla valorizzazione di questo luogo. Questo provvedimento è un importante riconoscimento al nucleo storico di Bassano del Grappa e al fiume che entra nella città e della città costituisce parte viva e integrante, una “piazza d’acqua” unica, straordinaria, irripetibile.”
Nell'approvare il provvedimento notificato al Comune, la Soprintendenza ovvero il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha recepito e dato riscontro a tre osservazioni pervenute, una delle quali inoltrata dalla proprietà Bonotto in merito all'edificio dell'ex Macello. Come noto ormai da anni, in quello che attualmente è un cantiere sospeso in via Macello sulla riva destra del fiume la Fondazione Bonotto è intenzionata a realizzare un centro artistico e culturale di respiro internazionale.
Un progetto che potrà finalmente concretizzarsi, in deroga al provvedimento del Ministero che ha preso atto dell'avvenuta notifica alla proprietà, da parte della stessa Soprintendenza, della relativa autorizzazione monumentale e paesaggistica.
Diverso è invece il discorso del dibattuto progetto della centralina idroelettrica di iniziativa privata prevista in via Pusterla sul canale di derivazione Arcon, a fianco dell'isolotto Pusterla e a poche decine di metri di distanza dal Ponte, pienamente compresa all'interno della zona di rispetto definita dal Ministero.
Come si ricorderà, il progetto della centralina presentato dalla società Belfiore '90 di Nove è stato approvato e autorizzato dalla competente commissione tecnica della Regione Veneto lo scorso 26 ottobre, senza che il parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Verona venisse acquisito.
Un “vizio procedurale” ritenuto fondamentale dal Comune di Bassano, che lo scorso dicembre ha impugnato il provvedimento regionale presso il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, con sentenza attesa per il prossimo dicembre.
La situazione, al momento, è complessa: se la richiesta di autorizzazione alla realizzazione della centralina fosse arrivata oggi, a provvedimento ministeriale vigente, il progetto della Belfiore '90 non sarebbe in alcun modo realizzabile, in quanto l'intervento prevede una modifica sostanziale all'attuale morfologia dell'area scoperta.
Ma il progetto dell'impianto idroelettrico è stato già autorizzato otto mesi fa - salvo diversa e futura disposizione del Tribunale alle Acque - e il “provvedimento di tutela indiretta” del Ministero non avrebbe valore retroattivo. Usciamo il verbo al condizionale, essendo in corso al riguardo un approfondimento tra il Comune e la Soprintendenza.
Portate rispetto, dunque, alla zona limitrofa a nord e a sud del Ponte di Bassano.
Salvo deroghe, eccezioni, impugnazioni e varie ed eventuali.
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