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Pengo al sodo
Accordo pubblico-privato “Area Pengo” di via Capitelvecchio. Durissimo intervento del presidente di Confcommercio Bassano Paolo Lunardi. “Scelta sbagliata e poco lungimirante, non staremo fermi a guardare”
Pubblicato il 04 mag 2017
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Questa volta non ci sono mezze parole. Per la Confcommercio mandamentale di Bassano del Grappa, l'operazione “Area Pengo” in via Capitelvecchio è una “scelta sbagliata e poco lungimirante” che mette in evidenza “l'enorme squilibrio esistente nell'hinterland bassanese tra domanda ed offerta commerciale”.
La questione riguarda la nuova Grande Struttura di Vendita che sorgerà alle porte della città, a poca distanza dal Grifone e dal costruendo centro commerciale di Cassola di fronte a Bassano Expo: quasi 8200 metri quadri di insediamento commerciale conseguenti alla riqualificazione, proposta dalla proprietà Pengo (tramite le società Finpengo Spa e Pengo Spa), dell'area oggi degradata dove attualmente insistono gli edifici ex Morassutti, ex Banca di Credito Cooperativo e Eurobrico.
Lo scorso 28 aprile il consiglio comunale di Bassano del Grappa ha approvato (11 voti favorevoli, 2 astenuti, 7 contrari) l'accordo pubblico-privato che consente ai proprietari di riqualificare l'area e edificare la nuova struttura, per un costo totale di costruzione di 1 milione e 250 mila euro e un tornaconto per il Comune - a titolo di “beneficio pubblico” - di un importo complessivo di 200mila euro e della realizzazione a carico dei privati di piste ciclabili lungo le vie Carpellina e Capitelvecchio e delle eventuali opere di completamento relative alla trasformazione di via Carpellina in strada a senso unico.
Una porzione dell'attuale "Area Pengo" in via Capitelvecchio (foto Alessandro Tich)
Sui dettagli dell'operazione urbanistica ci siamo già soffermati in precedenti articoli e non mancheranno di certo altre occasioni per occuparcene in futuro.
Ora che, tuttavia, l'accordo pubblico-privato è cosa fatta, si registra la durissima presa di posizione della Confcommercio mandamentale che in un intervento a firma del presidente Paolo Lunardi mette il dito su tutte quelle che, secondo l'associazione di categoria, sono le piaghe precedenti e conseguenti alla prossima realizzazione del nuovo polo della grande distribuzione organizzata.
Osservazioni e obiezioni contenute in un comunicato stampa trasmesso in redazione, che riportiamo integralmente di seguito:
COMUNICATO
Facciamo seguito alla proposta di accordo pubblico-privato meglio nota come “Area Pengo”, inserita all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio Comunale, alla quale sono poi seguite una serie di posizioni riportate dagli organi di stampa locale, per ribadire, come già in passato espresso, il pensiero della Confcommercio di Bassano del Grappa.
Partendo dalle conclusioni, noi non possiamo che ribadire come dati, studi, progetti di riqualificazione, indici di equilibrio e chi più ne ha più ne metta, hanno messo da tempo in evidenza l’enorme squilibrio esistente nell’hinterland bassanese tra domanda ed offerta commerciale.
In particolare è stata rilevata la grande sproporzione tra le superfici occupate dalle strutture di vicinato e quelle ben maggiori gestite dalla grande distribuzione organizzata. Non intendiamo oggi sottolineare i percorsi che la politica in passato ha volutamente sostenuto e che hanno portato ad insediamenti di centri e parchi commerciali laddove mai si sarebbe potuto pensare.
Queste strutture sono oggi le principali responsabili di questa paradossale situazione che ha portato ad un progressivo processo di desertificazione del centro storico di Bassano, ben rilevato anche nel progetto di riqualificazione commerciale implementato solo grazie al supporto degli uffici di pianificazione urbana di Confcommercio Nazionale.
La critica situazione congiunturale dell’ultimo decennio ha contribuito solo ad aggravare questo processo regressivo e gli effetti dilanianti sono oggi sotto gli occhi di tutti: viabilità in crisi (specie nei fine settimana), ambiente e territori deturpati per lasciare spazio a cattedrali di cemento, negozi di vicinato costretti a chiudere, livelli occupazionali bassi e posti di lavoro quanto mai precari ed instabili, vetrine chiuse e abbandonate al degrado ed alla sporcizia ed un centro storico di giorno in giorno meno sicuro e meno frequentato.
Scelte sbagliate, poco lungimiranti che ancora una volta confermano nostre prese di posizione, quando, conoscendo bene il settore che rappresentiamo, denunciavamo già in tempi non sospetti questo terribile scenario che oggi è purtroppo una triste realtà.
Nemo propheta in patria!!!
Ed il paradosso è che a farne le spese è proprio quella distribuzione organizzata avida di spazi e fette di mercato e che oggi sta fortemente soffrendo questa “sovraofferta”, con bilanci difficili da gestire, gruppi stranieri che abbandonano il bel Paese, turni di lavoro da organizzare tra mille problemi per garantire 365 giorni di apertura all’anno per 12 ore al giorno, incassi in caduta ed un continuo ricorso agli ammortizzatori sociali il cui costo ricade soprattutto su quel commercio tradizionale che invece ancora oggi rinuncia ai suoi utili pur di mantenere il posto di lavoro dei suoi dipendenti.
Noi, non staremo fermi a guardare!! Non possiamo accettare che una nuova Grande Struttura di Vendita trovi ora spazio lungo via Capitelvecchio aggravando ulteriormente tutti i problemi che solo sinteticamente e per sommi capi abbiamo esposto. Non serve essere profeti per capirlo…bisogna essere ciechi per non vederlo! La nostra Associazione che in primis tutela i propri associati di tutto il settore del Terziario e quindi gli interessi del territorio e della sua vocazione turistica, non starà a guardare!
E se purtroppo le esperienze passate ci insegnano che le logiche politiche ed economiche alla fine la spuntano sempre in barba alla concertazione ed al bene della collettività e del territorio (sbandierato come uno slogan solo per raccogliere consensi), noi siamo ancora pronti a “fare le pulci”, a controllare ogni passaggio con i nostri tecnici in tutti i tavoli, dalla Valutazione di Impatto Ambientale agli studi di sostenibilità e sulla viabilità (anche se tanto poi con una nuova rotonda si sistema sempre tutto!) perché ormai delle sole carte, di quei tabulati polverosi che da anni ci vengono decantati come il Piano Mar o la bretella che passando per Cassola finisce direttamente in Valsugana…non ci fidiamo più.
Ognuno deve fare la sua parte, con coscienza e rispetto, perché alla fine il conto da pagare arriva inesorabile e quello che oggi Bassano sta pagando per le tante “scelte” sbagliate, è già sin troppo caro.
Il Presidente
Confcommercio Bassano
Paolo Lunardi
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