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I sindaci dei territori dell’Ulss 3 e Ulss 4 dicono “no” alla creazione di un’unica Ulss in provincia di Vicenza, prevista dalla legge in discussione in consiglio regionale. E propongono alla Regione l’accorpamento fra le due Ulss

Pubblicato il 20 ott 2015
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Sanità: i sindaci dei territori dell’Ulss 3 (Bassano del Grappa) e dell’Ulss 4 (Alto Vicentino) vagliano una soluzione alternativa da proporre alla Regione, che su proposta del governatore Luca Zaia sta discutendo - in sede di consiglio regionale - la proposta di legge da approvare entro l’anno che prevede, tra le altre cose, la riduzione a 7 del numero delle Ulss nel Veneto, ovvero una Azienda Socio Sanitaria per ciascuna provincia.
L’ipotesi dei Comuni interessati, emersa ieri pomeriggio nel corso di un incontro a Bassano, è quella dell’accorpamento delle Ulss 3 e 4.
E’ quanto afferma un comunicato stampa trasmesso in redazione dal Comune di Bassano, che pubblichiamo di seguito:

Foto: archivio Bassanonet


COMUNICATO

La Regione del Veneto vuole modificare gli ambiti territoriali delle Unità locali socio sanitarie rispetto alla situazione attuale, ma l’alternativa proposta, di creare una unica Ulss in provincia di Vicenza, non è gradita ai sindaci coinvolti.
Il presidente della commissione regionale incaricata di seguire l’iter procedurale ha chiesto a tutti i comuni interessati alla nuova configurazione delle Unità locali socio sanitarie di esprimere un parere entro la fine del mese di ottobre, e proprio da questi due territori sta per partire una proposta alternativa a quella ventilata a Venezia.
“Con i sindaci dei comuni afferenti alle Ulss 3 e 4 (Alto Vicentino) ci siamo incontrati ieri pomeriggio a Bassano - spiega il sindaco Riccardo Poletto - e abbiamo vagliato l’ipotesi di esprimere alla Regione un parere unanime e alternativo a quello che ci viene proposto. In pratica chiediamo che vengano accorpate le nostre due Ulss, che complessivamente conterebbero 60 comuni e circa 350.000 abitanti, con una dimensione quindi ancora gestibile in termini territoriali, anziché giungere ad un ente che conterebbe circa 1 milione di abitanti.”
I vantaggi sarebbero almeno di tre tipi: la dimensione, appunto; le caratteristiche territoriali e geografiche che il nuovo soggetto avrebbe, tipiche dell’area pedemontana e quindi omogenee dal punto di vista geografico e sociale; di collegamento, dato che al termine dei lavori di realizzazione della nuova Pedemontana veneta le distanze, in termini di tempo di percorrenza, saranno decisamente inferiori alle attuali.
“L’iter procedurale della Regione prevede la richiesta di un parere ad ogni singolo comune interessato - continua il sindaco -. Lavoreremo quindi in questi giorni ad un documento unico e condiviso che ogni Comune sottoscriverà e invierà a Venezia. Trovo che si tratti di un progetto equilibrato e rispettoso delle nostre realtà e credo che la Commissione regionale prima e il Consiglio regionale poi non potranno non tenerne conto.”

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