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Infart chiude con successo

Migliaia di persone e soprattutto tantissimi giovani in città richiamati dalle esibizioni creative di artisti provenienti dall’Italia e dall’estero.

Pubblicato il 07-09-2008
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Oltre trecento giovani creativi tra writer, performer e videoartisti, impegnati in centro storico su venticinque diversi eventi.
Idiomi di tutta Europa che, intrecciandosi, raccontano in una ventina di accenti e sfumature diverse i linguaggi del contemporaneo.
La musica di cinque dj set che incrocia le vie del centro, in una città che fino a notte inoltrata è stata capitale dell’arte d’avanguardia. È stata questo e molto altro l’Adunata del contemporaneo, che ha scelto Bassano per tenere a battesimo un Nordest decisamente differente dagli stereotipi.

Il sindaco Bizzotto al Garage Nardini (Foto Mariano Costa)

«Il Veneto è una delle aree in Europa a maggiore concentrazione di creatività imprenditoriale – spiegano i promotori – una ricchezza che meritava di essere coordinata in un progetto organico: è nato così InnoVetion valley, un nome che incrocia la nostra Regione con la Silicon Valley, per mettere a confronto tra loro due tra le aree trainanti del pianeta dal punto di vista della capacità imprenditoriale».
La scelta è caduta su Bassano per legare il progetto ad una realtà già attiva nel campo dell’arte e della promozione culturale. In quest’ottica s’inseriscono il festival di danza contemporanea e teatro di ricerca B.Motion e la terza edizione di “Infart” dedicato alle arti di strada.
Non ci sono stati solo gli artisti, però, perchè accanto a chi ha rivelato la propria creatività, c’erano anche oltre trenta imprese, parte integrante dell’Adunata, ad abbracciare i settori più disparati, dalla moda alla comunicazione, dal marketing all’edilizia, fornendo un sostegno al mondo dell’arte e della cultura.
Tra gli oltre trenta eventi (venticinque di arti visive o performative e cinque legati alla musica) proposti alla città, i più apprezzati sono stati decisamente quelli che ruotavano attorno al museo e a piazza Garibaldi: ad accogliere le installazioni di Infart, Iter-viaggiatori nel tempo del design, Gas World’s flag, La casa dell’ospite, Le conseguenze di un bacio e il simpaticissimo e applauditissimo Senor Blanco, c’erano oltre trecento giovani, che hanno abbondantemente superato il migliaio nel corso della giornata.
«Una enorme soddisfazione vedere così tanti ragazzi e ragazze nel chiostro e nelle sale del museo – dice la direttrice artistica di Operaestate, Rosa Scapin – a dimostrazione che i semi gettati per promuovere la cultura, quando cadono in città sanno dare buoni frutti».
«Una manifestazione che abbiamo accolto e appoggiato, assieme alla Regione, per dare concretezza ad un progetto di crescita del territorio - ha aggiunto l’assessore alla cultura Luciano Fabris - É tempo di dimostrare che arte, cultura e capacità d’impresa unendosi possono intervenire concretamente a migliorare la qualità di vita di un territorio».

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