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Quattro mura per una rivoluzione musicale
Incontro con Davide Nicolli, creatore di Revolution
Pubblicato il 23 lug 2011
Visto 3.749 volte
Quello che aveva in mente Davide Nicolli, in arte Dave, quando ha concepito Revolution era soddisfare un bisogno interiore che aveva da tempo, offrendo agli altri qualcosa di nuovo. “Un bicchiere pieno di colori dove la gente può intingere per fare il proprio disegno.”
Ma cos'è Revolution? É una scuola di musica, una sala prove, uno studio di registrazione, un palco dove esibirsi e un luogo di ritrovo. Dietro questo nome, infatti, si nasconde una struttura polifunzionale ad alto livello come poche ce ne sono in Italia e Davide ne ha realizzata una proprio a Molvena.
Il palco all'interno della struttura
Ventotto anni e una passione per la musica coltivata fin da sempre che un po' alla volta, scalino per scalino, sperimentando diversi tipi di realtà, è riuscito a trasformare in un' occupazione.
“Come un albero pieno di radici ho toccato tante sfaccettature della musica: ho cominciato a suonare prima il pianoforte, poi la chitarra e ho finito per scrivere pezzi miei, sono entrato in studio di registrazione dove è nata la mia passione per l'audio-recording. Ho respirato l'aria di contratti ed etichette vincendo come cantautore il concorso Centocittà della RCA e tra tutto questo anni fa ho cominciato a dare lezioni a casa: il punto è che un po' alla volta la situazione stava cominciando ad essere ingestibile, trentacinque allievi erano troppi e, siccome la voglia e l'amore c'erano, durante una pausa estiva mi sono fermato a riflettere...in quel momento è nato lo stimolo per creare Revo.”.
Inaugurata a Febbraio, Revolution rispecchia quello che è il mescolarsi dell'amore di Davide per la musica e la sua attitudine all'insegnamento, il tutto condito da una bagaglio non indifferente di esperienze vissute sulla propria pelle. Un taglio personale e unico non solo al modo di insegnare musica ma anche ai servizi offerti alle band, in funzione soprattutto dei ragazzi, che Davide punta a valorizzare in primis. “Gli allievi dispongono di personale qualificato sia tecnicamente sia umanamente (sapersi rapportare con le persone è la chiave di volta dell'insegnamento), creiamo band tra ragazzi dello stesso livello e della stessa età poiché possano mettere in pratica ciò che hanno imparato sul palco e organizziamo dei campus estivi affinché socializzino e si divertano. L'intento sta riuscendo: l'esempio più banale è che certi pomeriggi c'è chi viene qui a fare i compiti solo per vedere l'amico che suona. Per i gruppi abbiamo uno studio di registrazione, quattro sale prove con la possibilità di incidere e riascoltare quanto suonato e molto molto altro. Revolution è principalmente un azienda ma non vuole essere solo business, preferisce mettersi dalla parte dell'artista.”. Mire e obiettivi non comuni, per ora la forza di questa struttura, che speriamo si mantengano tali nel tempo. Intanto Dave rimarca quanto ci tenga ad investire sulle nuove generazioni, cercando, alla sua maniera, di trasmettere la passione per quello che è sempre stato il suo chiodo fisso. “Con i ragazzi bisogna cominciare con un approccio semplice e facile, bisogna prima mostrargli ciò che la musica ha di bellissimo per poi inquadrarli su cose più dure e pesanti. Io la vedo da cantautore quale sono, difficilmente ti metti sul libro aperto delle scale...la si vive soprattutto interiormente. Quello che voglio è dare ai giovani lo spazio e la credibilità per instradarli verso qualcosa: prendere il ''niente'', farlo maturare e renderlo autonomo. Poi se un giorno smettessero di seguire questo percorso comunque avranno dedicato del tempo ad un'attività culturalmente elevata, qual è la musica.”.
Si può dire che in questi 500 metri quadrati la libertà di espressione non manca di certo. La creazione di una microetichetta per promuovere i lavori artistici delle band di Revo e, da luglio, un serie di eventi live sono i nuovi progetti che ha in mente Davide, vulcano di idee in continua eruzione.
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