Ultimora
Manifestazioni
13 mag 2026
Centenario di Sant’Antonio Abate: Marostica celebra il sacro con Bassano e Signorelli
13 May 2026 17:35
Si rovescia il trattore, morto un agricoltore nel Trevigiano
13 May 2026 15:35
Truffa su finanziamenti pubblici, tra gli indagati ex deputato Calearo
13 May 2026 15:00
Al via a Treviso le riprese della seconda stagione di 'Stucky'
13 May 2026 14:27
Consorzio Valpolicella elegge nuovo cda, nel 2025 ricavi a 4,9 milioni
14 May 2026 00:10
Sal Da Vinci: 'Io operaio della musica, porto gli ultimi all'Eurovision'
13 May 2026 23:15
L'Inter domina la Lazio, dopo lo scudetto vince la 10ma Coppa Italia
13 May 2026 23:01
Lazio ko 2-0, l'Inter vince la Coppa Italia
13 May 2026 22:54
Coppa Italia, Lazio-Inter 0-2
13 May 2026 21:55
Il Senato Usa conferma la nomina, si apre l'era di Warsh alla Fed
Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Modalità lettura 3 - n.15
Una recensione del nuovo libro di Marco Cavalli, dedicato a Denis Diderot e al secolo illuminato
Pubblicato il 28 apr 2024
Visto 6.455 volte
L’uomo dell’Enciclopedia (Neri Pozza 2024, 208 pagine, 18 euro) è il nuovo libro di Marco Cavalli, traduttore, docente, consulente editoriale e critico letterario vicentino che, tra le altre cose, ha donato diversi contributi alla nostra rubrica dedicata alla lettura.
Il romanzo, che ha avuto un’ottima accoglienza e che di recente è stato ospitato a “Fahrenheit”, su Rai Radio3, parla o meglio fa parlare Denis Diderot e insieme il secolo in cui visse, che per tramite della sua impresa mastodontica “il Filosofo” contribuì a raccontare.
Marco Cavalli
Colui che permette al lettore di intraprendere questo viaggio dagli scorci antelucani nella Francia dei Lumi è un umile cronista, un giovane reporter di stanza ad Annecy che nel 1784 si reca nelle campagne di Sèvres a caccia di uno scoop — così si direbbe oggi.
In realtà, ad aprire il libro (e a chiuderlo) è una lettera, in omaggio a quello che fu per il Settecento il genere di comunicazione e anche letterario più in voga: il racconto epistolare. Grazie alla terzogenita di Diderot, Madame Angélique Vandeul, il giornalista riuscirà ad avvicinare “il suo eroe”, la sua rockstar, un Diderot vecchio e malato ma ancora operoso e ciarliero. Invogliato dal giovane affascinato che un po’ gli somiglia, in termini di caparbietà e di audace spavalderia, Diderot ripercorre in un monologo, per accordo non incalzato da domande, gran parte della sua vita (l’uomo è nel titolo, non a caso al centro) e nel contempo narra genesi ed evoluzione dell’opera di cui fu il primo tra gli artefici, un’impresa “degna di Capaneo”, si dirà a un certo punto.
Partendo dall’uomo, e ricordando che il ritratto esce dalle pagine di un romanzo storico dichiaratamente un po’ teatrale, il personaggio Diderot ha dei tratti quasi sempre luminosi, mozartiani, allegri. Per avere notizie sul suo aspetto è necessario arrivare quasi a fine libro, ma non si sente la mancanza di un’inquadratura stretta, tanto è animato il mondo intorno.
Da giovane, è stato un lavoratore precario anche piuttosto svagato, prima precettore per forza, poi traduttore dall’inglese; un alloué, cioè un avventizio anche inconcludente, un po’ “strabico” (così si definisce per l’abitudine di guardare una cosa e avere già in mente di osservarne un'altra).
Diderot viveva alla giornata, da sempre un re del divagare, con un chiodo fisso in mente: era dannatamente felice di recuperare tempo e modo per poter leggere e studiare.
In tono, il suo rapporto con le donne, che è narrato insieme spensierato, curioso e pieno di disincanto: Madame Diderot, la prescelta, fu una moglie-rammendatrice dai tratti popolani occupata a guadagnare per tutti e due — intanto il marito faceva la corte alle attrici e dava il meglio di sé nei salotti parigini. Tante le figure celebri femminili citate: Diderot calpestò gli stessi tappeti di Madame de Pompadour, la favorita di Luigi XV e frequentò altre Madame salottiere divertenti e splendide, nella loro fredda gaiezza; tra le pagine si trovano giorni dedicati a una scatenata Madeleine Puisieux, definita un’engastrimita, ma fa la sua comparsa anche una tacitata Madame Volland, amica morta da poco all’epoca del racconto, a cui Diderot fa cenno con “toni” diversi, ma a occhi asciutti.
Le riflessioni contenute nel libro sulle donne sono forse i punti in cui il cronista (e anche l’autore del libro) “non ce l’hanno fatta a scomparire del tutto”, cosa di cui si sono scusati entrambi nella premessa — se non è così si tratterà di un caso curioso da archiviare sotto la voce: corrispondenze.
Riguardo agli uomini che racconta Diderot e da cui egli stesso è raccontato, sono molto importanti i simpatici coinquilini di soffitte parigine, alcuni dei quali saranno coinvolti nell’avventura dell’Enciclopedia; accanto, alcuni lavoratori anonimi dell’artigianato e dell’industria francese del Settecento, secolo affacciato alla nascita del capitalismo, osservati con passione dal Filosofo nel loro tran tran operaio. Successivamente, grazie al progetto dell’Enciclopedia, che annoverò oltre 160 collaboratori, Diderot avvicinerà i protagonisti della scena politica e culturale di Francia ed europea — nel libro si ricorda che il cantiere della grandiosa avventura culturale commerciale e politica di Diderot e d’Alembert fu la Cyclopaedia di Chambers.
Un cenno a parte merita il rapporto di Diderot con Jean-Jacques Rousseau — il secondo, in contraltare, interprete del personaggio più da tragedia. I due “passeggiarono” insieme per diverso tempo, ma a un certo punto uno sfilerà il braccio e imboccherà un bivio senza più tornare sui suoi passi (“le tenebre non mi sono mai piaciute”, è una frase che pronuncerà Diderot).
Cavalli colloca alla base di quello che in un secolo più vicino a noi sarebbe stato titolato “non è un monumento” un’accurata ricerca filologica e un ampissimo respiro letterario, che investe oltre alla figura di Diderot il vero protagonista del romanzo, ovvero il Settecento.
Il manifesto dell’operazione intrapresa dall’autore vicentino, che già introdusse una sorta di intervista impossibile all’interno di un libro dedicato ad Antonio Fogazzaro, è collocato in piena luce in uno dei primi capitoli: «Dovete sapere, mio giovane amico» spiega Diderot «che per me il fascino di una storia è la dimostrazione migliore della sua verità. Incongruenze e disarmonie ne incontrerete in ogni caso, qualunque sia il verso da cui prendete una storia. A volte i fatti si incastrano mirabilmente e non sono autentici; altre volte lo sono, e sono pessima arte. Non è detto che tutta la commedia debba essere di vostro gradimento».
La prosa adottata, ricca, musicale, fastosa, rappresenta un omaggio appassionato a quella che fu la civiltà della conversazione. Si avverte, all’interno dei 23 brevi capitoli, il lavoro di lima intrapreso pazientemente nelle varie stesure del romanzo, che si consegna nelle mani del lettore con una sagace levità.
Libri nel libro, fanno la loro comparsa tra gli altri Storia delle due Indie, dell’abate Raynal, I gioielli indiscreti (libro “filosofico” di un genere di quelli che anche oggi sono autorizzati a essere fuorilegge), Tristram Shandy, capolavoro di Sterne, e poi un passo dell’Iliade, il Tartufo di Molière; non ultimo, anzi, sempre tra le mani del cronista, il Giulio Cesare di Shakespeare (a far presagire l’avvento della Rivoluzione), testo le cui pagine sono pazientemente suddivise da tagli inferti con un coltello poco colpevole ma molto a tema. È presente tra le pagine una sorta di caso misterioso che invita a scoprire un “assassino”, di sicuro di un rapporto di fiducia, un uomo che ferì e fece sanguinare Diderot.
Un romanzo multiforme, enciclopedico a sua volta eppure pieno di una leggerezza che si ritrova rappresentata stilizzata in copertina (se fosse possibile), dove compare una tavola raffigurante nastri, sete e parrucche maschili incipriate arricciate a bigodino — già erano diventate divisa nel secolo di Diderot, emblemi di una frivolezza destinata a tramontare sotto crudeli falci di luna.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 14 maggio
- 14 mag 2025Re-sisters
- 14 mag 2025Verdi e le Storie Tese
- 14 mag 2023Digestione ANAerobica
- 14 mag 2021Apriti Sesamo
- 14 mag 2021Logo Comune
- 14 mag 2020Smemorandum
- 14 mag 2019Di riffa o di ruspa
- 14 mag 2019Salvini Night Fever
- 14 mag 2018Rosso di rabbia
- 14 mag 2015Riccardo Cuor Giallorosso
- 14 mag 2014Chiusura Tempio Ossario: “Donazzan e Dalla Valle diano spiegazioni”
- 14 mag 2014Il luogo del “delitto”
- 14 mag 2014Fratelli sul Ponte
- 14 mag 2014Quattro giovani per Bernardi
- 14 mag 2013“Cara” Etra? Lanzarin replica a Todaro
- 14 mag 2013Povera gazza
- 14 mag 2012Anche il Rotary premia lo spirito innovativo di Etra
- 14 mag 2012I donatori di sangue e le risorse dissanguate
- 14 mag 2011Lavoro: illusione o realtà?
- 14 mag 2011Romano d'Ezzelino, niente aumento per la tassa rifiuti
- 14 mag 2010Come ci avvelenano... senza censura
- 14 mag 2009Senza una… “rotella”!
Più visti
Attualità
09 mag 2026
Lo spirito alpino conquista Genova: folla e sfilate per l'incontro nazionale
Visto 10.676 volte
Geopolitica
10 mag 2026
Mosca e Nuova Delhi rafforzano i legami nel settore della difesa
Visto 8.851 volte
Attualità
08 mag 2026
Nasce il primo Museo Internazionale degli Scacchi: il Castello Inferiore svela il tesoro di Giovanni Longo
Visto 8.328 volte
Attualità
11 mag 2026
Scuole paritarie, Rosà cambia le regole: fondi pubblici solo per i residenti
Visto 6.153 volte
Lavoro
09 mag 2026
Riparte l’inflazione: stipendi e consumi dei vicentini sotto pressione
Visto 4.207 volte
Manifestazioni
08 mag 2026
Tradizioni e rotte artiche, a Bassano torna StockBridge 2026
Visto 2.506 volte
Cronaca
23 apr 2026
Alpini, scontro sul simbolo: dai social minacce di boicottaggio all'Adunata
Visto 15.819 volte
Politica
03 mag 2026
Bassano, variante bocciata. Giangregorio: «FdI leale al Sindaco, le ambiguità sono di chi si sfila senza chiarezza»
Visto 15.119 volte
Politica
29 apr 2026
Nove al voto, la ricetta di Zanon: «Priorità a strade, sicurezza e servizi sociali»
Visto 14.255 volte
Attualità
27 apr 2026
Urbanistica al vaglio della Corte dei Conti per il progetto Faresin
Visto 13.243 volte
Politica
17 apr 2026
Rossano Veneto: commissario nominato dal Prefetto. Martini e Bianchin: «Scelta di rispetto verso i cittadini»
Visto 13.191 volte
Politica
30 apr 2026
Nove al voto, Rebellato: «Ripartiamo dai risultati per completare cantieri e servizi»
Visto 12.344 volte
Politica
18 apr 2026
Nove, Alessandro Pigatto corre per la poltrona di sindaco: nasce la lista "Nove Concreta"
Visto 11.833 volte
Attualità
05 mag 2026
Gianluca Pietrosante: «Resto nella coalizione, ma scelgo il Gruppo Misto»
Visto 11.223 volte