Pubblicato il 21-08-2017 17:24
in Danza | Visto 1.087 volte

B.Motion al via

Martedì 22 agosto a Bassano la prima giornata di B.Motion Danza, segmento contemporaneo di Operaestate, con tre rappresentazioni. Parole chiave: “comunità” e “cambiamento”

B.Motion al via

Sivan Rubinstein, Maps (foto Paul Saeby)

Al via B.Motion danza dal 22 agosto con 40 appuntamenti con 17 prime nazionali, meeting, conferenze, workshop, masterclass e molto altro a Bassano del Grappa.
Vero festival nel festival, il segmento di Operaestate dedicato ai nuovi linguaggi della danza contemporanea diventa una vetrina per le più originali esperienze artistiche nel campo della danza, ma è anche sintesi dell’intenso lavoro portato avanti tutto l’anno dal CSC/Centro per la Scena Contemporanea.
La nuova edizione mette a fuoco il lavoro d’indagine svolto in questi anni per far emergere una nuova generazione di artisti, e la città di Bassano del Grappa si conferma un punto di riferimento per la ricerca artistica a livello internazionale, anche attraverso il riconoscimento da parte dell’Unione Europea con 16 progetti vinti nell’ambito della danza contemporanea.

E proprio da un progetto europeo parte la prima giornata di B.Motion, tutta dedicata a tre nuove creazioni in prima nazionale nate dal progetto “Pivot Dance”: un progetto che ha riunito sei giovani coreografi e sei producers da Olanda (DansDagen Festival), Italia (CSC Bassano) e Inghilterra (The Place).
Alle 17.00 al Garage Nardini (e in replica alle 19.00) debutta “Minor Place”, una riflessione sulla femminilità firmata dall’italiana Giorgia Nardin, che propone un allenamento condiviso al guardare, a generare collettivamente, attraverso una serie di pratiche, energie di alleanza. Perchè Minor Place possa esistere, necessita della partecipazione attiva del pubblico. Attraverso poche e chiare linee guida i partecipanti sono invitati ad accedere allo spazio scenico: tutti possono partecipare, con libertà di decidere in qualsiasi momento di interrompere o di sottrarsi alla pratica. Figlia della lettura di “Calibano e la Strega - le donne, il corpo e l’accumulazione originaria” di Silvia Federici, “Minor Place” vive dell’urgenza di rivendicare un senso di responsabilità tradotto fisicamente, e per fare questo, la Nardin propone di agire assieme, di godere collettivamente di anatomia poetica, e di rivendicare un modo fluido di stare nelle relazioni con l’altro. Spettacolo a numero chiuso con prenotazione obbligatoria.

Alle 21.00 al Teatro Remondini andrà invece in scena “Becoming” di Ivan Perez, coreografo prossimamente anche in calendario all’Opéra di Parigi e autore della recente performance “The Silence” ad Arte Sella. In “Becoming”, Perez costruisce una riflessione sul costante cambiamento dell’identità umana nel tempo e nello spazio. I danzatori si muovono seguendo la corrente o opponendosi ad essa, sempre influenzati da incontri, scontri ed esperienze. Grovigli ipnotici portano lo spettatore in luoghi infiniti, che intrigano l’occhio e rivelano quel che accade sul palco. Ivàn Pérez offre al pubblico un’occasione per riflettere su chi siamo, sulla nostra relazione con gli altri e su chi diventiamo. Il tutto contrassegnato dal suo stile concreto ed emozionante, sottolineato dalla musica elettronica di Rutger Zuydervelt.

La prima giornata si conclude alle 22.30 al Garage Nardini con la presentazione del terzo lavoro creato nell’ambito del Progetto Pivot Dance, “Maps” di Sivan Rubinstein coreografa di origine israeliana basata in Inghilterra, che trasforma in danza la cartografia in epoca di globalizzazione. “Maps” è una coreografia che porta in scena una mappa del mondo in costante cambiamento, un’immagine mobile e un ritratto di come la globalizzazione e la libertà di informazione abbiano ampliato la nostra idea di confine. Tre danzatori e un musicista trasformano questa mappa ideale in un groove continuo, ritmato, culturalmente eterogeneo. La struttura della coreografia è mutuata dalla pratica dei Mandala, che ci insegna a esplorare all’interno del nostro spazio fisico un intero universo sacro, basato su un centro, piuttosto che sui confini. Creato in collaborazione con artisti visivi e ricercatori accademici, “Maps” riflette l’interesse della coreografa su temi di stretta attualità, nati da esperienze personali di movimento, e dalla riflessione condotta con i ricercatori del King’s College riguardo le odierne teorie delle migrazioni.

Con B.Motion parte anche la Summer School, un ricco programma di appuntamenti di formazione per danzatori e coreografi, ma anche per bambini e teen ager, e futuri docenti della pratica Dance Well. Le proposte, che toccano molteplici linguaggi della danza, sono condotte da alcuni degli artisti e maestri presenti al festival, ma non solo, e offrono un’immersione nella ricerca e nello studio della drammaturgia del movimento e programmi di approfondimento e perfezionamento ad ogni livello, dai professionisti ai più giovani. Le attività comprendono come parte del percorso anche la visione di spettacoli e incontri con gli autori.

Info e prenotazioni Biglietteria Operaestate tel. 0424 524214
Tutto il programma del festival su www.operaestate.it

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