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Una banda di… banchieri

Mercoledì 22 gennaio, Federico Rampini, sarà ospite della Libreria Palazzo Roberti per la presentazione del suo nuovo libro: Banchieri, storie dal nuovo banditismo globale

Pubblicato il 21-01-2014
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Mercoledì 22 gennaio, Federico Rampini, sarà ospite della Libreria Palazzo Roberti per presentare il suo nuovo libro, titolato Banchieri, storie dal nuovo banditismo globale, edizioni Mondadori.
Rampini, docente universitario, corrispondente del quotidiano “La Repubblica” da New York, già vicedirettore de “Il Sole 24 Ore”, è stato editorialista, inviato e corrispondente a Parigi, Bruxelles, San Francisco, Pechino. È autore di numerosi saggi, tra cui San Francisco Milano e Non ci possiamo più permettere uno Stato sociale. Falso! per Laterza. Con Mondadori ha pubblicato: Il secolo cinese; L'impero di Cindia; Slow Economy; Alla mia Sinistra; Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo.
È autore e interprete di uno spettacolo teatrale, Occidente estremo, tratto da un suo libro dove racconta il futuro del nostro Paese tra l'ascesa dell'impero cinese e il declino della potenza americana. Recentemente ha pubblicato anche un libro-conversazione con Giorgio Napolitano, intitolato La via maestra.

«I banchieri sono i grandi banditi del nostro tempo» afferma nel saggio che presenterà a Palazzo Roberti: dall'osservatorio privilegiato degli Stati Uniti, dove la crisi economica globale ha avuto inizio, Rampini racconta chi sono i banchieri di oggi, come abbiano potuto adottare comportamenti tanto perversi, assumersi rischi così forti e agire in modo talmente dissennato da sprofondare tanti Paesi occidentali nella più grave crisi degli ultimi settant'anni.
«Nel corso del 2012 le banche hanno tagliato alle imprese italiane 44 miliardi di euro di finanziamenti», scrive Rampini, «quelle case finanziarie, spesso dai nomi blasonati, hanno assorbito in silenzio la loro parte dei 500 miliardi netti – o mille miliardi lordi – di prestiti straordinari della Bce. I banchieri si sono incamerati gli aiuti di Draghi ma non hanno restituito nulla al paese. Hanno negato agli imprenditori veri le risorse indispensabili per produrre, esportare, assumere».
Individuati quelli che probabilmente sono i personaggi principali del dramma che stiamo vivendo tutti, forse una via per uscirne, afferma l’autore, è quella indicata dal presidente Obama con il nome di “resilienza”, cioè la capacità di resistere agli shock, di risollevarsi e di ritrovare un equilibrio, indirizzando ogni sforzo verso l'attuazione di politiche che sappiano arginare gli “spiriti animali” del mercato e investire invece nell'istruzione, nella riqualificazione professionale dei disoccupati, nelle reti di protezione sociale, nella ricerca scientifica. «Insegnate l'economia ai bambini», è l’invito che Rampini pone a termine della sua riflessione.
L’appuntamento in Libreria avrà inizio alle ore 18.30 ed è a ingresso libero.

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