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Fernando Furioso
L’ex direttore del Museo Civico Fernando Rigon annulla una conferenza con gli Amici dei Musei in polemica con una circolare del presidente Zannoni sulla direttrice Guidi. “Tra le istituzioni e l’associazione, ho scelto le istituzioni”
Pubblicato il 04 nov 2023
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Ebbene sì: anche questa volta devo citare quel mio carissimo amico, il quale sostiene che “nulla accade mai per caso”.
E a forza di dai e dai, comincio a convincermi anch’io della cosa.
Questa mattina mi reco al Caffè Cuore d’Inchiostro di Villa Ca’ Rezzonico in città per l’intervista al consigliere di opposizione Angelo Vernillo che ho pubblicato nel mio articolo precedente. E, nell’occasione, incrocio un referente dell’organizzazione che gestisce le attività della Villa.
Il dottor Fernando Rigon accanto al ‘Refettorio dei Frati Francescani Osservanti’ di Alessandro Magnasco (foto Alessandro Tich)
“Oggi qui doveva esserci la conferenza del dottor Rigon. Ma è saltata, non per colpa nostra - mi dice -. Ci sono stati dei problemi.”
Il mio interlocutore non aggiunge altro. È come se volesse dirmi: “Dai Tich, se vuoi saperne di più approfondisci per conto tuo. È il tuo mestiere.”
Neanche il tempo di concludere la mattinata, ed ecco che mi arrivano al telefono alcune informazioni proprio su questa vicenda da parte di altre persone.
E allora la sfida è raccolta: approfondisco.
Diamo intanto notizia della conferenza che doveva svolgersi oggi a Villa Ca’ Rezzonico, con inizio alle ore 17, e che invece non c’è stata.
Era un incontro col dottor Fernando Rigon, vicentino, noto studioso di storia dell’arte, già direttore di quello che allora si chiamava Museo-Biblioteca-Archivio di Bassano dal 1976 al 1983, invitato a intervenire dall’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa. Tema della conferenza: “Veronese a Maser. La Villa è donna.”
Ma la conferenza, per l’appunto, è stata da lui stesso annullata.
Tutto parte da una circolare trasmessa ai soci lo scorso 31 ottobre dal presidente dell’Associazione Amici dei Musei Marcello Zannoni.
Il quale - per la cronaca - era presente alla conferenza stampa di presentazione del riallestimento del Museo Civico, con l’intervento del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi.
Nella comunicazione agli iscritti, il presidente si sofferma tra le altre cose sulla parte dell’intervento di Sgarbi riferita alla direttrice Barbara Guidi e iniziata con la battuta: “La Guidi è qui a Bassano per merito mio.”
Ne ho già ampiamente scritto nel mio articolo “Una giornata particolare” e non serve che ripeta tutti i virgolettati.
In sostanza, e peraltro con un tono anche scherzoso con tanto di risate e applausi del pubblico, Sgarbi ha raccontato di aver reso la vita impossibile alla Guidi quando lei lavorava a Ferrara.
“Voi dovete a me, per il mio temperamento poco affettuoso, il fatto che lei si sia trovata così male a Ferrara - ha detto il sottosegretario -. In quel momento le mie vittime erano le direttrici. Una è emigrata a Bologna e la Guidi a un certo punto ha fatto un concorso e siccome, come dicono i commissari, è stata la migliore all’evidenza, voi dovete a me che sia venuta qua.”
Così scrive invece Zannoni nella circolare riguardo a Sgarbi: “Senza tanti giri di parole si è assunto la piena paternità dell’esito del concorso che ha portato tre anni fa alla nomina dell’attuale direttrice del Museo di Bassano.”
E ancora: “Nella più vecchia logica del promoveatur ut amoveatur, ci ha rivelato (ma lo si sapeva da tempo) che, per la sua (di Sgarbi) “contrarietà rispetto ad alcuni allestimenti che riguardavano il sistema museale ferrarese” imputabili a lei, lui ha fatto tutto quanto in suo potere, avendole “suggerito di cogliere l’occasione”, perché lei venisse a Bassano e ci restasse.”
In realtà - io posseggo la registrazione integrale dell’intervento di Sgarbi e posso quindi provarlo a chiunque e in qualsiasi momento - questa cosa di averle “suggerito di cogliere l’occasione perché lei venisse a Bassano e ci restasse” e di aver “fatto tutto quanto in suo potere” perché ciò avvenisse, il sottosegretario non l’ha mai detta.
La cosa ha fatto storcere il naso a più di qualcuno e in particolare a Fernando Rigon, che ci è rimasto malissimo e ha ritenuto l’intervento di Zannoni non rispettoso nei confronti non solo della direttrice ma anche dell’istituzione museale che lei rappresenta.
Da qui la sua decisione di annullare la conferenza prevista per oggi.
Rigon ha scritto a Zannoni una lettera che fonti bene informate riferiscono essere stata scritta con toni molto duri, comunicando le motivazioni della sua decisione e chiedendo che le stesse venissero comunicate ai soci dell’associazione.
Ma, se ciò corrisponde al vero, la sua richiesta non è stata esaudita.
Il 2 novembre il presidente Zannoni ha trasmesso la seguente nuova comunicazione ai soci:
“Il dott. Fernando Rigon ci ha comunicato di esser purtroppo costretto ad annullare la conferenza prevista per sabato. Gli auguriamo il meglio.”
La qual cosa ha fatto pensare ad un annullamento dovuto a un improvviso impedimento o persino a problemi di salute.
Sabato 4 novembre, ore 17. Nello stesso orario in cui avrebbe dovuto iniziare la sua conferenza, Fernando Rigon - in piena forma - è al Museo Civico di Bassano per visitare le sale riallestite assieme a un gruppetto di amici e conoscenti.
All’inaugurazione del 26 ottobre non è potuto esserci e quindi oggi recupera la visita. Anche perché confessa di “voler vedere i musei in tranquillità, senza troppa gente”.
Contrariamente a Sgarbi, dà un giudizio positivo sulla nuova collocazione del Refettorio dei Frati Francescani Osservanti del Magnasco e a parte alcune osservazioni - che con uno storico dell’arte sono inevitabili - esprime apprezzamenti sulle sale riallestite.
Si complimenta, in particolare, per il fatto che il progetto originario dell’architetto Compostella per la sala del Crocifisso del Guariento sia stato mantenuto.
È entusiasta del nuovo arrivo, il Ritratto di Uomo in Armi di Jacopo Bassano: “Questo è il vertice delle acquisizioni.” E rivela al vostro umile cronista: “Probabilmente arriveremo a identificare il personaggio.”
Più che un sopralluogo sul riallestimento, quello di Rigon è un festival di ricordi.
In ogni sala racconta aneddoti dei suoi anni da direttore, interessanti e anche molto gustosi, che testimoniano il suo legame con Bassano e col Museo bassanese.
Non sembra il Fernando Furioso che ha annullato la conferenza per le ragioni spiegate prima. E sembra proprio non voler affrontare l’argomento.
Ma prima della visita la consigliera comunale Ilaria Brunelli, che si è aggiunta al gruppetto di persone al seguito di Rigon ed è anche socia degli Amici dei Musei, gli chiede il perché dell’annullamento dell’incontro a Villa Ca’ Rezzonico, anticipando la domanda che gli avrei fatto comunque.
“Qua dovevo scegliere tra le istituzioni e un’associazione. Ho scelto le istituzioni. Come ho sempre fatto in tutta la mia vita - risponde Rigon -. Se qualcuno vuol sapere di più, siccome la lettera che ho scritto è breve ma circostanziata, lo chiede al dottor Zannoni e si fa dare la lettera. Non è più mia, io non dico quello che c’è scritto dentro. Deve dirlo lui.”
“Questa cosa fa parte anche di una presa di responsabilità di tutti - aggiunge il già direttore del Museo Civico - Ognuno si prenda le sue responsabilità. Io mi sono preso la mia e lui si prenda la sua. Sono turbato che succedano queste cose. Ho ricevuto un messaggio che ha usato un termine perfetto: “irriguardoso”. Ci sono dei riguardi e ci sono delle gerarchie. Punto e basta. “
“Non devo dire altro, il resto lo dicono i fatti - conclude Fernando Rigon -. Lo dice quello che lui ha scritto e lo dice la mia scelta. E voglio tenere bassa la situazione perché voglio che ognuno si prenda le proprie responsabilità.”
Non mi resta che ascoltare obbligatoriamente l’altra campana.
E cioè il presidente dell’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa Marcello Zannoni.
“La lettera di Fernando Rigon è in risposta alla mia circolare ai soci, che ha ritenuto lesiva del buon nome del Museo - riferisce Zannoni -. Io ho riferito ai soci quello che ha dichiarato Sgarbi e cioè, come sapevamo da tempo, che ha fatto di tutto per liberarsi della Guidi a Ferrara. La colpa non può darla a me, perché ho riportato semplicemente le parole di Sgarbi.”
“Non dico molto di più - continua il presidente dell’associazione -. Rigon se l’è presa perché avrei dato contro alla categoria dei direttori. Io ho detto la verità. Se quello che dice Sgarbi è falso, dai la colpa a Sgarbi, non dare la colpa a me.”
“La nostra - conclude Zannoni - è un’associazione libera, di volontari, che da 60 anni ha costruito il Museo e che rivendica la sua coscienza critica e la libertà di dire quello che ritiene di dire.”
Dal Museo Cinico per il momento è tutto, a voi la linea.
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