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Caspita, sono come Picasso: ho il Periodo Blu.
La settimana scorsa avevo pubblicato un articolo sul nuovo allestimento del Museo Civico, intitolato “Rapsodia in Blu” per la tonalità della nuova tinteggiatura delle pareti delle tre sale principali della Pinacoteca al primo piano.
E oggi dalla mia tavolozza tiro nuovamente fuori lo stesso colore, ma per motivi gastronomici.
Foto di gruppo dei partecipanti alla conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
Alla cena sul Ponte Vecchio 2023, curata dai ristoratori di Confcommercio Bassano e in programma giovedì prossimo 14 settembre, i commensali potranno infatti degustare anche un risotto al granchio blu.
Già, proprio lui: l’invadente e dannoso crostaceo dalla corazza e dalle chele bluastre (ma dalle carni, si spera, bianche), specie aliena originaria dalle coste americane dell’Atlantico, che negli ultimi mesi è proliferato nei nostri litorali e che da flagello ambientale è stato trasformato in esotica proposta culinaria.
Già più volte nel corso dell’estate il granchio blu è finito in padella in giro per il Veneto: ora la moda del momento, ideale per fare notizia, raggiunge anche le sponde del Brenta.
E meno male che uno degli obiettivi dei ristoratori dell’Ascom è quello di valorizzare i prodotti del territorio.
Dunque la Cena sul Ponte, rimandata a settembre - come una volta a scuola - dalla data originaria dello scorso luglio per questioni organizzative, è pronta a far accendere i fornelli.
E lo farà realmente: la cucina dell’evento gastronomico di gala sarà difatti allestita in prossimità del Monumento Nazionale, vicino alla statua dell’alpino e della sua morosa nella piazzetta di via Angarano.
La squadra dei ristoratori impegnati sul Ponte dei Tegami è composta, come annuncia il giovane vicepresidente di categoria Mattia Rizzotto, dagli chef di dieci locali di Bassano, Solagna, Pove, Marostica e anche del Grappa.
Si tratta di Antica Trattoria Da Doro, Ca’ 7, Melograno, La Rosina, Sant’Eusebio, B38, Nuovo Borgo, Danieli, Antica Trattoria all’Alpino e Albergo San Giovanni.
Il costo della cena è di 120 euro a testa. Di certo un prezzo alto, motivato dai costi del servizio che da quest’anno vengono messi in conto. Tuttavia, il rincaro non ha evitato di raggiungere ad oggi il quasi tutto esaurito. Ciò vuol dire che dalle nostre parti quando se magna, e si ritiene de magnar ben, non si bada a spese.
150 i posti complessivi a tavola: ne rimangono disponibili ancora una ventina.
Il programma prevede un aperitivo di benvenuto alle ore 20 sulla terrazza di Palazzo Sturm.
Di seguito, alle 20.30, inizio della cena. E per fortuna che sul Ponte Vecchio i commensali potranno transitare, alla ricerca del loro posto a sedere, in entrambe le direzioni di marcia.
Conferenza stampa di presentazione in pompa magna (no, in questo caso non è una voce del verbo “magnare”) nella sala Righetto di Confcommercio Bassano in largo Parolini.
Il presidente mandamentale dell’Ascom Paolo Lunardi sottolinea come la Cena sul Ponte sia il frutto “di un entourage dove lavorano tutti assieme per portare avanti l’iniziativa”.
“Il principio è che non sono più coinvolti soltanto i ristoratori in quanto tali, ma anche i bar e i bistrot - prosegue Lunardi -. È una nuova filosofia di approccio al turismo che si sta imponendo nelle città storiche.”
È l’assist per l’intervento di Elena Pavan.
“Il turismo è un tema nel quale siamo in marcia - afferma il sindaco, dopo aver dato la sua benedizione ai ristoratori e all’evento di giovedì -. In seno all’IPA, il Tavolo del Turismo presieduto da Elena Scotton sta affrontando in maniera scientifica, con un esperto, la questione dell’attrattività del nostro territorio.”
Elena Scotton, vicepresidente vicario della Confcommercio mandamentale, seduta in prima fila, annuisce.
Le parole del sindaco forniscono un contro-assist al presidente di categoria.
“Sul turismo stiamo compiendo delle operazioni scientifiche - dichiara testualmente Lunardi, in versione Oppenheimer -. Siamo partiti anni fa con il Marchio d’Area. Ora è il momento di spingere l’acceleratore per un progetto ancora più ampio. Abbiamo bisogno di un progetto di tipo scientifico per il turismo e non di un turismo che cada dall’alto a seconda delle stagioni.”
Mi volto alla mia destra per osservare Roberto Astuni, storico co-fondatore del Tavolo di Marketing Territoriale per il Marchio d’Area Territori del Brenta, seduto in prima fila come me.
L’espressione del suo volto è degna della Sfinge di Giza.
Ma arriviamo, finalmente, alla Cena sul Ponte.
Dalla versione Oppenheimer, Paolo Lunardi, prima di dare la parola al presidente della categoria Ristoratori di Confcommercio Giovanni “Doro” Scapin, passa alla versione Mahatma Gandhi: “Ho l’obbligo di ringraziare il precedente presidente Sergio Dussin che ha coordinato per tanti anni questo gruppo portandolo a grandi risultati.”
“Tutte le cariche hanno un inizio e una fine, anche la mia ha una scadenza - continua il presidente mandamentale -. Ringrazio fortemente il grande Sergio Dussin, ma si volta pagina.”
La pagina voltata ha il nome di Giovanni Scapin.
“La cena viene proposta da un bel gruppo di persone, abbiamo costruito il menù assieme - rimarca il presidente dei Ristoratori -. Sarà in gran parte un menù di pesce e l’installazione della cucina nei pressi del Ponte è il segno dei metodi professionali con i quali vogliamo svolgere il nostro lavoro.”
Per cucinare cosa? Ecco il menù della Cena sul Ponte Vecchio 2023.
Entrée: Pan di trota, bieta e cren.
Antipasto: Guazzetto di mare, morbido di patate e cialda di pane alle erbe del Grappa.
Primo: Raviolo di zucca in saòr, finferli e tartufo nero Veneto e poi - rullino i tegami, squillino le pentole - Risotto al granchio blu e profumo di limone.
Secondo: Trancio di rombo brasato con fagiolini, stringhe e acciughe.
Dolce: Rocher di mandorla con gelée alla ciliegia e salsa alla Grappa.
Caffè e distillati.
I vini: Metodo Classico Ecelo I (Cà da Roman), Pinot Bianco (Vigneto Due Santi), RRosè di Rosso (Diesel Farm) e Torcolato (Col Dovigo).
Fotona di gruppo finale dei partecipanti alla conferenza stampa, coi relatori al tavolo e i ristoratori tra il pubblico più l'assessore Cabion e la vicepresidente Scotton, prima di rimboccarsi le maniche per predisporre il menù.
Nel blu dipinto di blu.
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