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L’erba del vicino
Come natura crea, Racchella conserva: Comune di Cartigliano e Università Ca’ Foscari cofinanziano un Dottorato di Ricerca condotto in paese per contenere il consumo di suolo elaborando una Pianificazione strategica delle infrastrutture verdi
Pubblicato il 29 nov 2022
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Cartigliano. Comune dell’immediata cintura bassanese.
Coordinate geografiche: 45° 42' 50'' Nord, 11° 41' 48'' Est. A un paio di chilometri in linea d’aria dal quartiere-frazione bassanese di San Lazzaro.
Un parallelo, quest’ultimo, non casuale e volutamente inserito da chi vi scrive dal momento che l’argomento di questo articolo è il rispetto del verde esistente e il contenimento del consumo di suolo. E ogni tanto non fa male apprendere che cosa viene fatto in questo senso al di là dei confini comunali di Bassano del Grappa.
La conferenza stampa nelle suggestive cucine interrate di Villa Morosini Cappello (foto Alessandro Tich)
Dunque il Comune di Cartigliano - ennesimo significativo esempio del “Veneto dei capannoni” - si attiva per salvaguardare il capitale naturale del proprio territorio e lo fa con un accordo di collaborazione con il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
L’iniziativa viene resa nota in una conferenza stampa ospitata negli angoli segreti del municipio ovvero nelle suggestive cucine interrate di Villa Morosini Cappello.
La collaborazione nasce dall’urgenza di invertire il trend di “erosione della biodiversità” del territorio cartiglianese, allineandosi alle politiche europee in materia di sviluppo sostenibile.
Il tutto in un Comune che sta lavorando per l’istituzione del Parco di Interesse Locale “Basse del Brenta” a tutela e valorizzazione delle rive del fiume.
Lo scopo della partnership con Ca’ Foscari è quello di delineare una “Pianificazione strategica di infrastrutture verdi in ambito urbano” e la sua applicazione sul piano operativo prevede l’effettuazione in loco di un Dottorato di Ricerca in Scienze Ambientali del dott. Andrea Della bella, laureato e attualmente dottorando in Scienze Ambientali presso l’Università Ca’ Foscari, che per tre anni - in sinergia con gli altri esperti del Dipartimento - studierà il territorio comunale per “definire percorsi di sostenibilità ambientale e socioeconomica che mirino ad aumentare il benessere dei cittadini”.
Il Dottorato di Ricerca, strutturato nella formula della borsa di studio, prevede un impegno economico triennale di 70mila euro, di cui 30mila cofinanziati dal Comune di Cartigliano e i restanti 40mila a carico dell’Università.
Il lavoro del dottorando si articolerà per step successivi. Si partirà con una mappatura del Comune di Cartigliano e una relazione tecnica e cartografica del territorio comunale per poi elaborare un primo schema di Piano strategico di tutela e sviluppo del Parco “Basse del Brenta”.
Ma non solo. La ricerca si focalizzerà anche sull’identificazione di misure e interventi volti alla mitigazione degli impatti ambientali derivanti dalla presenza della zona industriale e inoltre perseguirà quello che è il suo obiettivo principale: l’elaborazione di una Pianificazione strategica dell’infrastruttura verde.
E qui va subito spiegato il termine. Le strade, le piazze e gli edifici costituiscono il cosiddetto capitale costruito, l’infrastruttura “grigia” dei nostri paesi e delle nostre città.
Mentre i parchi, i viali alberati, gli orti e giardini, i prati, le rive dei fiumi eccetera costituiscono il capitale naturale, l’infrastruttura “verde” del territorio comunale.
“Queste infrastrutture verdi - chiarisce in conferenza stampa il dott. Edy Fantinato, ricercatore di Botanica sistematica presso l’Università Ca’ Foscari -, strategicamente pianificate e integrate alle infrastrutture grigie, rappresentano elementi naturali in grado di garantire numerosi benefici alla collettività: dallo svago alla mitigazione di eventi meteorologici estremi, come vento e piogge intense.”
Per gli esperti del Dipartimento l’adozione di questo approccio alla pianificazione e allo sviluppo consente spesso di sostituire infrastrutture costose con soluzioni più economiche e più durature che si basano sulla natura e che in molti casi, oltre alla tutela dell’ambiente, creano anche opportunità di lavoro a livello locale.
Musica per le orecchie del sindaco di Cartigliano Germano Racchella, che su questo progetto si è gettato anema e core (si può scrivere in napoletano parlando di un sindaco leghista?), esprimendo uno spirito che più green non si può.
“È un progetto importante, in linea con le direttive europee sullo sviluppo sostenibile - dichiara il sindaco -. La nostra volontà come amministrazione è che Cartigliano resti “quel paese in cui si vive bene”. L’architettura della natura va rispettata, non solo quella del Brenta col riconoscimento del Parco delle Basse ma di tutta Cartigliano, con i suoi campi e aree verdi.” “Diciamo “no” a nuovi capannoni a Cartigliano - afferma Racchella in tema di consumo di suolo -, “sì” invece all’utilizzo dell’esistente.”
“Questa collaborazione è un esempio del coraggio di investire e di scommettere su un nuovo modo di intendere la programmazione del proprio territorio”, sottolinea la prof.ssa Gabriella Buffa, docente ordinario di Botanica sistematica all’Università Ca’ Foscari e referente scientifico della squadra coinvolta nel Dottorato di Ricerca.
“Con le infrastrutture verdi riportiamo la natura nella nostra vita - continua la docente -. È noto a tutti il problema degli eventi atmosferici e l’uso che abbiamo fatto sin qui del territorio li rende ancora più impattanti. Da qui l’importanza di ridurre gli effetti delle infrastrutture grigie con l’apporto delle infrastrutture verdi.”
Non mancano dunque le cose da fare per il già dottore nonché dottorando di ricerca Andrea Della Bella, che per tre anni sarà cartiglianese ad honorem.
“È necessario - rimarca Della Bella - comprendere il contesto in cui si va ad inserire il rapporto tra il capitale naturale e l’uomo, per definire i requisiti che permettano la coesistenza delle infrastrutture verdi con l’uomo stesso.”
“Abbiamo scommesso sul fare un’analisi dell’ambiente per capire di cosa abbiamo bisogno per salvarlo nel futuro - osserva il vicesindaco di Cartigliano, con delega all’Ambiente, Orazio Andriolo -. Il cambiamento climatico non si risolve con le parole.”
“Oggi è un giorno memorabile - arriva a dichiarare il dott. Edy Fantinato -. Il traguardo è quello di mettere insieme il Comune e l’Università iniziando da un punto di partenza: la ricerca. La ricerca è progresso, è prospettiva.” “Questo è l’esempio della volontà di un’amministrazione comunale di dare un’alternativa allo sviluppo ordinario della pianura veneta - conclude il ricercatore -, diventando la vessillifera del futuro verde.”
Squillino le trombe, dunque, e sventolino i vessilli. Come evidenziano i relatori dell’incontro con la stampa, sindaco in primis, Cartigliano diventa “un laboratorio di pianificazione sostenibile a cielo aperto”. Per la serie: come natura crea, Racchella conserva.
L’amministrazione cartiglianese si lancia quindi in una programmazione green molto spinta e per il Comune di Bassano del Grappa - con cui ho aperto e con cui concludo questo articolo riferendomi a San Lazzaro - l’erba del vicino sarà sempre più verde.
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