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SIS, ovvero: Senza Indispensabili Schei?
Superstrada Pedemontana: oggi l'adunanza della Corte dei Conti. Zanoni (PD): “Dalla Corte dei Conti solo ombre, progetto sull’orlo di un precipizio”. Berti e Brusco (M5S): “Così come è stata pensata la Pedemontana non sta in piedi”
Pubblicato il 06 ott 2016
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Il consigliere regionale Andrea Zanoni (PD) informa che “oggi, a Roma, si è tenuta l’adunanza della Sezione centrale di controllo della Corte dei Conti, che ha esaminato il progetto della Superstrada Pedemontana Veneta.”
“Ai lavori della Sezione - precisa Zanoni - erano invitati un’ottantina di soggetti, tra i quali la Giunta regionale del Veneto, Veneto Strade, Anas, diversi ministeri, una quarantina di sindaci, alcune associazioni e comitati.”
“A relazionare - continua il consigliere regionale- è stato il consigliere Antonio Mezzera, mentre ha presieduto il Collegio, composto da 19 magistrati contabili, il consigliere-presidente Gaetano D’Auria”. “Erano quindi presenti - sottolinea l’esponente PD - quasi tutti i sindaci dei comuni interessati, i vari ministeri, il Commissario straordinario, la SIS, i rappresentanti del Covepa e del Parco delle Rogge, la Regione Veneto e molti altri soggetti interessati.”
Foto: archivio Bassanonet
“Le prime informazioni giunte dall’adunanza della Corte dei Conti - dichiara il vicepresidente della Commissione regionale Ambiente - aumentano le ombre che incombono su questo progetto, in primis relativamente al mancato reperimento dei finanziamenti dell’opera.”
“Tant’è che il magistrato contabile, Consigliere Relatore Antonio Mezzera - prosegue Zanoni - ha citato una lettera della Cassa Depositi e Prestiti dalla quale emerge che alle attuali condizioni ‘non sussistono le caratteristiche per attivare i propri interventi’ e ha commentato che di fatto ‘la CDP se ne tira fuori'.”
“Questo è un progetto sull’orlo di un precipizio - afferma il consigliere regionale - e i veneti stanno raccogliendo i frutti di anni di deficit di trasparenza sugli atti fondamentali.” “Mi riferisco in particolare - precisa Zanoni - alle convenzioni economico finanziarie secretate dal Commissario Vernizzi, lo stesso che da più di due mesi evita di venire in audizione in II^ Commissione per rispondere alle domande dei consiglieri regionali.”
“Mi auguro che il Governo - conclude Andrea Zanoni - ponga presto fine al commissariamento, visto come è stato gestito questo project financing, oggi contestato, da cima a fondo, dalla Corte dei Conti. E non ci si dimentichi che centinaia di espropriati dei loro beni non sono ancora stati pagati.”
“La Corte dei Conti boccia la Pedemontana, il Governo boccerà Vernizzi e la Regione potrebbe trovarsi a dover coprire i buchi dovuti ai flussi di traffico praticamente inventati. Sul compitino scritto male della Pedemontana scende la ‘matita blu’ della Corte dei Conti, e il futuro dell’opera è davvero appeso a un filo.”
A dirlo sono il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Jacopo Berti, e il consigliere regionale M5S Manuel Brusco, che oggi sono rimasti costantemente in contatto con gli esponenti del Covepa giunti a Roma per seguire l’incontro fra la Corte dei Conti e il commissario Vernizzi.
“Il dettaglio che ci riguarda più da vicino - spiega Berti - è che l’onere di sostenere eventuali mancati ricavi del privato andrà alla Regione. In sostanza ogni sberla economica legata ai flussi di traffico sovrastimati in fase di progettazione sarà in carico al Veneto. Questo vuol dire che la Regione dovrà sobbarcarsi spese mostruose per tappare i buchi”. “Inoltre - gli fa eco Brusco - la Cassa Depositi e Prestiti si è sganciata dalla situazione e questo vuol dire che, non avendo intenzione di far da garante, di fatto abbandona al proprio destino il piano economico-finanziario proposto da SIS e Vernizzi.”
“Parlando di Vernizzi - ribadisce Brusco - non possiamo non notare che solo un pugno di sindaci è rimasto al suo fianco in questa lotta, e la faccenda si farà per lui ancora più complessa quando gli verrà tolo l’incarico da Governo.”
“Alla fine resta quel che abbiamo sempre sostenuto noi del M5S, nonostante le accuse delle altre forze politiche - aggiungono i due consiglieri - ovvero che così come è stata pensata la Pedemontana non sta in piedi. Il progetto, tanto amato da Zaia, non ha senso di esistere in questa configurazione, che rischia di portare enormi sciagure alla nostra regione.”
“Ha invece senso - concludono Berti e Brusco - pensare a una nuova Pedemontana, meno impattante per il territorio e più vicina alle esigenze del territorio stesso. Non più un mostro d’asfalto basato sui flussi di traffico sovrastimati del 75 per cento da chi ha voluto questa follia, ma una strada in grado di rispondere alle istanze dei Comuni e dei cittadini.”
Conclusione del cronista: che Consorzio SIS sia l'acronimo di “Senza Indispensabili Schei”?
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