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Ospedale, il giorno degli ispettori
Oggi al San Bassiano gli ispettori del ministero della Salure incaricati di fare luce sulle circostanze della morte in sala parto di Marta Lazzarin. Ascoltati i cinque indagati e altri operatori sanitari. Nei prossimi giorni l'esito dell'accertamento
Pubblicato il 06 gen 2016
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Sono arrivati puntualmente oggi, come annunciato, nonostante sia Epifania: perché quando è in corso un'indagine ministeriale su una morte in corsia non c'è festività che tenga.
Gli ispettori della task force incaricata dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin di fare luce sulle circostanze che hanno portato alla morte di cinque donne in gravidanza in altrettanti ospedali italiani tra Natale e Capodanno si sono presentati all'Ospedale di Bassano del Grappa, dove lo scorso 29 dicembre si è verificato il decesso al reparto di Ostetricia della 34enne Marta Lazzarin, Pr trevigiana residente in città, che era al settimo mese di gravidanza.
La task force - composta da dirigenti del ministero della Salute e dell'Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), da carabinieri del NAS e da rappresentanti della Regione, per un totale di una decina di persone - è afferente all'Unità di crisi ministeriale istituita a marzo 2015 per verificare eventuali errori nelle procedure eseguite durante i parti negli ospedali.
Foto: archivio Bassanonet
Compito specifico delle ispezioni di questi giorni, come spiega un comunicato stampa del ministero della Salute, è quello di accertare “se a determinare i decessi abbiano contribuito difetti organizzativi e se siano state rispettate tutte le procedure previste a garanzia della qualità e sicurezza delle cure”.
Al San Bassiano gli ispettori hanno incontrato e ascoltato i vertici aziendali dell'Ulss 3, i cinque professionisti (tre medici dell'equipe della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia, tra cui il primario Yoram Jacob Meir, un medico anestesista e un'ostetrica) indagati per omicidio colposo dalla Procura di Vicenza e altri operatori del personale sanitario che a vario titolo si sono rapportati con la sfortunata partoriente nelle otto drammatiche ore intercorse tra il suo arrivo e ricovero in Ospedale, la constatazione della morte del feto che portava in grembo, l'improvviso aggravamento del suo quadro clinico, i tentativi di rianimazione e il suo decesso in serata.
La task force ministeriale ha acquisito tutta la documentazione sanitaria e le cartelle relative al caso specifico ma anche i protocolli aziendali di intervento che regolano le procedure a cui medici e personale sanitario devono attenersi nel percorso col paziente dall'inizio della gravidanza fino al parto.
L'Ulss 3, dal canto suo, fa sapere per voce del nuovo direttore generale Giorgio Roberti di aver messo a disposizione degli ispettori “tutta la documentazione necessaria e tutti gli operatori interessati”.
Per il resto, dalle stanze dei bottoni dell'Azienda Socio Sanitaria vige il regime del massimo riserbo, in attesa del referto dell'autopsia sul corpo di Marta Lazzarin eseguita ieri dal medico legale e consulente della Procura di Vicenza dr. Paolo Fais dell'Università di Verona.
Il quale, come da prassi, ha chiesto 60 giorni di tempo per depositare e rendere noti i risultati dell'esame autoptico, al quale sono stati presenti anche i consulenti di parte nominati dalla famiglia Lazzarin (l'anatomopatologo trevigiano dr. Enrico Pedoja) e dal primario di Ostetricia Meir (il prof. Massimo Montisci dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Padova), mentre l'Azienda Ulss non ha ritenuto di nominare un consulente proprio “non essendo parte in causa nel procedimento penale in questione”.
Se per l'esito dell'autopsia si dovranno quindi attendere i tempi tecnici del caso, non sarà così invece per gli esiti degli odierni accertamenti degli ispettori ministeriali.
“I risultati delle ispezioni - informa infatti il comunicato del ministero della Salute - saranno resi noti nei prossimi giorni e, indipendentemente da eventuali responsabilità dirette, saranno oggetto di approfondimenti e di ulteriori iniziative da parte del ministro.”
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