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No Ponte, No Party
Le precarie condizioni del Ponte di Bassano e l'ordinanza anti-ammassamento poi ritirata. Dopo l'esclusiva cena privata della F.lli Campagnolo Spa sul monumento palladiano, dato in affitto dal Comune, divampano le polemiche
Pubblicato il 27 giu 2015
Visto 7.062 volte
Mettiamola così: è una medaglia con due rovesci.
Mercoledì sera si è svolto a Bassano del Grappa l’evento vip dell’estate: una cena privata - la prima cena privata della storia - sul Ponte degli Alpini.
Un appuntamento conviviale esclusivo per 250 ospiti, invitati a Bassano dalla Fratelli Campagnolo Spa per la festa dei 50 anni dell’azienda bassanese leader nel settore dell'abbigliamento sportswear.
Il banchetto privato della F.lli Campagnolo Spa sul Ponte di Bassano. Fonte immagine: corrieredelveneto.corriere.it
Sono arrivati dai vari angoli d’Italia e di Europa e anche dal Canada - alla fine di un’intensa giornata celebrativa che ha proposto nel programma anche una sfilata delle ultime collezioni dell'azienda nel chiostro del Museo Civico e un aperitivo sulla terrazza di Palazzo Sturm - per provare l’ebbrezza di un banchetto privé sul monumento palladiano.
Menù strettamente locale: dal risotto alla trota del Brenta e dai finferli con formaggio del Grappa alla tagliata di carne con olio d’oliva di Pove.
Il tutto accompagnato da un contorno di figuranti in stile Centenario della Grande Guerra: dagli alpini ai bersaglieri, fino alle crocerossine. Con l'aggiunta di fasci e di giochi di luce proiettati sui piloni e del cartello “evento privato” collocato alle due barriere agli ingressi del monumento.
Grazie al primo esperimento di affitto ai privati del Ponte di Bassano, compresa anche la concessione degli altri spazi pubblici, il Comune ha incamerato una somma superiore ai 1400 euro che - assicura il sindaco Poletto - saranno destinati alle risorse per il restauro del Ponte.
E all’elegante e privilegiato convivio hanno partecipato come ospiti anche lo stesso sindaco e parte degli assessori comunali, sempre più in versione radical-chic come si conviene a un’Amministrazione di sinistra.
E allora, appunto, i casi sono due. Secondo un primo punto di vista, l’evento di mercoledì va considerato come una di quelle occasioni imperdibili per valorizzare la città di Bassano - sedicente città a vocazione turistica, che ambisce a un turismo internazionale selezionato - agli occhi del resto d’Italia e del mondo. In altre parole, un’efficace operazione di marketing territoriale - voluta dai privati, come da manuale - per promuovere le eccellenze della città, del suo patrimonio storico e architettonico, del suo paesaggio e della sua enogastronomia.
Secondo un’altra chiave di lettura, invece, si sarebbe trattato di un utilizzo improprio del malandato Ponte di legno, nella sua fase di massima delicatezza materiale e strutturale, in vista del tanto annunciato restauro e intervento di consolidamento statico. Alla luce anche della recente ordinanza del Comune - in vigore al momento della cena, e dal giorno successivo improvvisamente ritirata - che imponeva il “divieto di ammassamento dovuto a folla compatta all’interno del Ponte degli Alpini, nonché la sollecitazione dello stesso”.
Il che, peraltro, rappresenta quanto di più indefinito si possa immaginare, soprattutto nei concetti, e nei relativi criteri, di “ammassamento” e di “sollecitazione”.
E’ pur vero che la tranquilla e ovattata cena-vip per i 50 anni della F.lli Campagnolo Spa non è assolutamente comparabile con l’orda dei tifosi della Reggiana che si misero a saltare tutti insieme sul Ponte, già in preda ai fumi della birra, generando la severa ordinanza comunale.
Ma si pone comunque la questione, restando in tema calcistico, del sottile filo rosso che rischia di dividere i frequentatori del celebre monumento tra cittadini di serie A e di serie B.
Datemi una “m”
E così, come accade per buona parte delle cose bassanesi, si è scatenata la polemica. Soprattutto sul web, terreno privilegiato del dissenso 2.0, dove a riguardo del maxi convivio privato sul Ponte degli Alpini molti bassanesi hanno espresso la loro indignazione sui social network.
Ecco tre post, solo a titolo di esempio, scelti tra quelli meno aggressivi: “Viva la coerenza”, “Serviranno pietanze leggere”, “Loro possono, saranno tutti magri e poco pesanti”.
Ma a fare notizia è stato l'intervento su una pagina facebook bassanese della consigliera comunale di opposizione, e già candidata sindaco, Maria Federica Finco. “Il Ponte è in condizioni così precarie da sconsigliare assolutamente il permanere di molte persone, sia in piedi che sedute a cena. Evidentemente vale per chi va alla partita, non per chi paga la cena. La verità è che il Ponte andava messo in sicurezza già un anno fa” - scrive su fb la Finco, che si lascia andare in conclusione a un “coerenza di m...” che il giorno successivo alla cena ha suscitato la piccata replica del sindaco.
“Leggo in fb - ribatte Poletto sul suo profilo social - un commento di una già candidata sindaco che parlando di coerenza rispetto all'ordinanza sul Ponte Vecchio si lascia andare ad un linguaggio assai poco decoroso per chi aspirava ad amministrare la città...”
“Ma trivialità a parte - prosegue il sindaco - i fatti sono che: ieri sera sul Ponte 250 persone hanno pacatamente mangiato sedute a tavola, alcune settimane fa 2.000 tifosi di una squadra di calcio si sono messi a saltare tutti assieme. Anche un bambino coglie la differenza.” E nell'annunciare la revoca dell'ordinanza per il Ponte, che “verrà sostituita da altre al bisogno”, conclude: “Sopra, molto sopra, a queste polemiche estive continua l'impegno di moltissimi per il nostro Ponte, un rinnovato grazie a tutti!”
A rincarare la dose delle polemiche, sul fronte politico, è stato anche un altro Finco: ovvero il rieletto consigliere regionale Nicola, leghista in quota Lista Zaia Presidente. “Questi sono i kompagni 2.0 - ha ironizzato Finco -. Se conti puoi fare di tutto, se non conti devi stare zitto, rispettare la legge e magari pagare anche la multa.”
Così è, se vi pare. E comunque la si pensi, noi cronisti dobbiamo pubblicamente ringraziare l'Amministrazione comunale di Bassano del Grappa. Che inventandosi il primo affitto ai privati del Ponte di Bassano, nel momento di massima attenzione sul monumento per le sue condizioni precarie, ha gettato benzina sul fuoco dell'attualità cittadina altrimenti destinata alla noia estiva.
Ora l'ordinanza di divieto di ammassamento sul Ponte è stata rimossa, e la tradizionale cena annuale di luglio sul manufatto palladiano del Gruppo Ristoratori Bassanesi, aperta alla partecipazione di non meno di 300 persone, potrà regolarmente svolgersi senza patemi.
No Ponte, No Party.
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