Ultimora
Geopolitica
29 lug 2026
Iran: "Le basi britanniche usate dagli Stati Uniti sono obiettivi legittimi"
Politica
28 lug 2026
Bilancio e spiaggetta di Via Pusterla: due passaggi che interrogano la maggioranza
29 Jul 2026 15:22
Un caso di Dengue a Portogruaro, disinfestazione straordinaria
29 Jul 2026 14:58
Prevenzione truffe agli anziani, al via la campagna tra polizia e Alì
29 Jul 2026 14:56
Monopattino elettrico truccato sfreccia per Padova a 70 km orari
29 Jul 2026 13:48
Allerta gialla domani per rischio ondate di calore in Veneto
29 Jul 2026 15:13
Intesa oltre le attese, l'utile del semestre a 5,5 miliardi
29 Jul 2026 14:44
Anche le paure globali pesano sulla scelta di non fare figli
MagnaMose
Giovedì 2 aprile agli Incontri senza censura a Bassano si parla del sistema della corruzione e degli appalti nel Veneto. La serata è dedicata allo scandalo Mose, ma il tema è di un'attualità senza fine
Pubblicato il 28 mar 2015
Visto 3.578 volte
Quando si dice “stare sul pezzo”. Giovedì 2 aprile alle 20.45, per la rassegna del Incontri senza censura alla libreria La Bassanese in città, è in programma la serata sul tema “La corruzione veneta - Lo scandalo Mose”. Sottotitolo: “MagnaMose”. Il quale, spostando l'accento, può essere letto anche alla romana: “Magnàmose”.
Perché in realtà, quando si parla di tangenti, malaffare e mazzette per gli appalti, viene subito in mente lo scandalo supremo di “Roma Capitale”.
Oppure, spostandoci nella capitale economica e finanziaria d'Italia, il valzer vorticoso della corruzione per le opere dell'Expo di Milano.
Fonte immagine: blogiodonna.it
Come se il Veneto (a proposito, nelle inchieste sull'Expo sono coinvolti dei notissimi imprenditori veneti) fosse indenne dal fenomeno del saccheggio del denaro pubblico per scopi privati, o dello scialacquio di soldi privati per conquistare le prebende pubbliche. E invece purtroppo - memoria corta collettiva a parte - la nostra regione, in fatto di magna-magna istituzionalizzato, ci è dentro fino al collo. In maniera uguale, se non per certi versi ancora più grave, agli altri sistemi predatori evidenziati dalla cronaca nazionale.
Ce lo ricorda il libro “Mose - La Retata Storica”, scritto dai giornalisti del Gazzettino Gianluca Amadori, Monica Andolfatto e Maurizio Dianese, pubblicato per i tipi di Nuovadimensione.
Un lucido, documentato e cronisticamente spietato resoconto sullo scandalo Mose, scoppiato alle prime ore del mattino del 4 giugno 2014 con il blitz disposto dalla Procura veneziana che ha portato a una sfilza di arresti eccellenti, dando il via al lagunamoto che ha travolto Venezia e il Veneto e coinvolto ministri e portaborse, grandi aziende e cooperative rosse, imprenditori di ogni sorta e politici di destra e di sinistra.
La “serata senza censura” del 2 aprile sarà appunto dedicata alla Retata Storica, clamorosa punta di un iceberg del malaffare che nella terra del Leon ha trovato terreno fertilissimo. Interverranno due dei tre autori del libro-inchiesta - Gianluca Amadori, che è anche il presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Veneto, e Maurizio Dianese - per raccontare i protagonisti, i retroscena, la cronaca, i verbali di una delle pagine più nere della storia recente del Veneto.
Sfogliando i capitoli del volume, ce n'è davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche. Tasche riempite di soldi per salire sulla grande barca della madre suprema degli appalti pubblici: il sistema delle dighe mobili per difendere Venezia dall'acqua alta, gigantesca creatura del Consorzio Venezia Nuova e del suo dominus Giovanni Mazzacurati.
Tra i principali personaggi e interpreti di quello che purtroppo non è un romanzo ma è cronaca vera, sono elencati in ordine alfabetico: Piergiorgio Baita, numero uno della Mantovani Spa, che “conferma e ricostruisce nei verbali di interrogatorio il mondo “mazzettaro” del Mose; Renato Chisso, “assessore alle Infrastrutture della Regione Veneto, accusato con Galan di aver fatto parte del sistema corruttivo”; Giancarlo Galan, “presidente della Regione Veneto per quindici anni, accusato di aver fatto parte del sistema Mose”.
E poi ancora Giovanni Mazzacurati, presidente del Consorzio Venezia Nuova, “l'inventore del sistema Mose, fatto di mazzette e sponsorizzazioni”; Claudia Minutillo, segretaria di Giancarlo Galan quando era governatore del Veneto, “principale accusatrice, con Baita e Mazzacurati, di Chisso e Galan” e Giorgio Orsoni, all'epoca sindaco di Venezia, “accusato di finanziamento illecito per la campagna elettorale delle comunali”.
Protagonisti attorniati da una miriade di comparse nel tentacolare sistema politico-imprenditoriale che per anni, di fatto, ha costituito negli atti e negli intenti una società per azioni a scopo di lucro. Il tutto ricostruito con precisione cronistica nel libro dai tre giornalisti della redazione veneziana del quotidiano, con tanto di verbali di interrogatorio e altri documenti giudiziari che mettono nero su bianco le parole dello scandalo.
E parlarne proprio in questo periodo - tra l'altro, casualmente, ad un mese dalla partenza della campagna elettorale per le regionali - significa davvero stare sul pezzo. Perché parlare di MagnaMose non vuol dire soltanto ripercorrere la vicenda più clamorosa della recente cronaca giudiziaria del Veneto.
Significa anche affrontare alla radice le caratteristiche di un sistema di potere affaristico e corruttivo il cui Dna riemerge a più riprese anche nelle notizie di questi giorni, relative a tutt'altre inchieste della magistratura.
Neanche il tempo, infatti, di lanciare l'edizione 2015 degli Incontri senza censura di primavera, con le anticipazioni da parte dell'organizzatore Marco Bernardi di tutte le serate, compresa quella sulla corruzione veneta e lo scandalo Mose (era il 14 marzo), ed ecco che, il 16 marzo, è scoppiata la notizia-bomba degli arresti della Procura di Firenze per l'inchiesta sull'Alta Velocità e Grandi Opere.
In manette, tra gli altri, il fino allora sconosciuto al grande pubblico, ma ben noto agli addetti ai lavori Stefano Perotti, che tra i suoi plurimi incarichi professionali era anche il Direttore dei Lavori della Superstrada Pedemontana Veneta.
Incarico che, secondo le intercettazioni dell'inchiesta, l'ingegner Perotti avrebbe ottenuto grazie ai buoni uffici di Ercole Incalza, potente capo della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture, pure arrestato su ordine della Procura fiorentina.
Il coinvolgimento di Perotti nell'inchiesta non riguarda la Pedemontana Veneta, ma è un dato di fatto - come da noi già riportato in un precedente articolo - che dopo l'arresto il suo nome è stato cancellato a tempo di record dal sito istituzionale della Pedemontana www.commissariopedemontana.it, intestato al commissario di governo per l'emergenza traffico che ha giustificato la realizzazione della superstrada in project Silvano Vernizzi. Una cancellazione contestuale all'immediata rimozione di Perotti dall'incarico da parte del Concessionario dell'infrastruttura, sostituito alla Direzione dei Lavori da un nuovo responsabile, l'ing. Adriano Turso.
Non è dato sapere se il siluramento di Perotti sia stato motivato dall'opportunità di affidarsi ad un altro professionista non coinvolto in indagini giudiziarie, oppure dalla necessità di sbarazzarsi di un nome diventato all'improvviso scomodo e imbarazzante. La vicenda, tuttavia, dimostra come il sistema delle grandi opere pubbliche, nel Veneto come nel resto d'Italia, sia il vero nervo scoperto del sistema di potere nel nostro Paese. Fatto non solo di mazzette, laddove sono state erogate, ma anche di concentrazioni di ruoli, di favori negli incarichi e di commistioni tra grandi imprese e grandi uffici.
Un Mare Magnum che non è ancora totalmente emerso: e neanche il Mose lo potrebbe contenere.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 20.917 volte
Politica
22 lug 2026
I comuni fanno squadra sul digitale: investimenti per non lasciare indietro nessuno
Visto 20.728 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 20.233 volte
Attualità
23 lug 2026
#Volotea4Veneto: Bassano ci prova, Vicenza ringrazia e incassa
Visto 19.928 volte
Politica
23 lug 2026
Tribunale della Pedemontana, Poncato replica al fronte del "sì": «Non si riscriva la storia, ma non ci si fermi al 2012»
Visto 19.360 volte
Geopolitica
25 lug 2026
Il Canada si aggiunge al Regno Unito, Giappone e Italia per il programma di sviluppo di un caccia di sesta generazione
Visto 15.515 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 13.700 volte
Politica
26 lug 2026
Tensioni sul futuro di San Lazzaro, la maggioranza boccia il blocco dei cantieri
Visto 12.595 volte
Attualità
26 lug 2026
Blackout e rete a rischio: l'ULSS 7 blinda l'ospedale San Bassiano con un nuovo generatore
Visto 10.833 volte
Teatro
23 lug 2026
Operaestate Festival, Anagoor porta in scena "Polittico dell'infamia"
Visto 9.303 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 22.787 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.226 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 22.098 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.618 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 21.307 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.281 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 21.165 volte
Attualità
10 lug 2026
Pfas nel Bassanese, Retinò: «Valori sotto i limiti non significano che il problema non esista»
Visto 20.947 volte