Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 18-01-2015 00:03
in Attualità | Visto 4.228 volte

Ponte di Bassano vendesi

Piace la proposta della “ricostruzione alla giapponese” del Ponte Vecchio a Roberto Astuni, che lancia un'idea-provocazione per fare cassa per il restauro. Sulle iniziative di raccolta fondi per il Ponte: “Non c'è mai stata una regia comune”

Ponte di Bassano vendesi

Roberto Astuni punta al Ponte (foto Alessandro Tich)

Tra le plurime attività che lo vedono poliedricamente in azione sul territorio, non è certamente un esperto di restauro. Si occupa di vari progetti, ma non è un architetto. Ha anche dimestichezza con i “tavoli”, ma non è un falegname.
Ma di marketing - e nella fattispecie di marketing turistico - il presidente degli Albergatori bassanesi Roberto Astuni esperto lo è, eccome.
Ed è in questa veste che il triumviro dello staff promotore del tavolo di marketing territoriale “Territori del Brenta” nonché presidente del neonato Consorzio Regionale di Promozione Turistica “Pedemontana Veneta e Colli” guarda con attenzione alla proposta, lanciata a Bassano dall'esperto nipponico Toshikazu Hanazato, di restaurare il Ponte degli Alpini con un approccio ricostruttivo “alla giapponese”. E cioè - come già riportato nel nostro precedente editoriale - con una procedura che prevede, semplificando al massimo il concetto, lo smontaggio degli elementi del monumento e il successivo rimontaggio applicando sulla struttura i “pezzi di ricambio” risanati.
E' quanto si evince da un post pubblicato da Astuni a commento del nostro articolo “Il summit sul Ponte”, successivamente ri-postato anche sulla sua pagina facebook.
Nel commento, l'imprenditore alberghiero riferisce che “tanti amici che da anni lavorano il legno, alcuni con risultati a livello mondiale” convengono tutti “che il legno usato per ricostruire il Ponte” nel dopoguerra “non era dei più pregiati sul mercato”. “Ma allora - scrive Astuni riferito al legno del monumento -, visto che non ha nessun valore “storico”, perché non si pensa davvero di smontarlo e farne uno nuovo con le nuove tecnologie di oggi, usando però i disegni originali del Palladio?”
Ed è qui che mister “Territori del Brenta”, come Cesare Ragazzi, lancia la sua “idea meravigliosa”: “Credo si possano trovare i fondi semplicemente vendendo a “pezzettini numerati” il Ponte Vecchio.”
Già, proprio così. La ricetta di marketing collegata al restauro - nell'ipotesi che il “metodo Hanazato” venga riconsiderato dal Comune - è dunque la seguente: smontare tutto il legno del monumento malato, ridurlo a piccoli pezzetti e confezionare migliaia di souvenir unici nel loro genere, e soprattutto originali. “Immagino - prosegue Astuni - la felicità di ogni alpino di poter possedere un pezzo del Ponte a pochi euro... La mia è solo un'idea per poter recuperare qualche soldino in fretta visto che in oltre un anno sono stati raccolti pochi soldi rispetto a ciò che rappresenta il nostro Ponte (vedi Venezia...).”
Solo una battuta, una provocazione, o cos'altro?
Il presidente degli Albergatori ci fa capire che sta parlando sul serio.
“Se, smontando il Ponte, se ne fa uno completamente nuovo, che riprende fedelmente i disegni del Palladio - ci conferma -, quello vecchio lo taglio in piccoli pezzettini e li metto in vendita.”
Con un esempio concreto: “Se all'Adunata Nazionale degli Alpini partecipano 500mila alpini, non ho dubbi sul fatto che ogni alpino non sia disposto a spendere 10 euro per comprare un pezzo del Ponte degli Alpini, che è un pezzo della sua storia, per contribuire al restauro. Solo così si raccoglierebbero 5 milioni di euro, senza tener conto dell'effetto mediatico dello smontaggio di un monumento così importante. Subito dopo va pensata la creazione di un comitato che aiuti a lavorare sul fatto che il Ponte diventi monumento nazionale.” “E' una proposta - spiega ancora l'ideatore - che riprende quanto è già stato fatto, ad esempio, con i pezzi del Muro di Berlino o con le zolle del campo della finale dei Mondiali di Calcio.” “L'idea - incalza Astuni - è quella di “fare cassa”, e di fare cassa subito, e in modo dignitoso.”
E' lo spunto per togliersi un sasso dalla scarpa: “In un anno di iniziative a Bassano per la raccolta fondi per il restauro del Ponte sono stati raccolti poco più di 100mila euro. Mi sembra un'offesa per un monumento a valenza nazionale, se non internazionale. Questo è dovuto al fatto che tante attività per la raccolta dei fondi, che sono pur svolte con passione e scopi benemeriti, sono generate dal sentimento che il Ponte rappresenta. Tuttavia non c'è mai stata una regia comune. Una regia unica avrebbe potuto coordinare le attività e mettere in campo anche meccanismi più moderni, grazie alle nuove tecnologie, per reperire risorse da destinare al restauro.”
“Venezia riceve decine di migliaia di euro tutti i giorni da fondazioni ed enti, coi contributi anche di chi non ha mai messo e non metterà mai piede a Venezia - conclude il presidente degli Albergatori -. Per cui c'è un gran lavoro da fare, che è di sensibilizzazione e di marketing. La parte politica deve decidere che tipo di restauro fare per il Ponte. Il territorio può fare qualcosa di serio contribuendo all'opera, ma almeno un minimo di coordinamento ci vuole.”

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