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La macchina della pioggia
Inaugurato a Sacro Cuore di Romano l'impianto pluvirriguo del Consorzio di bonifica Brenta. Due centrali di pompaggio e 150 km di condotte sotterranee per 1663 ettari di campagne e le utenze urbane di Romano, Cassola, Mussolente e Rosà
Pubblicato il 11 ott 2014
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Ci sono voluti due stralci esecutivi e dieci anni di gestazione del progetto per realizzarlo. Un parto prolungato soprattutto nel primo stralcio, causa le trattative coi proprietari dei terreni agricoli interessati dal passaggio sotterraneo delle tubazioni e l'inadempienza di alcune ditte esecutrici che ha costretto la committenza dell'opera ad adire le vie legali. Mentre la seconda e conclusiva fase dei lavori, affidati all'impresa di costruzioni Manzato Spa, è filata liscia come l'olio concludendosi persino in anticipo rispetto al cronoprogramma del cantiere.
E così il nuovo impianto pluvirriguo - ovvero di irrigazione a pioggia - del Consorzio di bonifica Brenta per le campagne dei Comuni di Romano d'Ezzelino, Cassola, Mussolente e Rosà è finalmente completato e pronto all'uso. Due centrali di pompaggio dell'acqua, a Sacro Cuore di Romano d'Ezzelino in via Lanzarini su area privata in concessione al Consorzio e in un sito più a nord sempre a Romano su terreno comunale; una rete di condotte sotterranee di 150 km; 1663 ettari di campagne servite e 2228 utenze collegate, più 450 rubinetti di utenze urbane per l'irrigazione di orti e giardini.
Sono i numeri dell'impianto costato complessivamente circa 10 milioni di euro, finanziati dal Ministero delle Politiche Agricole, e che consente un sistema irriguo più moderno ed efficiente ed un notevole risparmio idrico rispetto ai precedenti sistemi ad espansione superficiale.
Il taglio del nastro del nuovo impianto di irrigazione a pioggia a Sacro Cuore di Romano d'Ezzelino (foto Alessandro Tich)
Questa mattina l'inaugurazione, presso la centrale di pompaggio di Sacro Cuore di Romano, dove l'acqua viene attinta dal contiguo canale consortile e sottoposta a pompaggio a pressione a 3,5 atmosfere per essere poi incanalata nella rete delle tubazioni che si dirama nei quattro Comuni.
Un appuntamento atteso da tempo, a cui partecipa una nutrita rappresentanza delle istituzioni del territorio, con l'intervento di sindaci, amministratori comunali e autorità regionali.
“Grazie a questo impianto gli agricoltori avranno i grandi benefici dell'irrigazione a pioggia - afferma nel suo intervento il presidente del Consorzio di bonifica Danilo Cuman - con un terzo del consumo d'acqua rispetto al sistema tradizionale a scorrimento. Acqua che non viene solo data al mondo agricolo, ma anche agli orti e giardini in ambiti urbani. Il bene acqua scarseggia e va adeguatamente gestito per le stagioni di siccità. Abbiamo pronti cinque progetti di impianti analoghi, già da quattro anni esecutivi e cantierabili. Ma il problema, come sempre, resta quello dei finanziamenti.”
Intanto però la “trasformazione irrigua in zona pedemontana” - come è ufficialmente indicato l'intervento effettuato nel cartello dei lavori - è cosa fatta, e al taglio del nastro intervengono i primi cittadini dei Comuni che beneficeranno della nuova rete pluvirrigua: Rossella Olivo di Romano d'Ezzelino, Aldo Maroso di Cassola, Cristiano Montagner di Mussolente e Paolo Bordignon di Rosà. Sul palco si aggiunge tra gli altri Orio Mocellin, sindaco di Pove del Grappa dove un impianto di irrigazione a pioggia del Consorzio è già in esecuzione. Per la Regione Veneto intervengono i consiglieri Nicola Finco e Costantino Toniolo, presidenti, rispettivamente, delle Commissioni consiliari regionali Ambiente e Bilancio.
“Stiamo lavorando come Regione - annuncia Nicola Finco - per il primo stralcio a Molvena, per 1,6 milioni, dell'irrigazione per gli impianti di ciliegie. Dobbiamo anche investire sulla riconversione degli impianti esistenti.”
Rossella Olivo, sindaco ospitante, parla a nome di tutti i colleghi primi cittadini presenti: “E' un'opera importante - dichiara - e i sindaci sono stati impegnati in prima linea per fare da mediatori coi cittadini per le situazioni non sempre facili di passaggio degli impianti.” “Lo Stato centrale - prosegue Olivo - deve capire che queste opere sono un investimento economico nel territorio, a salvaguardia dell'ambiente e per il recupero dell'acqua.”
“Un grazie agli agricoltori - sottolinea il presidente provinciale di Coldiretti Martino Cerantola - che hanno affrontato i problemi del primo stralcio con serietà e progettualità, portando alla loro soluzione. Quest'opera sarà un beneficio anche per i cittadini ed è una struttura indispensabile per la sinistra Brenta.” Segue il rituale taglio del nastro: per la macchina della pioggia è semaforo verde.
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