Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 11-10-2014 20:39
in Attualità | Visto 2.436 volte
 

La macchina della pioggia

Inaugurato a Sacro Cuore di Romano l'impianto pluvirriguo del Consorzio di bonifica Brenta. Due centrali di pompaggio e 150 km di condotte sotterranee per 1663 ettari di campagne e le utenze urbane di Romano, Cassola, Mussolente e Rosà

La macchina della pioggia

Il taglio del nastro del nuovo impianto di irrigazione a pioggia a Sacro Cuore di Romano d'Ezzelino (foto Alessandro Tich)

Ci sono voluti due stralci esecutivi e dieci anni di gestazione del progetto per realizzarlo. Un parto prolungato soprattutto nel primo stralcio, causa le trattative coi proprietari dei terreni agricoli interessati dal passaggio sotterraneo delle tubazioni e l'inadempienza di alcune ditte esecutrici che ha costretto la committenza dell'opera ad adire le vie legali. Mentre la seconda e conclusiva fase dei lavori, affidati all'impresa di costruzioni Manzato Spa, è filata liscia come l'olio concludendosi persino in anticipo rispetto al cronoprogramma del cantiere.
E così il nuovo impianto pluvirriguo - ovvero di irrigazione a pioggia - del Consorzio di bonifica Brenta per le campagne dei Comuni di Romano d'Ezzelino, Cassola, Mussolente e Rosà è finalmente completato e pronto all'uso. Due centrali di pompaggio dell'acqua, a Sacro Cuore di Romano d'Ezzelino in via Lanzarini su area privata in concessione al Consorzio e in un sito più a nord sempre a Romano su terreno comunale; una rete di condotte sotterranee di 150 km; 1663 ettari di campagne servite e 2228 utenze collegate, più 450 rubinetti di utenze urbane per l'irrigazione di orti e giardini.
Sono i numeri dell'impianto costato complessivamente circa 10 milioni di euro, finanziati dal Ministero delle Politiche Agricole, e che consente un sistema irriguo più moderno ed efficiente ed un notevole risparmio idrico rispetto ai precedenti sistemi ad espansione superficiale.
Questa mattina l'inaugurazione, presso la centrale di pompaggio di Sacro Cuore di Romano, dove l'acqua viene attinta dal contiguo canale consortile e sottoposta a pompaggio a pressione a 3,5 atmosfere per essere poi incanalata nella rete delle tubazioni che si dirama nei quattro Comuni.
Un appuntamento atteso da tempo, a cui partecipa una nutrita rappresentanza delle istituzioni del territorio, con l'intervento di sindaci, amministratori comunali e autorità regionali.
“Grazie a questo impianto gli agricoltori avranno i grandi benefici dell'irrigazione a pioggia - afferma nel suo intervento il presidente del Consorzio di bonifica Danilo Cuman - con un terzo del consumo d'acqua rispetto al sistema tradizionale a scorrimento. Acqua che non viene solo data al mondo agricolo, ma anche agli orti e giardini in ambiti urbani. Il bene acqua scarseggia e va adeguatamente gestito per le stagioni di siccità. Abbiamo pronti cinque progetti di impianti analoghi, già da quattro anni esecutivi e cantierabili. Ma il problema, come sempre, resta quello dei finanziamenti.”
Intanto però la “trasformazione irrigua in zona pedemontana” - come è ufficialmente indicato l'intervento effettuato nel cartello dei lavori - è cosa fatta, e al taglio del nastro intervengono i primi cittadini dei Comuni che beneficeranno della nuova rete pluvirrigua: Rossella Olivo di Romano d'Ezzelino, Aldo Maroso di Cassola, Cristiano Montagner di Mussolente e Paolo Bordignon di Rosà. Sul palco si aggiunge tra gli altri Orio Mocellin, sindaco di Pove del Grappa dove un impianto di irrigazione a pioggia del Consorzio è già in esecuzione. Per la Regione Veneto intervengono i consiglieri Nicola Finco e Costantino Toniolo, presidenti, rispettivamente, delle Commissioni consiliari regionali Ambiente e Bilancio.
“Stiamo lavorando come Regione - annuncia Nicola Finco - per il primo stralcio a Molvena, per 1,6 milioni, dell'irrigazione per gli impianti di ciliegie. Dobbiamo anche investire sulla riconversione degli impianti esistenti.”
Rossella Olivo, sindaco ospitante, parla a nome di tutti i colleghi primi cittadini presenti: “E' un'opera importante - dichiara - e i sindaci sono stati impegnati in prima linea per fare da mediatori coi cittadini per le situazioni non sempre facili di passaggio degli impianti.” “Lo Stato centrale - prosegue Olivo - deve capire che queste opere sono un investimento economico nel territorio, a salvaguardia dell'ambiente e per il recupero dell'acqua.”
“Un grazie agli agricoltori - sottolinea il presidente provinciale di Coldiretti Martino Cerantola - che hanno affrontato i problemi del primo stralcio con serietà e progettualità, portando alla loro soluzione. Quest'opera sarà un beneficio anche per i cittadini ed è una struttura indispensabile per la sinistra Brenta.” Segue il rituale taglio del nastro: per la macchina della pioggia è semaforo verde.

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