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Grand Hotel San Bassiano

Un'amicizia nata in una stanza di ospedale. La testimonianza di Daniela e Claudia, ricoverate a luglio a Medicina Interna. Con un incondizionato apprezzamento per il personale del reparto: “San Bassiano? Ospedale a cinque stelle”

Pubblicato il 08 ago 2013
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“E' stato come una vacanza”. Sentircelo dire in pieno agosto, tempo di ferie e di villeggiature, non rappresenta a prima vista un'eclatante novità.
Se non fosse per il fatto che la “vacanza” in questione non si è svolta su qualche spiaggia adriatica o in un campeggio delle Dolomiti, ma all'Ospedale di Bassano del Grappa. Decimo piano, stanza 3, reparto di Medicina Interna - per la precisione.
E' in questo luogo di degenza che è nata l'amicizia fra tre ragazze del nostro territorio - Daniela S., Claudia B. e Mirella B. - costrette loro malgrado a trascorrere un parte dell'estate, nello stesso periodo, ricoverate all'interno della struttura di via dei Lotti. Nei confronti dei cui servizi e del cui personale medico e di assistenza esprimono un apprezzamento incondizionato.

Foto: archivio Bassanonet

E' quanto meno insolita, e per questo interessante, la testimonianza di Daniela e Claudia, che a nome anche di Mirella si sono rivolte alla nostra redazione per raccontare la loro esperienza: la prima ricoverata due volte, in giugno e luglio, per cure mediche e successivi accertamenti e la seconda ricoverata d'urgenza in luglio per una pancreatite.
“Ero prevenuta sull'Ospedale di Bassano, per precedenti esperienze in famiglia - ci dice Claudia -. Mi ero sentita male a Jesolo, ma ho voluto comunque farmi ricoverare qui. Al di là della diagnosi immediata e delle cure prestate con sollecitudine, la cosa che ha stupito me e anche le mie due amiche è stato il livello di umanità dei medici, degli infermieri e degli operatori socio sanitari. Nessuno ha mai dato per scontato che il nostro livello di sofferenza fosse banale. Mi hanno fatto sentire a casa ed è stata la sensazione che mi ha rassicurato, sia in Medicina e che in Chirurgia, dove io sono stata successivamente ricoverata per un intervento alla colecisti. Una vicenda che poteva protrarsi più a lungo nel giro di 15 giorni ha avuto un esito positivo, e questo per me rimarrà un ricordo molto sano della nostra Sanità. Ringrazio il reparto di Medicina, col primario dr. Giampietro Beltramello, e anche la Chirurgia col primario dr. Carmelo Guccione, il dr. Vittorio Gobbi e la dr.ssa Stefania Ferraro che mi hanno seguito, e tutti gli altri.”
“Sono stata ricoverata una settimana al reparto Medicina del San Bassiano a giugno - riferisce Daniela - e già al primo impatto il personale si è dimostrato attento, cordiale, umano e disponibilissimo. Sono poi tornata altre due settimane a luglio, per accertamenti, e in questa occasione ho conosciuto le altre due ragazze con cui ho fatto amicizia. Mi sono trovata benissimo, nei miei appunti avevo scritto anche la frase: “San Bassiano? Ospedale a cinque stelle”. Continuiamo a lamentarci per le notizie negative che riguardano la Sanità. Ci sono invece anche le notizie positive, è giusto valorizzare le strutture che abbiamo e il personale che ci lavora.”
“E' stata un'esperienza positiva - prosegue Daniela - e ho conosciuto persone ottime, a cominciare dal primario dr. Giampietro Beltramello: una grande persona, sempre attento e sensibile nei confronti dei pazienti. Ringrazio anche la dr.ssa Nadia Xamin, il medico chirurgo dr. Giuliano Gangeri e tutto lo staff, dagli infermieri agli operatori socio sanitari.”
Claudia ripercorre le fasi salienti del suo ricovero con un sereno sorriso, e quando Daniela parla, con grande trasporto, le si illuminano gli occhi: si vede che le loro parole sono sincere. E quello della “vacanza” non è un modo di dire: “Non siamo mai state in pigiama - ci raccontano -. Per le nostre patologie non eravamo costrette a letto e abbiamo trascorso le giornate in ospedale in braghette corte e infradito. Quando suonavamo il campanello, anche di notte, arrivava subito qualcuno che non ci ha mai fatto pesare il fatto di averlo chiamato alle ore più strane. Anche gli OSS, gli operatori socio sanitari, sono stati molto umani e hanno dimostrato inoltre una grande pazienza e attenzione nei confronti dei nuovi arrivati e cioè i tirocinanti, ragazzi di 18-19 anni che stanno apprendendo questo impegnativo mestiere. Vogliamo ricordare due di questi ragazzi: Alberto e Stefano. Sono veramente in gamba. E di nuovo grazie anche agli infermieri, sono stati tutti disponibili. Non sappiamo se in tutti i reparti del San Bassiano le cose funzionino così. Noi riferiamo la nostra esperienza e non possiamo che parlarne bene.”
Non è una pagina del libro Cuore, ma un racconto di vita reale: sfociato in un'amicizia non richiesta su facebook, ma cementata a tempo di record nella stanza 3 al decimo piano dell'Ospedale.

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