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La testa del principe
A Possagno nuovo “miracolo” in 3D: sarà ricostruita la testa, distrutta dalla guerra, del gesso del “Principe Henryk Lubomirski come Amore”, capolavoro di Antonio Canova. A finanziare l'avveniristico restauro, i Rotary Club del territorio
Pubblicato il 22 mar 2013
Visto 6.744 volte
Vedere la statua del “Principe Henryk Lubomirski come Amore” senza testa è come immaginare la Basilica di San Pietro senza la cupola di Michelangelo.
Perché è proprio il bellissimo e quasi angelico volto del principino polacco tredicenne Henryk Lubomirsky (si veda la nostra photogallery correlata), ritratto a grandezza naturale da Antonio Canova nel 1787 in una delle sue più celebrate statue di marmo, a rendere il valore assoluto del capolavoro del maestro di Possagno. Un viso di leggiadra e giovanile dolcezza contornato da una fluente e mossa capigliatura: bello come un Dio, verrebbe da dire. E in effetti il sommo scultore neoclassico raffigurò il giovanetto come Eros, dio dell'Amore.
L'abbagliante eleganza dell'opera - commissionata dalla principessa polacca Elzbieta Lubomirski Chartoriski che voleva immortalare in una statua la figura del nipote adolescente - conquistò già all'epoca molti estimatori che si contesero a peso d'oro copie e calchi della mirabolante scultura, conservata nel castello Lubomirski a Łançut, in Polonia, dove si può ammirare ancora oggi.
Il presidente del Rotary Club Bassano Signor, il presidente della Fondazione Canova Galan, il soprintendente Mercalli e il direttore della Gipsoteca Guderzo con il gesso acefalo del Principe Lubomirski (foto Alessandro Tich)
Del suo “principino come Amore” Canova - grande artista, ma anche grande imprenditore di sé stesso - realizzò, con alcune varianti, ancora tre statue in marmo: una per il colonnello inglese Campbell (Cambridge, Anglesey Abbey), una per il banchiere irlandese La Touche (Dublino, National Gallery) e una, munita di due splendide ali, per il principe russo Jussupov (San Pietroburgo, Museo dell'Ermitage).
Il volto del giovane Henryk ha così lasciato a bocca aperta migliaia di ammiratori in vari angoli d'Europa. Ma non a Possagno, paese natale di Canova, che ne conserva orgogliosamente i gessi - e cioè i modelli originali, in scala 1:1, delle sculture in marmo - nella celebre e visitatissima Gipsoteca: da quasi un secolo, il gesso possagnese del “Principe come Amore” ha purtroppo la testa mozzata, distrutta dal bombardamento austriaco sulla Pedemontana del Grappa del novembre del 1917. Una lacuna che, grazie alle nuove frontiere dell'era digitale, sta per essere miracolosamente colmata: presto il “principino” acefalo conservato a Possagno riavrà infatti la testa sulle spalle.
E' quanto annuncia, incontrando la stampa, il direttore della Gipsoteca Canoviana Mario Guderzo. Che dopo l'avveniristico restauro della “Danzatrice con i cembali” - reso possibile grazie alle più evolute tecnologie di scansione 3D e di modellazione matematica computerizzata - dà ufficialmente il via all'analogo recupero del modello in gesso dell'Amorino polacco.
La sofisticata tecnologia del delicato intervento è nuovamente affidata all'UnoCad di Altavilla Vicentina, rappresentata alla conferenza stampa di Possagno dall'amministratore Ivano Ambrosini.
Una conferma della fiducia all'azienda, specializzata nell'acquisizione tridimensionale e nel reverse engineering, che ha già compiuto il restauro hi-tech della “Danzatrice”: restituendo a quel gesso canoviano - reso monco dallo stesso bombardamento del 1917 - le due braccia mancanti, integrate da due protesi in marmo rimovibili e perfettamente combacianti col modello 3D della statua originale in marmo, “catturato” dagli scanner a frange di luce di UnoCad al Bode Museum di Berlino.
Sarà lo stesso procedimento che farà rinascere il volto del giovane Lubomirski: nel 2007 - in occasione dell'esposizione a Possagno del marmo originale, visitata da oltre 40mila persone - è stato possibile realizzare una scansione tridimensionale della testa, il cui modello virtuale sarà utilizzato per riprodurne una replica perfetta in gesso, con una stampante 3D a prototipazione rapida, che sarà collocata sul modello di gesso della Gipsoteca dopo la rifinitura finale a cura del restauratore Giordano Passarella.
La tecnologia all'avanguardia permetterà così di ammirare il gesso del “Principe” in tutta la sua ritrovata bellezza, ricostruito e restaurato, con una mostra-evento che sarà organizzata nei prossimi mesi.
L'atteso restauro è stato reso possibile grazie a un service predisposto dai Rotary Club di Bassano del Grappa, Asolo e Pedemontana del Grappa, Bassano Castelli, Vicenza Nord-Sandrigo e Asiago-Altopiano dei Sette Comuni: cinque club service del territorio che si prenderanno a carico il finanziamento dell'operazione, a conferma di quel sostegno alle iniziative culturali che rappresenta - come sottolinea il presidente del Rotary di Bassano del Grappa, Gianni Signor - uno degli ambiti di intervento dei service rotariani.
Un progetto che nasce dalla nostra città: è stato infatti Toni Arduino, socio del Rotary Club di Bassano, a lanciare per primo l'idea del restauro al direttore Guderzo. Idea subito accolta dai vertici della Gipsoteca, ma sostenuta con convinzione anche delle istituzioni preposte alla tutela e conservazione del patrimonio artistico.
“Perché restauriamo? Perché dobbiamo tramandare un patrimonio - afferma Marica Mercalli, soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Veneto Orientale -. Con lo stesso procedimento tecnologico utilizzato per la “Danzatrice con i cembali” sono stati creati i due modelli virtuali del marmo in Polonia e del nostro gesso, per riprendere le parti mancanti azzerando i punti di non convergenza. Non vogliamo un falso, ma vogliamo mostrare al visitatore la bontà dell'operazione scientifica che stiamo facendo.”
E intanto la Gipsoteca Canoviana, che potrà riabbracciare il “suo” Principe Lubomirski, continua a pensare in grande.
“Questa è la più grande gipsoteca monografica del mondo e il museo più visitato della provincia di Treviso - dichiara il presidente della Fondazione Antonio Canova di Possagno, on. Giancarlo Galan -. Non ci fa paura nessuno, come nessuno faceva paura a Canova nel mondo. Questo museo deve puntare tutto sull'internazionalizzazione, in vista anche della costituzione del prossimo comitato scientifico. Nel 2007 abbiamo avuto 40mila visitatori, ora speriamo di superarli.” “Nel 2013 - aggiunge Galan - ricorrono i 200 anni delle Tre Grazie, e a giugno porteremo un numero sostanzioso di opere ad Assisi.”
Questo è quanto succede a pochi chilometri in linea d'aria da Bassano. Un'attiva fabbrica di cultura e di richiamo per il turismo culturale, attratto dal mito di Antonio Canova, dove un progetto tira l'altro: “C'è una valutazione attenta - rivela la soprintendente Mercalli - sulla possibilità di restaurare le Tre Grazie.”
Tre Grazie in 3D? Missione possibile.
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