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Ma guarda un po’. Per la serie “nomen omen”: “il nome è un presagio”.
Prima di Natale ho ricevuto sul telefonino una foto scattata da una mia amica su Facebook, che ormai tanti anni fa aveva collaborato con me in televisione e che ringrazio davvero.
La foto ritrae la targa di intitolazione di una via di Padova: “Via Roberto Marin, cospiratore padovano”. Naaaaaa…troppo bello!
“Visto che - mi ha scritto la mia Facebook friend - in un recente passato ti sei occupato di omonimie (Roberto Marin-Sanna Marin, do you remember?), mi sei venuto in mente passando per una strada di Padova.”
E certo che I remember. Come non rimembrarsi?
Lo scorso 10 ottobre, con il mio assai cliccato editoriale “La saga dei Marin”, avevo giocato sull’omonimia del cognome tra la prima ministra finlandese Sanna Marin e l’ex vicesindaco di Bassano del Grappa Roberto Marin per accomunarli - fatte ovviamente le debite proporzioni - nelle reazioni suscitate dalle rispettive “libere uscite”. Lei immortalata e attaccata sui social per la sua scatenata partecipazione ad un party in Finlandia, lui finito al centro dei “malumori” dell’amministrazione Pavan per essere stato invitato al matrimonio del consigliere di maggioranza Gianluca Pietrosante dopo che lo stesso Marin, ai primi di settembre, si era dimesso da assessore al Bilancio e da vicesindaco.
Le dimissioni di Roberto Marin rappresentano inequivocabilmente la notizia top della cronaca politica cittadina di questo 2022 che sta per concludersi.
E non posso non prendere spunto dalla foto che immortala la strepitosa intitolazione della strada padovana (“Via Roberto Marin” e per di più “cospiratore”) per tornare ad occuparmene, ovviamente a modo mio. Ma prima vi devo riportare alcune dichiarazioni pronunciate oggi in conferenza stampa.
Come ho scritto nel mio articolo precedente, questa mattina la lista civica di minoranza Bassano per Tutti ha convocato i media locali per presentare le proprie osservazioni e punti di vista su alcuni grandi temi dell’attualità politico-amministrativa bassanese.
E neanche a farlo apposta, al termine dell’incontro la consigliera comunale Erica Fontana, puntando il dito sulla vicenda-simbolo del 2022 amministrativo, ha voluto esprimere “una considerazione politica” proprio sulle dimissioni da vicesindaco Roberto Marin.
“Sulle motivazioni di Marin per le dimissioni - ha dichiarato - da un lato siamo stati d’accordo, dall’altro pensiamo che in tre anni avrebbe potuto sottolineare maggiormente queste cose.” “Le sue dimissioni sono andate molto sottotraccia - ha affermato Erica Fontana -. Non si è dimesso un semplice consigliere di minoranza, ma uno che era il vicesindaco e un buon assessore al Bilancio. La mancanza di consapevolezza o la consapevolezza nascosta di questa amministrazione sulla portata della sua scelta ci ha stupito.”
Per l’esponente di Bassano per Tutti, dunque, sorprende come la maggioranza e l’amministrazione da essa espressa abbiano minimizzato la clamorosa uscita di scena dell’ex vicesindaco - politicamente tanto pesante quanto le motivazioni rese pubbliche sulla sua decisione - come un puro incidente di percorso di rilevanza secondaria.
“Questa amministrazione - ha ribadito Fontana - ha fatto passare sottotraccia le dimissioni di Marin facendo ricadere su di lui tutte le responsabilità della sua scelta e dimostrando una scarsa responsabilità e una scarsa chiarezza nel modo di essere.”
E Felice Anno Nuovo a tutti.
Ma torniamo adesso, egregi lettori, alla mitica “Via Roberto Marin, cospiratore padovano” di Padova, che per la cronaca si trova nei paraggi di Prato della Valle.
Questa volta l’omonimia con l’ex vicesindaco è totale e si riferisce a quel Roberto Marin che fu, come narrano le sacre scritture (Wikipedia) e come ricorda una lapide, “nelle eroiche cospirazioni fido e inseparabile compagno a Pietro Fortunato Calvi”.
Fu insomma un patriota, contro gli austriaci, prima nella difesa della Repubblica di San Marco - quella di Daniele Manin - e poi per l’indipendenza italiana. Per questo nel 1855 fu condannato a morte da Vienna, pena poi commutata in 12 anni di carcere duro allo Spielberg e quindi “andata in prescrizione” con l’amnistia politica del 1858. L’eroico Marin ebbe ancora il tempo di prendere parte ad alcune delle imprese che portarono all’Unità d’Italia, per poi concludere la sua esistenza terrena come custode della Cappella degli Scrovegni.
Non posso dire tuttavia - proiettandomi al giorno d'oggi - se l’omonimia dell’esponente di punta della civica Impegno per Bassano col patriota ottocentesco patavino si estenda anche alla riga inferiore della tabella di intitolazione della strada. E se cioè l’ex vicesindaco Roberto Marin, nello smarcarsi all’improvviso dall’amministrazione Pavan, sia stato o meno un “cospiratore bassanese”.
Dipende come sempre dai punti di vista. A giudicare dalle famose motivazioni delle dimissioni, anticipate e diffuse con lettera-comunicato a mezzo stampa, quella di Marin è stata una decisione maturata col tempo e giunta alla fine a un punto di rottura, senza che il fino allora vicesindaco e assessore al Bilancio abbia mai messo prima di allora i bastoni tra le ruote dell’amministrazione di cui era il numero 2.
Cercando invece di osservare lo stesso scenario con la chiave di lettura offerta da Erica Fontana di Bassano per Tutti, non è illogico pensare che il sindaco Pavan e la sua squadra abbiamo voluto idealmente posare quella stessa tabella di intitolazione, facendo passare Marin come il “cospiratore” di un distacco voluto solamente da lui e non generato dalle altrui responsabilità.
“Poteva andare diversamente la volontà di collaborare - aveva dichiarato il sindaco Elena Pavan nel Day After delle dimissioni del suo vice -. Il comunicato di Marin con le sue motivazioni dimostra chiaramente che questa volontà non c’è stata.”
Morale della favola: il Roberto Marin ottocentesco ha combattuto per l’indipendenza dell’Italia. Mentre il Roberto Marin di casa nostra e dei nostri tempi ha preso la sua decisione per l’indipendenza di sé stesso. Sarà anche passato sottotraccia, ma la notizia politica dell’anno a Bassano nel 2022, omonimi a parte, porta il suo nome.
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