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Oggi in municipio a Bassano l'ultima apparizione “ufficiale” di Egidio Torresan, consigliere comunale dimissionario. “Fai qualcosa se vedi che servi a qualcosa”. Un addio definitivo? “Mai dire mai, ma è meglio dare spazio ai giovani”

Pubblicato il 10-10-2012
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E' andato per l'ultima volta a ritirare la posta per i consiglieri comunali nelle cassette della corrispondenza della Sala Marinali in municipio e poco dopo, per cinque minuti, ha presenziato alla conferenza stampa del gruppo consiliare PdL - di cui vi riferiamo in un altro articolo - per poi scappare via “per un impegno a mezzogiorno”.
E.T., ovvero Egidio Torresan, sale in bicicletta - la sua grande passione - come l'alieno di Spielberg e prende il volo verso il suo pianeta: il lavoro di commercialista, che (buon per lui) è così tanto da non permettergli più di svolgere l'attività di consigliere di opposizione con la disponibilità di tempo e di energie che il mandato degli elettori richiede.
E così, questa mattina, per l'ormai ex consigliere del PdL è stata l'ultima apparizione “ufficiale” in Comune, dopo 13 anni e mezzo vissuti sui banchi del palazzo: come assessore allo Sport e all'Istruzione della prima giunta Bizzotto (1999-2004), come assessore ai Lavori Pubblici del Bizzotto-bis (2004-2009) e quindi - dopo la sconfitta al ballottaggio contro Cimatti per la poltrona di sindaco - come consigliere di minoranza, fino alle improvvise dimissioni “per motivi personali e professionali” dei giorni scorsi.

Egidio Torresan questa mattina in municipio (foto Alessandro Tich)

Di E.T., in tutti questi anni, va riconosciuta l'estrema disponibilità con tutti, stampa compresa. Mai una volta che si sia fatto negare - diversamente da qualche altro suo collega - per spiegare i contenuti di una delibera, i dettagli di un progetto di viabilità, i tempi di realizzazione di una rotatoria.
E anche adesso che lo contattiamo al telefono nel pomeriggio per una breve intervista, rubandogli qualche minuto tra un cliente e l'altro del suo nuovo e ampliato studio professionale, non si tira indietro.
Confermandoci, per prima cosa, che le sue dimissioni sono dettate puramente da motivi professionali e non da argomentazioni di natura politica.
“E' stata una scelta solo personale - ci dice Torresan -. Fai qualcosa se vedi che servi a qualcosa. Il lavoro mi prende tutto il tempo, in questa difficile fase economica bisogna stare vicino ai clienti e io lavoro fino alle 11 - 11 e mezza di sera.”
Ma allora Torresan si è tirato in disparte per il fatto “di non servire a qualcosa”?
“Servire si può, ma per poter fare opposizione ci vuole tempo - risponde -. E' uno stimolo continuo, devi guardare tutte le delibere, se non riesci a starci dietro non fai bene il tuo servizio.”
Ma che bilancio trarre, in due parole, dalla sua lunga esperienza di amministratore?
“Sono felice e contento - afferma -. Auguro a tutti di vivere cinque anni come quelli che ho vissuto come assessore allo Sport. Si sono creati rapporti personali, un attaccamento con la città che ancora oggi è immutato. Il mio impegno è stato sempre quello di operare per la città di Bassano e di stare vicino alla gente. Ho sempre cercato di dare una risposta per tutti. Oggi c'è ancora gente che per strada mi ringrazia e questo ringraziamento è la mia più grande soddisfazione.”
Il rammarico più grande? “Non aver fatto qualcosa in più per i giovani, e cioè per stimolare nei giovani un rapporto più felice con la politica e il sociale. Avrei voluto che i giovani si innamorassero della città di Bassano. E' un obiettivo che non ho raggiunto. E poi, per lo sport, avrei voluto sviluppare di più la bicicletta e lanciare un turismo per le biciclette. Alla nostra città serve il completamento della ciclopista Bassano-Trento e della Venezia-Monaco.”
Niente rammarico, quindi, sulla mancata elezione a sindaco di Bassano?
“Ci contavo, è ovvio - riconosce E.T. -. Ma ci sono stato male una sola settimana. Una città come Bassano deve avere un sindaco a tempo pieno, non so come avrei potuto lavorare cinque anni in questa situazione.”
Il suo è uno stop temporaneo o definitivo? “Mai dire mai nella vita - replica testualmente -. Ma penso che in questi tempi due mandati legati a queste sedie siano più che sufficienti, è meglio dare spazio a qualche giovane.”
E un “messaggio alla nazione”, da parte di un personaggio che per un decennio è stato comunque un protagonista della vita pubblica bassanese, non può certamente mancare.
“Abbiamo una gran bella città - dichiara in conclusione Torresan -, e tutti possiamo contribuire per fare una città migliore. L'Amministrazione in primis e poi i ragazzi, le scuole, il volontariato. Vorrei che a Bassano si respirasse l'aria positiva dell'Adunata degli Alpini. In quelle due settimane tutte le componenti della nostra comunità hanno saputo fare squadra. Dipende dagli amministratori e dalla città tutta.”
La nostra breve intervista finisce qui. Ci sono altri clienti che attendono, e c'è dell'altro lavoro che incombe.
Consigli comunali, riunioni di gruppo, riunioni di commissione, mozioni, interrogazioni, interpellanze: da oggi, per tutte queste cose, Egidio Torresan è un extraterrestre.

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