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Emergenza idrica: il Consorzio di Bonifica al capezzale del Brenta
Il Consorzio di Bonifica garantisce il minimo deflusso vitale del fiume. Il presidente Cuman: “Il grave deficit idrico conferma le proposte che avanziamo da molti anni per la ricarica artificiale della falda e la costruzione di nuovi invasi"
Pubblicato il 30 mar 2012
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Si è tenuta l’altroieri un’importante riunione a Palazzo Balbi, sede del Governo Regionale, sulla grave situazione di penuria idrica che va delineandosi, di cui abboamo già riferito sul nostro giornale. Abbiamo voluto verificare più approfonditamente quanto sta avvenendo nel bacino del Brenta, la cui attuale portata fluente a Bassano del Grappa è pari a circa 12 metri cubi al secondo ormai da diversi giorni.
A fronte della situazione di emergenza idrica, il Consorzio di bonifica Brenta sta derivando una portata di circa 7 metri cubi al secondo, in modo che nel fiume rimanga un minimo deflusso vitale di circa 5 metri cubi al secondo. Il fabbisogno irriguo è attualmente quantificato in 22 metri cubi al secondo, portata che, a sua volta, corrisponderebbe al 60% di quella massima derivata in piena stagione irrigua (pari quest’ultima a 36 metri cubi al secondo).
Le derivazioni sono quindi a un terzo rispetto al fabbisogno e a un quinto rispetto ai valori massimi.
Il letto del Brenta oggi all'altezza di Cartigliano (foto Alessandro Tich)
Ma è interessante capire anche cosa succede più a monte. Su indicazioni della Regione, l’Enel sta trattenendo le portate del Cismon nel bacino del Corlo, che si è portato ieri mattina a quota 259,05 metri sul mare (equivalente ad un invaso di 23,5 milioni di metri cubi) contro il valore minimo di 253,61 metri sul mare (corrispondente ad un volume di 14,6 milioni di metri cubi) toccato il 5 marzo scorso. L’operazione ha quindi consentito l’immagazzinamento di circa 9 milioni di metri cubi negli ultimi 24 giorni (circa 375 mila metri cubi al giorno).
Il volume di massimo invaso del lago del Corlo è di 42,4 milioni di metri cubi, valore ancora lontano da raggiungere, ma meno lontano rispetto all’inizio di marzo. Il trattenimento di acqua nel Corlo avviene proprio nell’ottica di ottimizzazione della risorsa idrica, che sarà preziosa con l’inoltrarsi della stagione agraria.
La Regione sta valutando alcuni provvedimenti d’emergenza, tra i quali la riduzione del minimo deflusso vitale, che attualmente assorbe ben il 40% dell’intera portata fluviale, nonché l’inibizione dei prelievi idrici da falda, i cosiddetti “pozzi a getto continuo” non regolarmente assentiti e abbastanza diffusi nel territorio.
“Giova ricordare - riferisce il presidente del Consorzio, Danilo Cuman - che l’irrigazione si svolge con turni variabili dai 7 ai 15 giorni, per cui le conseguenze della situazione sui raccolti agricoli potrebbero essere fortemente impattanti.” “Altrettanto impattante - prosegue Cuman - potrà risultare la situazione dal punto di visto igienico-sanitario, visto che i canali consortili sono spesso recapito di depuratori e che le acque correnti consentono un benefico effetto di vivificazione”. Già oggi pervengono infatti numerose segnalazioni di problematiche di odori nei centri urbani a causa dei ridotti flussi idrici nei canali medesimi.
Nell'occasione, il presidente Cuman replica alle affermazioni dell'assessore della Provincia di Vicenza, Paolo Pellizzari, secondo il quale l’utilizzo delle centrali idroelettriche del Consorzio sarebbe un problema per il fiume.
“Vorrei tranquillizzare l’assessore Pellizzari - risponde Cuman -. Le centrali idroelettriche funzionano solo quando c’è abbastanza acqua e non sottraggono l’acqua al fiume, ma la restituiscono totalmente ad esso. Il canale Medoaco, su cui tali centrali si collocano, è indispensabile visto che il Brenta si è drasticamente abbassato e le prese storiche non pescano più. Ricordo inoltre all'amico Pellizzari che le acque nei nostri canali consentono l’esercizio della pesca da parte di numerose associazioni di pescatori e che la stessa Provincia ci chiede spesso interventi di comune interesse su tali canali, che abbiamo eseguito e continueremo a realizzare con grande spirito di collaborazione.”
“La conclamata situazione di grave deficit idrico - prosegue Cuman - non fa che confermare le proposte avanzate da molti anni dal nostro Consorzio riguardanti la ricarica artificiale della falda, la trasformazione irrigua e la costruzione di nuovi invasi (serbatoio del Vanoi). In particolare, presso il Ministero delle Risorse Agricole giacciono cinque progetti di trasformazione irrigua predisposti già da qualche anno dal nostro Consorzio, in attesa di finanziamento. Si ritiene che la Regione Veneto debba caldeggiare presso gli organi statali lo stanziamento dei suddetti fondi nell’ambito del Piano Irriguo Nazionale.”
E riguardo alla questione del serbatoio del Vanoi, sollecitata da anni dal presidente del Consorzio, Cuman puntualizza: “Il problema è che esso si colloca a cavallo con la Provincia Autonoma di Trento, però non è giusto che quando c’è troppa acqua, essa ci venga mandata tranquillamente giù senza farsi problemi, mentre quando chiediamo di trattenerla per dosarla meglio, ci sia un atteggiamento ostativo. Non può però essere il Consorzio a trattare con Trento, dovrebbe essere la Regione Veneto, e in questo ho già fatto un appello al Presidente Zaia.”
“E’ da quarant’anni che non si costruiscono importanti opere idrauliche - conclude il presidente del Consorzio di Bonifica Brenta - e non è possibile assistere impotenti ad un sempre più frequente susseguirsi di piene e di siccità senza provvedere. Sarebbe utile che su temi come questi pure la Provincia di Vicenza desse il suo autorevole sostegno.”
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