Ultimora

Laura Vicenzi

Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Interviste

A tu per tu con Marco Missiroli

Marco Missiroli per "La parola agli autori"

Pubblicato il 20 giu 2010
Visto 4.057 volte

Pubblicità

Nel presente in cui viviamo, dove possiamo disporre di nuove tecnologie, di sterminate banche dati, dove è in corso una sfida all’immaginazione e alla nostra capacità di gestione, qual è secondo te il ruolo della narrazione?

Corre un vantaggio e un rischio: il vantaggio è quello della facilità della documentazione e della possibilità di scrivere cose che “non si conoscono” con più comodità, vista la facile reperibilità delle informazioni. Il rischio è nel vantaggio: la documentazione è spesso più superficiale e si scrive di qualcosa che non si conosce veramente. Non so più se è una bella o una brutta cosa.

Marco Missiroli foto di Mattia Farronato


La vita quotidiana spesso corre sui binari di un locale: ferma in stazioni banali, avanza anestetizzata dagli scossoni, obbedisce a fischi/squilli che imperano di ripartire. L’atto consapevole dello scrivere è il partire per un viaggio, un nastro trasportatore o una scalata per altre dimensioni?

Non so se è evasione, conoscenza, denuncia, perlustrazione o semplicemente autoanalisi narcisistica. Uno scrive spesso senza sapere il perché o senza conoscere se la fonte è il proprio egoismo o una funzione sociale. Bene così, si scrive per... i tre puntini di sospensione sono necessari per una non risposta costruttiva.

Al festival è in programma un dibattito sul tema del male: interessarsi del male, anche attraverso lo strumento di decifrazione della scrittura, può fare... bene?

Sicuramente sì. La conoscenza del male è umana perché il male è l’umano. Quindi non è altro che un viaggio nell’uomo. Che cos’è la letteratura se non un viaggio nell’umanità?

L’anno prossimo ci sarà un anniversario importante, i 150 anni dell'Unità d’Italia: come leggi e come scrivi il futuro del tuo Paese?

Se la classe dirigente è la sua opposizione rimangono tali non so quali saranno i punti di arrivo. Si sposta sempre la soglia, francamente non so rispondere e questa mancata risposta mi preoccupa moltissimo.

Qual è l’idea, o l’intenzione, da cui è nato il libro che hai presentato al Piccolo Festival?

La possibilità del riscatto e della redenzione in una vita che non la prevedeva.

Riscrivi tu la quarta di copertina del tuo libro, uscendo, se vuoi, dalla logica di un discorso promozionale

A tutti è data una seconda possibilità? Non credo. In questo libro c’è questa seconda possibilità, che potrebbe essere quella di tutti noi.


New

Notizie flash sul tuo smartphone

Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.

Più visti

1

Politica

13 apr 2026

Crisi a Rossano Veneto, Lorenzo Bisinella rompe il silenzio

Visto 13.565 volte

2

Attualità

10 apr 2026

La Processione del Venerdì Santo apre il dibattito

Visto 13.182 volte

4

Geopolitica

12 apr 2026

Taiwan, la leader dell’opposizione incontra Xi Jinping

Visto 8.755 volte

5

Attualità

13 apr 2026

Di Rara Pianta: in 40.000 al Giardino Parolini

Visto 7.697 volte

6

Attualità

15 apr 2026

Adolescenti e democrazia: la fotografia del territorio

Visto 3.832 volte

7

Associazioni

10 apr 2026

Dieci anni, per Teatris

Visto 3.547 volte

8

Musica

12 apr 2026

Al Revolution, arriva il primo Ugly Party

Visto 3.461 volte

9

Musica

11 apr 2026

Note di Primavera

Visto 3.405 volte

10

Musica

09 apr 2026

Al Remondini, risuonano Voices Of Light

Visto 3.363 volte