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Shutter Island: da romanzo a film… e graphic novel!

Il best seller di Lehane non ha ispirato solo il film di Scorsese, ma anche un fantastico fumetto made in Italy

Pubblicato il 17 mar 2010
Visto 6.508 volte

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Dal recente libro di Dennis Lehane “Shutter Island” (edizioni Piemme), è stata tratta, oltre all'omonimo film di Scorsese in programmazione in questi giorni (e che ha registrato incassi da capogiro anche alla multisala Metropolis) una deliziosa graphic novel sceneggiata con maestria da Stefano Ascari e disegnata da Andrea Riccadonna e dal milanese Maurizio Rosenzweig. Pur essendo un arte che deve ancora essere pienamente valorizzata in ambito letterario-artistico, come il film e il libro, anche il fumetto merita attenzione, soprattutto per la grafica interessante, essenziale, interamente dominata da un tono grigio-verde che appesantisce l'aria e dona una vaga nota di malattia a tutte le scene. Inoltre il fumetto ha il gran merito di rifarsi, non tanto al film di Scorsese ma al romanzo di Lehane (già autore del capolavoro Mystic River, splendidamente drammatizzato da Clint Eastwood). E al romanzo è più vicino, sia nella storia che nella creazione dei personaggi, a partire dal protagonista: il detective Teddy Daniels infatti, sia nel libro che nel fumetto è molto più attempato e con un viso decisamente più segnato rispetto a quello dell'eterno enfant prodige di Di Caprio. Certo, Di Caprio, pur essendosi fatto conoscere con film di grande richiamo (vedi il caso Titanic) ha costruito una carriera solida, basata su una capacità attoriale notevole e su un solido amore per il cinema indipendente e di nicchia, oltre che socialmente impegnato (basti pensare a Blood Diamond). Ma di certo nel panorama hollywoodiano c'è chi, fisicamente, si sarebbe avvicinato decisamente di più alla descrizione data nel libro di Lehane, ad esempio Gregg Henry, che sembra la copia carbone dell'agente tratteggiato da Riccadonna e Rosenzweig nella graphic novel. La versione del detective Daniels circondato dalle famigerate nuvolette fa parlare di sé e c'è già chi, in ambito fumettistico, lo paragona a un rivisitato Martin Mystere (il "detective dell'impossibile" creato da Alfonso Castelli nel 1982). Il volume creato da Ascari, Riccadonna e Rosenzweig è particolarmente interessante per gli amanti del genere noir anche perché, dopo la graphic novel, è riportata la trascrizione dell'intervista di Luca Crovi a Dennis Lehane realizzata il 17 luglio 2005, nell'ambito della trasmissione "Tutti i colori del giallo" di Radio 2 (e che è riportata anche nel blog di Luca Crovi giallo.blog.rai.it/), nella quale sembra trasparire una sorta di scetticismo assoluto e intransigente dello scrittore americano nei confronti della realtà, tanto che apostrofa i suoi lettori con un intrigante monito: "Non credete a nulla! Non credete a nulla di ciò che vedete!", in una sorta di avvertimento sottile che si rivela una preziosa chiave di lettura con cui affrontare le sue opere.

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