Laura Vicenzi
bassanonet.it
Pubblicato il 30-11-2015 06:38
in Scrittori | Visto 1.575 volte
 

P.P.P.

Mercoledì 2 dicembre, il Ridotto Remondini ospita una serata dedicata all'opera e alla figura di Pier Paolo Pasolini

P.P.P.

Pier Paolo Pasolini con Totò

Mercoledì 2 dicembre, ospitato al Ridotto Remondini, ci sarà un incontro speciale con la figura e l’opera di Pier Paolo Pasolini, raccontate da Marco Cavalli.
Organizzata da un pool di associazioni che fanno capo al Color Cafè, la serata non propone una celebrazione di quelle poco gradite ai poeti, ma un’occasione per far rivivere, e far conoscere a un ampio pubblico, la loro opera culturale: la rivista “Amedit”, periodico a distribuzione nazionale, ha reso omaggio a Pier Paolo Pasolini nel quarantennale dalla morte (1975-2015) con uno speciale pubblicato nel trimestrale, nel numero di settembre amedit.wordpress.com/. L’inserto di 25 pagine raccoglie contributi di vari autori che illustrano la vita, l’opera e il pensiero di uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento. Nel corso dell’appuntamento, saranno distribuite gratuitamente le copie contenenti l’inserto. All’incontro, oltre a Cavalli, critico letterario, traduttore e consulente editoriale che collabora da anni con “Amedit”, interverranno Giuseppe Maggiore, presidente dell’associazione “Amedit – Amici del Mediterraneo”, fondatore e direttore della rivista, e Massimiliano Sardina, saggista, storico e critico d’arte, che fa parte della redazione. Cavalli, esperto conoscitore dell’opera di Pasolini, di cui fornirà un’ampia panoramica nel corso della serata, nel numero di settembre ha raccontato un viaggio compiuto nel 1983, da ragazzo, a Casarsa della Delizia, e l’esperienza dell’incontro con le sorelle Colussi, zie di Pier Paolo.
Scrive Maggiore in un suo articolo: «Le celebrazioni, specie quando hanno in oggetto il ricordo di un grande personaggio, esalano talvolta una cert’aria di mortifero feticismo. L’Italia dimentica presto i suoi figli, specie quando li ha assassinati. Certe celebrazioni servono poi solo a perpetuare il delitto, a fare l’apologia della vittima per scongiurare ogni sua eventuale rinascita sul piano delle idee. Ma certi uomini parlano più da morti che da vivi, perché non essendo vissuti in un tempo storicamente circoscritto, non sono mai morti definitivamente».
In novembre, è rinato grazie a un restauro magistrale anche Salò o le 120 giornate di Sodoma, un film senza tempo che, “vestita” la forma del celebre romanzo del Marchese de Sade, mette in mostra i meccanismi e la brutalità del potere.
L’appuntamento al Ridotto, che ha in programma anche intermezzi con letture e musica a cura del gruppo “Il Canzoniere letterario”, avrà inizio alle ore 20.45. L’ingresso è libero.