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B.Motion Danza, gran finale
Domenica 23 agosto a Bassano si conclude la prima parte, dedicata alla danza contemporanea, della rassegna. Con 5 performance incentrate su diverse poetiche coreografiche
Pubblicato il 22 ago 2015
Visto 2.774 volte
“Ultima chiamata”, domenica 23 agosto, per B.Motion Danza: la prima parte della rassegna di Operaestate festival dedicata ai linguaggi del contemporaneo, che da lunedì 24 agosto darà spazio al teatro.
La maratona danzata inizia alle 14.30 in Chiesetta dell’Angelo, con l’ultima replica di ArMare un Uomo di Dario Tortorelli, con i partecipanti del progetto Dance for Health - Parkinson, che commuove lo spettatore, per la veridicità e forza dei performer in scena.
"Rite of Spring - extended" con i danesi del Granhøj Dance
Si prosegue alle 16.00 (in replica anche alle ore 19.00) in Garage Nardini con la prima nazionale 30 Cecil Street di Dan Canham, spettacolo selezionato anche dal network Aerowaves per il 2015. Dan, coreografo e danzatore inglese, per anni ha lavorato con la compagnia DV8. Qui presenta una delicata e straziante elegia per un luogo perduto e per un pezzo di storia di una citta mutilata per sempre. Lo spettacolo infatti è dedicato ad uno storico teatro di Limerik in Irlanda, sito al n. 30 di Cecil Street - da cui il titolo della performance - che ha dovuto chiudere i battenti e ha lasciato i cittadini privi di uno spazio culturale prestigioso, all’interno del quale si sono esibiti alcuni dei più grandi artisti del XIX secolo. La performance si compone di frammenti di ricordi, di vita all’interno di una comunità, che oggi ha perso un punto di riferimento e non sa più dove ritrovarsi.
Alle 17.00 (in replica anche alle ore 19.30) sempre in Garage Nardini, va in scena il danz’autore Marco D’Agostin, ben noto al pubblico bassanese, con il suo nuovo lavoro “Everything is ok”. Lo spettacolo indaga lo sguardo del pubblico, sottoposto a un bombardamento d’immagini, ne vuole testare il limite di sazietà, il personale ma inevitabile tracollo, il momento in cui si rende certa la resa, in cui lo sguardo, appunto, si stancherà di guardare. E su questo fragile terreno di abbandono che si innesta la possibilità di un’apertura del paesaggio, di una lenta espansione dello sguardo, pronto forse ad accogliere quello che finora è stato invisibile.
Sempre alle 17.00 presso la loggetta del Municipio, Sarah Revoltella darà il via alla performance “Io combatto”. Il progetto, muove dalla riflessione che l’artista può capovolgere la funzione distruttiva delle armi distruggendole a sua volta. L’oggetto creato per distruggere si rivela alla fin fine un vuoto coccio rotto inutilizzabile, come sono i rottami delle case, dei villaggi, degli ambienti demoliti che generalmente sono gli unici superstiti dei bombardamenti. E il suo andare in mille pezzi, evoca simbolicamente la follia che ha come unico risultato effimero, la produzione di una strage fine a se stessa. Il lavoro parte quindi dalla realizzazione in ceramica di un certo numero di armi che vengono usate nelle guerre contemporanee (kalashnikov, bombe a mano, mitragliatrici, pistole, bombe, fucili, ecc..) che attraverso un “bombardamento simbolico”, durante il quale andranno distrutte, diventeranno loro stesse opere d’arte, un segno artistico e tangibile di pace.
Alle 18.00 poco distante, in Piazza Libertà, il pubblico potrà assistere all’ultima replica del giovan australiano James Batchelor e il suo Metasystem, performances urbana fisicamente impegantiva e ritmicamente ipnotica.
Alle 21.00 invece al Teatro Remondini, va in scena la prima nazionale dei danesi Granhøj Dance, con un “Rite of Spring - extended”, ispirato alla sagra della primavera. In questa versione riveduta e corretta dell’opera, il tema è quello dell’iniziazione maschile.
Con una intelligente costruzione musicale gli interpreti mettono in scena forti immagini evocative che suggeriscono il tema del passaggio dall’età dell’innocenza all’età adulta. Se nella trama originale la narrazione era quella di una giovane ragazza che compiva una danza rituale prima di sottoporsi al sacrificio, nella versione del coreografo danese Palle Granhøj, non ci sono ragazze sulla scena ma solo uomini... e una notevole quantità di testosterone. Il tema principale del pezzo è la transizione verso una presunta maturità del sesso forte, un rito di passaggio da ragazzo a uomo che è riccamente illustrato dai sette performer.
Durante l’intera performance, Granhøj sceglie un tono irriverente, componendo un mix di brutale ipermascolinità, ritmi monotoni e un’esplicita violenza visiva a tratti inquietante. Il pluripremiato Palle Granhøj dona nuova linfa a un classico senza tempo, dando vita a una performance di grande impatto: diversa, stimolante e allegoricamente provocatoria.
Informazioni: Biglietteria Operaestate Festival:
Via Vendramini 35 - Bassano Del Grappa tel. 0424 524214 - 0424 519811
www.operaestate.it
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