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MadeInNove, la nuova generazione apre la “XV Festa della Ceramica”
Il gruppo di giovani ceramisti in mostra sabato 8 e domenica 9 settembre
Pubblicato il 05 set 2012
Visto 4.228 volte
“Sono i giovani i nostri ambasciatori nel mondo e sono loro che hanno il compito di portare avanti il nome di questa terra” esordisce così Rossella Rossi, presidente dell’Associazione “Nove, Terra di ceramica” affiancata dall’Assessore Claudio Gheller, introducendo il programma della “XV Festa della ceramica” che animerà Nove per due weekend a partire da Sabato 8 settembre, e che si concluderà con i “portoni aperti” sabato 15 e domenica 16.
Nelle sue parole fa trapelare un sottile velo di tristezza, impercettibile per chi non è a conoscenza dei recenti fatti che hanno visto due grandi maestri della ceramica, Pompeo Pianezzola e Federico Bonaldi, passare a miglior vita solo poche settimane fa. Ma davanti a lei ci sono 5 giovani artisti, pronti a agganciarsi ad una tradizione secolare, alla loro terra e al ricordo di chi l’ha fatta grande.
MadeInNove, è un gruppo attualmente composto da Marco Bolzenhager, Andrea dal Prà, Marco Maria Polloniato, Paolo Polloniato e Carlo Stringa. Il nome esiste da tempo, precisamente dall’agosto 2002, e identifica un gruppo di amici da tempo accomunati dalla passione per l’arte. Un nome programmatico, che pone l’accento sulla provenienza e tutto quello che la storia del loro paese porta con sé. Niente campanilismi, ma conoscenza e rispetto del passato sono valori indispensabili per capire chi si è e dove si sta andando.
“Singolarmente abbiamo avviato i nostri percorsi fin dalla metà degli anni ’90 del secolo scorso, ma è stato nel passaggio al terzo millennio che le nostre strade si sono incrociate in maniera stabile.” Spiegano gli artisti di MadeInNove.
“Nel corso dei primi anni “zero” siamo stati protagonisti e promotori di iniziative culturali atte a dare spazio non solo a Noi, ma anche ad altri giovani e gruppi dediti all’arte, in tutte le sue forme. Anche se su binari distinti, siamo accomunati dalla sperimentazione avviata nel campo della ceramica. Riconosciamo infatti la tradizione novese, che ha dato il via ad un particolare connubio tra artigianato e piccola industria, ma fortunatamente anche a forme di ricerca artistica riconosciuta a livello internazionale. Mostre ed esposizioni, visite o lavoro in aziende, ma soprattutto il contatto con ceramisti d’esperienza sono il territorio umano con cui ci siamo confrontati. Qui siamo cresciuti e qui abbiamo sviluppato quella spinta che, nata come passione per l’arte, s’è affinata sui solchi già percorsi da altri, spesso uscendone con consapevolezza. Il nostro nome dichiara l’amore per la terra, perle sue genti, ma senza lasciarsi abbindolare da inutili localismi.” Continuano.
“Il nostro nome identifica certamente il nostro gruppo, ma è diventato un marchio, e può essere utilizzato da chiunque promuova e crei arte nel nostro territorio, lo scopo è di far intendere alla gente che ciò che è MadeInNove, sa di Nove. Il mio caso è particolare, vivo all’estero ma torno in Italia, nella mia Nove, per produrre i miei lavori. Voglio esportare la tradizione della mia terra, non solo ciò che creo personalmente.” Specifica Paolo Polloniato, artiere ceramista che sta cavalcando l’onda del successo anche fuori dall’Italia.
Sabato 8 settembre i ragazzi di MadeInNove apriranno con la loro esposizione la rassegna dedicata alla ceramica, all' interno dell’ ex Mulino Antonibon già Barettoni ora Bortoli, luogo suggestivo ed evocativo della tradizione, dove esporranno le loro opere, frutto di un lavoro individuale e di un percorso artistico personale, e di collaborazioni interne ed esterne con artisti e creativi professionisti. Ma non è finita qui.
Domenica 9 settembre dalle 8 del mattino fino alle 20, gli artisti costruiranno un “forno di carta” imbevuto di argilla, che permetterà la cottura di un’opera in loco, offrendo la possibilità ai visitatori di vedere all’interno della struttura l’evolversi del materiale esposto a temperature altissime, immerso nel fuoco. “E’ un omaggio ad Alberto Cavallini, grande sperimentatore di cotture, che aveva già usato questa tecnica ed altre nel 2006. Ci vuole una grande competenza tecnica per gestire un processo così articolato. Ma lo spettacolo che offre questa performance va solo a concretizzare ciò che sta attorno alla costruzione del forno. Infatti la convivialità, il vivere, mangiare, dormire, divertirsi e incontrarsi attorno ad esso è ciò che rende speciale questo evento.” Aggiunge Marco Maria Polloniato.
Durante la mostra sarà poi possibile assistere alla proiezione del video “Keramnemos, non sono solo parole”, documentario-chiacchierata che mette a confronto generazioni diverse di ceramisti con i loro “maestri”, in un’intervista poco formale.
Un lavoro che gli artisti di MadeInNove svolgono già da 10 anni (anche se non li vogliono festeggiare perché porta sfiga ndr.), e che getta le basi per una nuova, esaltante, storia della ceramica novese in chiave contemporanea, senza dimenticare chi quella storia l’ha iniziata.
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