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Contaminazioni

Capodanno a costo zero (Il fotoracconto)

Si chiama Capodanno in condivisione, quella appena conclusa era la decima edizione. L’idea è semplice: festeggiare con chi non avrebbe la possibilità di farlo, senza spendere un soldo.

Pubblicato il 02 gen 2014
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Tante foto e poche parole, basta guardare i social network per imparare i dieci punti fondamentali di un ultimo dell’anno che si rispetti:
1. Scelta del vestito - 2. Trucco e parrucco - 3. Pantagruelica cena - 4. Conto alla rovescia - 5. Champagne sciabolato - 6. Fuochi d’artificio - 7. Danze e strusci - 8. Afterhour - 9. Colazione all’alba - 10. Letto.
Con qualche foto e troppe parole, qui ne raccontiamo un altro, a budget zero.


CONCEPT - Si chiama Capodanno in condivisione, quella appena conclusa era la decima edizione. L’idea è semplice: festeggiare con chi non avrebbe la possibilità di farlo, senza spendere un soldo. Gli ospiti sono persone e famiglie segnalate dai servizi sociali, senzatetto, frequentatori delle mense dei poveri, alcolisti, tossici. Il cenone è preparato con alimenti regalati: gruppi di volontari li raccolgono fuori dai supermercati, chiedendo un piccolo contributo all’iniziativa. C’è chi dona una confezione di pasta, altri lasciano della verdura, o un panettone. Partecipano anche noti ristoratori della zona, e produttori di patatine fritte.

VOLONTARI - Le buone idee sono contagiose più degli sbadigli: in pochi giorni si aggiungono negozianti locali, due clown, l'Unionjack Acoustic Band e un dj. I volontari che presteranno servizio sono un centinaio, mai così tanti sinora. Addobbi, luci, vecchi amplificatori e giochi per i bambini, dimenticati da anni in soffitta, non sono mai stati così utili. In due giorni l’Istituto Graziani si veste a festa.

TUTTI UGUALI – “Siamo più di quattrocento!” Micol ed Enrico, coordinatori dell’evento, sono presenti e invisibili come solo certi volontari sanno essere. Funziona così: entri, lasci la giacca al guardaroba, in cambio ti viene lasciato il numero per ritirarla e un biglietto con il tuo nome scritto a pennarello. Lo metti al collo e da quel momento, volontario o meno, sei uno tra i tanti partecipanti. Nelle riunioni precedenti i gruppi di lavoro sono già stati organizzati in guardaroba, accoglienza, intrattenimento, bambini, cucina, tavoli e tombola. Ognuno sa già che fare e chi è il referente.

VAI AL FOTO-RACCONTO DELLA SERATA: photogallery.bassanonet.it/editoriali/15144.html


CREDITS

Testo: Roberto Pizzato

Foto: Nicola Zolin - www.facebook.com/ViaTerra.nz?ref=br_rs

Idea: Roberto Pizzato e Nicola Zolin


THANKS TO

Associazione IESS e Istituto Vescovile Antonio Graziani

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