Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 14-11-2011 20:15
in Attualità | Visto 2.708 volte

“Il brolo del Bonaguro torni ad essere brolo”

L'Associazione Italia Nostra prende posizione sul progetto di conversione in parco pubblico del brolo di Palazzo Bonaguro. “Le finalità sociali del progetto vanno armonizzate con la priorità di tutela dell'area”

“Il brolo del Bonaguro torni ad essere brolo”

Uno scorcio del brolo di Palazzo Bonaguro (foto Alessandro Tich)

“Il Brolo di Palazzo Bonaguro torni ad essere brolo!”
Con questa frase, la sezione di Bassano del Grappa dell'Associazione Italia Nostra prende posizione sul progetto di risistemazione dell'area verde prospiciente allo storico palazzo in Destra Brenta, che prevede la realizzazione di un parco pubblico attrezzato.
Con un comunicato diffuso alle redazioni, Italia Nostra Bassano richiama i principi delle Carte di Firenze e di Venezia sui giardini storici, definiti da due protocolli in questione “monumenti viventi” i cui restauri “vanno intrapresi solo dopo uno studio approfondito” e secondo un progetto “da sottoporre ad un esame e a una valutazione collegiale”.
“Nei prossimi giorni - afferma la nota dell'associazione - si deciderà il destino del brolo di Palazzo Bonaguro, unico ed ultimo esempio a Bassano dell’integrità morfologica di un pezzo di territorio che miracolosamente è arrivato intatto fino ai giorni nostri, la dimostrazione concreta della capacitò tecnica dell’uomo “illuminato” d’imprimere nel paesaggio naturale le forme elaborate del paesaggio agrario.
Il Consiglio Direttivo della Sezione di Italia Nostra di Bassano del Grappa ha a più riprese esaminato il progetto di risistemazione del brolo di Palazzo Bonaguro affidato dal Comune allo Studio Compostella.”
“Italia Nostra - prosegue l'intervento - non può dimenticare un confronto dialettico lungo decenni che la ha vista impegnata con le precedenti amministrazioni.
Scongiurato il pericolo del più volte ventilato parcheggio, pare stia maturando il recupero storico caratterizzato da soluzioni progettuali avulse dalle indagini storiche fin qui eseguite e quindi lontane dall'auspicabile intervento di ricomposizione paesaggistica.
Italia Nostra ricorda che se di un uso pubblico si deve parlare per ridare alla comunità fruizione di uno spazio verde accessibile a tutti, tali finalità sociali vanno armonizzate alla priorità della tutela.”
Sempre secondo l'associazione, “sono possibili notevoli risparmi di risorse economiche con decisioni di recupero filologico che tengano anche conto della unitarietà del complesso architettonico: Esedra a Nord, Palazzo Bonaguro, Giardino, Brolo, senza inserire a casaccio segni o materiali in totale contrasto con il bene architettonico e ambientale vincolato e che non hanno nulla a che fare con la città e il nostro territorio".
Ancora Italia Nostra, ricordando che “il tutto è sottoposto a vincolo della Soprintendenza, e considerato invariante dal PAT”, ritiene che “le scelte sulle recinzioni, sugli arredi, sulla illuminazione, sulle specie arboree, sugli accessi e su una facile fruizione vadano fatte in armonia con gli studi che di questa meravigliosa oasi di bellezza esistono, a cura degli esperti bassanesi e della ricchissima documentazione iconografica rintracciabile negli archivi cittadini.”
L'associazione cittadina “ritiene che ipotesi di giostrine per bambini vadano pensate per luoghi da riconquistare alla comunità civile come il Monte Crocetta e che ipotesi di orto etno/botanico debbano trovare la naturale valorizzazione nel Parco Parolini che ha in corso importanti interventi di valorizzazione.”
“Italia Nostra - conclude il comunicato - ribadisce la necessità di riferimenti culturali forti in un ambito così delicato e auspica la apertura di un tavolo di confronto fra cittadinanza e Amministrazione, completamente ignorato nella recente mostra alla Chiesa di San Giovanni “Progetti in Piazza”.
Si ritiene indispensabile che un simile intervento avvenga con l'adeguata trasparenza garantita dagli strumenti dell’Urban Center e della costituenda consulta del verde cittadino.”

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