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“Cimatti ha svenduto un patrimonio pubblico”

Il gruppo PdL contesta la transazione tra il Comune e la società ICCB per l'Area Pengo di Via Colombo. L'operazione è stata segnalata alla Corte dei Conti

Pubblicato il 09 nov 2010
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L'Amministrazione Cimatti porta a casa quasi 2 milioni e mezzo di euro che serviranno a dare una sostanziosa boccata di ossigeno al bilancio comunale.
E' la soluzione dell'annoso contenzioso che vedeva opposti il Comune di Bassano e la società ICCB (Iniziativa Centro Commerciale Bassano) srl, proprietaria dell'area del Centro Commerciale all'Ingrosso di Via Colombo, meglio conosciuta come “Area Pengo”.
Un'abile trattativa, conclusa per il bene della città? Nossignori: è anzi un grave danno per le casse comunali. Perché da quella operazione il Comune di Bassano doveva ricavare almeno 10 milioni di euro.

La conferenza stampa del gruppo PdL

E' la tesi sostenuta dal gruppo consiliare PdL, che ha convocato oggi la stampa per puntualizzare la propria posizione, fortemente critica, già espressa nell'ultimo consiglio comunale.
Tutta la vicenda - trascinatasi per 19 anni a colpi di atti notarili e di carte bollate - si è incentrata attorno al problema della quantità e del valore delle “opere di urbanizzazione” (parcheggi, aree a verde e strade) che la società immobiliare ICCB doveva cedere gratuitamente in proprietà al Comune.
“Il Comune e l'ICCB - ha affermato l'ex sindaco Gianpaolo Bizzotto - hanno siglato una convenzione dal notaio nel 1991, e una convenzione integrativa nel 1996, nelle quali si stabiliva che i privati proprietari dell'area commerciale, una volta conclusi e collaudati i lavori, dovevano ritornare al Comune 62.120 mq. di parcheggi e 33.100 mq. di verde, oltre alle strade come da progetto. Ma i privati, appellandosi a un cavillo della seconda convenzione, non hanno mai voluto raggiungere nessun tipo di accordo. Nel 2004 abbiamo quindi presentato ricorso al Tar, per difendere i diritti di convenzione del Comune.”
Il CTU - la commissione tecnica nominata dal Tar a seguito del ricorso - aveva quindi individuato le aree oggetto di cessione gratuita al Comune per un totale quantificato in 139.000 mq. “Per legge - ricorda il gruppo PdL - se non c'è la cessione le opere devono essere monetizzate per restare in proprietà al privato. Una delibera di giunta del 2005 aveva pertanto stabilito per l'Area Pengo un valore di 185 euro al metro quadro. Questo significa che, per i soli 62mila mq di parcheggi, l'alienazione ai privati avrebbe fruttato al Comune oltre 10 milioni di euro.”
“E invece - prosegue Bizzotto - l'Amministrazione attuale ha ritirato tutti i ricorsi e approvato un accordo transattivo coi privati, rinunciando ad ogni pretesa a fronte del pagamento immediato da parte di ICCB di 1milione e 500mila euro in contanti e di ulteriori 950mila euro a carico dei privati per i lavori di due parcheggi esterni all'area, per un centinaio di posti auto, a nord a servizio del cimitero e a sud per gli utenti del multisala Metropolis. Totale dell'operazione: 2 milioni e 450mila euro. Noi diciamo che quei parcheggi valgono molto di più.”
“Quello che è grave - ha aggiunto il consigliere Mauro Zen - è che l'Amministrazione presenta questa operazione come buona. L'accordo coi privati è iniziato a febbraio-marzo, ma è stato sempre tenuto nascosto ed è stato reso noto a una settimana dalla sentenza del Tar, che era fissata per il 14 ottobre. Noi abbiamo ricevuto il materiale, contenente persino la progettazione esecutiva, soltanto il giovedì precedente il consiglio comunale. Con questo atto transattivo Cimatti ha svenduto ai privati un patrimonio pubblico.”
“Contestiamo questo modus operandi e la mancanza di trasparenza che ci impedisce di svolgere la nostra azione amministrativa di controllo - ha rimarcato il capogruppo PdL Stefano Monegato -. E' scorretto impedirci di prendere visione dei progetti nel tempo dovuto. L'Amministrazione Cimatti ha avuto paura di vincere il ricorso al Tar, e ha preferito ottenere “poco e subito” per evitare il rischio di un ulteriore ricorso dei privati al Consiglio di Stato. Ma il Comune poteva portare a casa molti più soldi.”
Il gruppo consiliare PdL ne è fermamente convinto, e sulla vicenda ha trasmesso una segnalazione per “danno alle casse comunali” alla Corte dei Conti.

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