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Fuga di Pfas
Pfas a San Michele. Interviene Europa Verde, col candidato sindaco Paolo Retinò: “La questione va gestita con la formazione, l’informazione, la partecipazione e la trasparenza. Non per fare allarmismi ma per trovare soluzioni”
Pubblicato il 29 mar 2024
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Oggi, egregi lettori, vi parlo nuovamente di Pfas.
Sono le sostanze perfluoroalchiliche, resistenti al calore e alla decomposizione chimica, entrate solo di recente nell’uso comune del vocabolario quotidiano bassanese.
Anche se ci conviviamo assieme senza neppure accorgercene.
Uno scorcio di via Pascolara a San Michele (foto Alessandro Tich)
Diciamo subito che per le loro proprietà impermeabilizzanti i Pfas sono utilizzati da anni e massicciamente nell’industria.
Ci sono dappertutto: ad esempio nei vestiti impermeabili che indossiamo e, ahinoi, anche in cucina. Contengono perfluoroalchilici - solo per citare alcuni prodotti - le pentole e le padelle in teflon, la carta da forno, la carta oleata, i cartoni per la pizza.
Non sono esenti dalla Pfas-dipendenza anche i miei amatissimi pop corn, nella fattispecie quelli da fare nel microonde, la cui confezione è permeata di tali sostanze.
Finché non ingeriamo settimanalmente con gli alimenti più di 4,4 nanogrammi di Pfas per chilogrammo di peso corporeo, secondo quanto indicato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, l’assunzione dei perfluoroalchilici nel nostro organismo è “tollerabile”.
Il vero problema sorge quando i Pfas contaminano l’acqua delle falde che va poi negli acquedotti e quindi nei rubinetti delle case.
È quello che è successo nella “zona rossa” e in quella “arancione”, tra le Province di Vicenza, Verona e Padova, travolte dall’inquinamento dei perfluoroalchilici sversati dall’industria chimica Miteni di Trissino, provocando un’emergenza ambientale, per il territorio, e sanitaria, per la popolazione, di dimensioni epocali.
Come è noto, anche a Bassano del Grappa c’è stata una fuga di Pfas.
Ha interessato e sta ancora interessando la frazione di San Michele, nell’area dell’ex discarica Pascolara e nella zona circostante, come rilevato dall’Arpav e come soprattutto segnalato dall’Associazione Acqua Bene Comune Vicenza.
Non si tratta di un’emergenza dal momento che a San Michele i perfluoroalchilici non hanno raggiunto la falda acquifera, la situazione permane monitorata dalle autorità competenti e gli stessi enti hanno attivato la procedura per risalire al responsabile dell’inquinamento.
Tuttavia, pur non essendoci allarme, bisogna puntare ben dritte le antenne sulla necessità di mantenere la questione altamente sotto controllo.
È il messaggio che viene lanciato da Europa Verde assieme a Paolo Retinò, candidato sindaco della coalizione che unisce Europa Verde e Bassano per tutti, in una conferenza stampa convocata nella sede elettorale delle due liste alleate in via Marinali in città.
Guest star dell’incontro con i media: la consigliera regionale dei Verdi Cristina Guarda.
Non c’è nulla del problema Pfas che lei non conosca: non solo per sensibilità politica ma soprattutto perché lei, imprenditrice agricola di Lonigo, nella “zona rossa” dell’Ovest Vicentino ci vive e pertanto conosce la triste vicenda per esperienza diretta, come migliaia di suoi concittadini.
“I Pfas hanno causato una situazione di estrema gravità nell’area berica, nella bassa veronese e nella bassa padovana dove c’è stata la più grande contaminazione da Pfas in Europa, pari al Lago di Garda - esordisce Cristina Guarda -. Poi ci sono delle contaminazioni diffuse. Gli inceneritori non sono in grado di smaltire le particelle di Pfas che sono molto climalteranti e resistono alle temperature sopra i 1400 gradi. Inceneritori, discariche, aeroporti: sono tutti luoghi di diffusione dei Pfas.”
“A Bassano il rilevamento dei Pfas è stato reso noto da Acqua Bene Comune Vicenza, tra le prime associazioni ad agire nel nome della trasparenza in campo ambientale - prosegue la consigliera regionale -. Se è vero che al momento il problema non interessa l’acqua di falda, è altrettanto vero che non bisogna tacere, non per fare allarmismi ma per trovare soluzioni. Tra queste, ed esistono già, vanno messe in atto delle tecniche per trattenere i Pfas dall’assorbimento delle piante, perché poi dalla pianta si arriva al piatto.”
“Cosa fare quindi? La Regione ha l’obbligo di finanziare la ricerca sulle strategie risolutive - prosegue Cristina Guarda -. Un’amministrazione comunale deve invece comunicare ai cittadini con trasparenza, ricavare con gli altri enti strategie di contenimento, educare i cittadini su come ridurre la propria esposizione.”
“Mi appello a tutte le forze politiche - conclude - affinché in consiglio comunale approvino la mozione delle Mamme No Pfas “Bandiamo i Pfas”. I grandi cambiamenti arrivano dai territori. Nessuno deve vivere quello che stiamo vivendo nella zona “rossa” e “arancio” dei Pfas.”
“A Bassano si parla sempre di salute e di sanità riferendosi all’Ospedale e alle case di riposo - rileva il candidato sindaco Paolo Retinò -. Oggi poniamo all’attenzione della città anche il tema Pfas perché dopo il doppio rilevamento a San Michele è comunque un dato politico relativo alla salute della cittadinanza che dobbiamo monitorare. Lo stare in salute non ha colore politico. La salute della cittadinanza è una priorità indipendentemente dalla croce che i cittadini metteranno sulla scheda l’8 e il 9 giugno.”
Retinò, se eletto sindaco, promuoverà pertanto un monitoraggio permanente delle acque secondo il principio della “citizen science” e cioè “con micro-monitoraggi effettuati dai cittadini che supportano l’amministrazione comunale”.
“Scommettere sulla salute è una cosa che non dobbiamo fare - aggiunge -. Organizzeremo un momento di formazione e, se eletti, faremo un’attività di formazione continua perché le persone devono essere consapevoli di che cosa sono i Pfas e ci sono delle piccole abitudini che possiamo cambiare senza stravolgere la nostra vita.”
“C’è stata poca trasparenza di questa amministrazione comunale e c’è stato un problema di sottovalutazione del rischio - rimarca il candidato sindaco -. Non facciamo allarmismi, però i Pfas sono una cosa seria. Anche su questo tema il Comune deve essere trasparente, un palazzo di vetro. Per tornare a una democrazia sostanziale, dove la gente non si astiene dal votare, bisogna essere trasparenti.”
Conclude Retinò: “Formazione, informazione, partecipazione e trasparenza. Sembrano le solite quattro parole, in realtà sono i quattro pilastri con i quali va affrontata la questione.”
“I nostri avversari politici dicono sempre che la tutela ambientale è un costo - osserva Daniele Cuccarollo, portavoce di Europa Verde Bassano -. Chi ha smaltito i Pfas a San Michele lo ha fatto a costo zero, ma la società pagherà per questo un costo salatissimo. Facciamo attenzione a non derubricare la tutela dell’ambiente, che poi è la nostra tutela, come un costo.”
Anche perché, come sottolinea la consigliera Guarda, i costi di “inazione” in tema ambientale, che costringe a intervenire quando emergono i problemi, sono ben superiori ai costi delle misure di prevenzione degli stessi.
Per la portavoce di Europa Verde Vicenza Gaia Bollini l’informazione sul tema è fondamentale per “conoscere meglio i rischi” e creare dei “cittadini molto più consapevoli” che possono cambiare abitudini “anche solo andando al supermercato per comprare certe cose”.
Io intanto continuerò a rifornirmi di pop corn per seguire la campagna elettorale bassanese, ma eviterò quelli per il microonde.
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