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Nonsissamai
L’elezione di Giacomo Possamai (centrosinistra) a nuovo sindaco di Vicenza e i suoi possibili riflessi sul voto comunale del 2024 a Bassano. Intanto Chiara Luisetto gli subentra in consiglio regionale
Pubblicato il 29 mag 2023
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Non si sa mai. Anzi: nonsissamai.
Quando lo scorso 16 maggio sono andato in consiglio regionale a Venezia per scrivere un articolo sulla degustazione dell’Asparago Bianco di Bassano Dop curata dai ristoratori di Confcommercio Bassano, era di martedì.
E non un martedì qualsiasi: i Comuni chiamati al voto per la tornata amministrativa di domenica 14 e lunedì 15 maggio - tra cui Marostica, Nove e Rossano Veneto - avevano appena eletto i loro nuovi sindaci mentre a Vicenza l’esito delle urne aveva decretato che si sarebbe andati al ballottaggio tra il candidato sindaco del centrosinistra Giacomo Possamai, che aveva ottenuto il 46,23% dei consensi, e il sindaco uscente e candidato del centrodestra Francesco Rucco con il 44,06% dei consensi.
Il nuovo sindaco di Vicenza e ormai ex consigliere regionale Giacomo Possamai (foto Alessandro Tich)
Neanche a farlo apposta, una delle prime persone che ho incrociato al piano terra di Palazzo Ferro Fini è stato proprio Giacomo Possamai, eletto nel 2020 a Venezia come consigliere regionale del Partito Democratico (con oltre 11.000 preferenze) e capogruppo in Regione del PD medesimo. Era momentaneamente uscito dall’aula consiliare e io, qualificandomi, ne ho approfittato per chiedergli se potevo fargli una foto “per il mio archivio da giornalista”.
Cosa che ovviamente Possamai ha accettato con piacere.
Non potevo dirgli la verità, per non fargli fare gli scongiuri a prescindere: e cioè che volevo scattargli quella foto perché se fosse stato eletto sindaco a Vicenza - cosa che io personalmente ritenevo alquanto probabile - ce l’avevo già pronta da pubblicare.
Ed eccola qua, pubblicata sopra. Anzi: ri-pubblicata, dal momento che l’avevo già inserita nella galleria fotografica dell’articolo relativo alla trasferta in consiglio regionale.
Giacomo Possamai, 33 anni, è infatti il nuovo sindaco di Vicenza.
I seggi del ballottaggio del 28 e 29 maggio si sono chiusi alle 15 (affluenza in città del 52,77% contro il 54,18% del primo turno) e lui ha vinto sul filo di lana con il 50,54% dei voti: appena l’1,08% in più del suo competitor Francesco Rucco che ha ottenuto il 49,46% delle preferenze. Esattamente 500, tondi tondi, i voti di differenza: 23.416 per Possamai e 22.016 per Rucco.
Da oggi il nuovo sindaco di Vicenza non è più consigliere regionale. Lascia Palazzo Ferro Fini per assumere la guida di Palazzo Trissino. Gli subentra in consiglio regionale la prima dei non eletti: l’ex sindaco di Nove Chiara Luisetto, sempre del PD, che nonostante le ben 9.051 preferenze ottenute, più dello stesso Nicola Finco della Lega, nel 2020 aveva perso il primo treno per Venezia, superata dalle 11.515 preferenze della “macchina da voti” Possamai.
Ma nella vita, per l’appunto, nonsissamai.
E nonsissamai anche a Bassano del Grappa, dove fra un anno esatto si vota per le comunali.
Dodici mesi sono niente per alcune cose e sono un’eternità per altre, ma di certo la coalizione bassanese di centrodestra deve guardare con attenzione a quello che è accaduto nel capoluogo berico e analizzarlo nei minimi dettagli per evitare di inciampare nel filo spinato dei parallelismi a rischio.
Il perdente, anche se per una manciata di voti, è stato il sindaco uscente, al suo primo mandato. Ogni riferimento a eventuali coincidenze con l’attuale sindaco di Bassano Elena Pavan è puramente casuale. Ed era sostenuto da una coalizione che oltre ad un paio di altri simboli ha visto correre insieme i tre stessi partiti che stanno scaldando congiuntamente i motori per la santa alleanza da confermare al voto di Bassano: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.
Tutti i Comuni di una certa importanza - come Vicenza e Bassano del Grappa - hanno una diversa storia amministrativa, questioni e problemi territoriali non paragonabili e in politica non vale in alcun modo la logica del copia-e-incolla. Ciò che influisce sulle tendenze del voto da una parte non è applicabile per proprietà transitiva da un’altra.
Le stesse ragioni della vittoria di Possamai, o se preferite della sconfitta di Rucco, sono un mix di consenso per lo sfidante e di bocciatura per il detentore del titolo, che non succederà a sé stesso, che non è trasferibile altrove.
Tuttavia, dal punto di vista prettamente politico, Vicenza lancia a Bassano un messaggio importante: nel Veneto di Zaia e nell’Italia della Meloni, battere il centrodestra è possibile.
È successo anche a Padova ed è successo anche a Verona, ma l’anno scorso. Vicenza arriva adesso, ad un anno dal voto di Bassano e nell’ultimo miglio del quinquennio dell’amministrazione Pavan.
Ma come battere il centrodestra, anche a Bassano del Grappa?
Non c’è via d’uscita: con un candidato sindaco vincente. Più che col programma, più che coi simboli, più che con alleanze di questo o di quell’altro tipo.
In altre parole, al centrosinistra bassanese servirebbe un altro Giacomo Possamai.
E cioè un candidato sindaco ancora giovane ma già esperto, con le idee possibilmente chiare, credibile e spendibile come immagine, bene inserito nel suo partito ma autonomo dai suoi leader, soprattutto bene inserito nella sua città.
Si voterà nel maggio del 2024. Il Partito Democratico e le civiche di centrosinistra di Bassano del Grappa potrebbero fare ancora in tempo a sperare di trovare un candidato del genere tra le sorprese dell’Uovo di Pasqua.
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