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L’industriale e il contadino
Variante produttiva a San Lazzaro 2: sulle dichiarazioni a mezzo stampa del presidente degli industriali Bordignon, riprese dal consigliere Pietrosante, interviene un nostro lettore, “cittadino libero e contadino”. “Non alzeremo bandiera bianca”
Pubblicato il 29 nov 2022
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Variante produttiva a San Lazzaro 2 (eccola qui la seconda puntata, richiamata nell’articolo precedente).
Abbiamo ricevuto oggi in redazione un intervento scritto dal nostro lettore Claudio Bizzotto.
L’estensore del testo si definisce, in conclusione di lettera, “cittadino libero, contadino, amante della Terra”. “Buongiorno Signor Alessandro Tich - scrive ancora il nostro lettore nel testo di accompagnamento della sua mail -, sono Claudio Bizzotto, all'anagrafe sono un imprenditore agricolo, quelli di serie di serie b, o c... probabilmente fuori serie. Io preferisco semplicemente contadino amante della Terra, con la quale convivo, dialogo e cerco di collaborare tutti i giorni.”
Uno scorcio dell'area agricola di San Lazzaro (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)
E in quanto “contadino amante della Terra”, Bizzotto interviene sulla dibattuta questione - rinfocolatasi in queste ore dopo l’ormai noto comunicato stampa del consigliere comunale di maggioranza Gianluca Pietrosante - della richiesta di trasformazione dell’area agricola di San Lazzaro, zona Riva Bianca, in area per insediamenti produttivi.
“Ho letto sul giornale di Vicenza l'intervento del presidente degli industriali bassanesi, signor Alessandro Bordignon, nonché la replica in copia conforme del signor Gianluca Pietrosante. Le chiedo la cortesia di voler ospitare le mie umili riflessioni da cittadino libero.”
Ci mancherebbe. Dare spazio ai contributi di riflessione dei nostri lettori è sempre cosa buona e giusta, a patto che gli stessi esprimano contenuti degni di pubblicazione.
Contenuti che, in questo caso, sono pienamente consoni ai requisiti richiesti.
Nell’occasione faccio anche uno strappo alla regola. Il nostro lettore interviene infatti e in particolare sulle dichiarazioni del presidente degli industriali Bordignon rese al Giornale di Vicenza e non a Bassanonet. Si tratta quindi di affermazioni rilasciate “in casa d’altri”, con le quali pertanto noi non c’entriamo e delle quali non saremmo tenuti ad occuparci.
Tuttavia sono le stesse dichiarazioni da cui ha preso spunto il comunicato stampa di Pietrosante, che azzera quindi i conflitti di competenza tra gli ambiti mediatici.
L’imprenditore agricolo “probabilmente fuori serie” replica dunque al presidente Bordignon, e per proprietà transitiva al consigliere Pietrosante, e non le manda certamente a dire, come dal testo che segue:
FATE LARGO ALL'INDUSTRIA!
Il presidente del raggruppamento Bassano di Confindustria Vicenza, Alessandro Bordignon, in un recente articolo sul Giornale di Vicenza, scrive di essere sorpreso da una cieca ed infondata opposizione ai progetti industriali di San Lazzaro, proprio a Bassano. Come dire che a Bassano l'industria avrebbe diritto di fare quello che gli pare e liquida così, come ciechi ed infondati, i motivi che animano la presa di responsabilità di molti cittadini. A fronte di oltre 3000 sottoscrizioni di persone che hanno manifestato la loro visione di rispetto verso l'ambiente afferma che gli amministratori dovrebbero fare le loro valutazioni sulla base dei progetti industriali - privati - e non sulla base del bene comune, delle famiglie che qui vivono ed hanno scelto questo luogo pensando di stare in pace, del patrimonio rappresentato da un territorio millenario. Continua scrivendo che è un peccato che i soliti gruppi del NO A TUTTO continuino ad imperversare e ad ostacolare con slogan che nulla hanno a che fare con la realtà. Ma questi progetti cos’hanno a che fare con la realtà? Qual è la realtà di questo Luogo che si vorrebbe seppellire col cemento?
Non sono forse questi progetti che dicono no alla fertilità di 300.000 metri quadrati di suolo, no alla permeabilità delle acque, no all'assorbimento di CO2, no alla restituzione dell'ossigeno, no alla pace di un paesaggio speciale per storia, ingegno e biodiversità, no al benessere di tutta la gente che qui abita o viene semplicemente a passeggiare?
Tanti, tantissimi “no” in nome dell'interesse privato di quattro soggetti industriali che per il proprio tornaconto esigono di privare di tutti questi valori l'intera popolazione e altresì cancellarli per le generazioni future.
Il signor Bordignon dichiara che in questi progetti si minimizza la mobilità, quando è evidente che sarebbe inevitabile un incremento enorme di traffico, soprattutto pesante, in una zona già fragilissima in ambito viabilistico. Aumenterebbero esponenzialmente emissioni nocive, frastuono, congestione viaria e sociale, decadimento della qualità della vita per chi abita questo territorio e per coloro che lo attraversano: un ennesimo “no” al benessere e all'interesse di tutti i cittadini.
E continua: questi capannoni sono all'avanguardia anche a confronto con i più alti standard del Nord Europa. Pareti “carbon neutral”, riforestazione, parchi fotovoltaici, rivestimenti e vernici “fotocatalitiche”, e via con gli effetti speciali!...Uau!
Sembra un film di fantascienza, ma la fantascienza sta, appunto, fuori dalla realtà.
La realtà è che non esistono prodotti che possano minimamente compensare i servizi ecosistemici forniti da un suolo naturale.
Vogliamo confrontare l'immagine attuale del territorio con questi fantasmagorici mausolei del futuro prossimo? Come qualificherebbe l’ambiente l’edificazione di tale progetto atroce?
L'unica qualifica che ne può uscire è un punto fermo: realizzando questi progetti la terra viene sepolta, si ferma lì a quello stato. Un “no” totale, senza ritorno possibile a qualsiasi altro tipo di sviluppo agricolo, turistico, culturale, ricreativo, sociale.
Il signor Alessandro Bordignon riesce ad immaginarsi solo quattro capannoni per un luogo così?
Ebbene, molti cittadini Bassanesi che portano la loro cieca ed infondata opposizione riescono ad immaginare altro: questo territorio con il suo paesaggio deve servire a molto altro e a tutti i cittadini che ce l'hanno a cuore e lo stanno dimostrando da mesi.
I progettisti, nella loro infinita benevolenza, hanno presentato nella prima conferenza di servizi delle iniziative compensative: offrono al quartiere la creazione di una comunità energetica, ai cittadini l'optional del passeggio nei sabato e domenica e, udite udite, un mercatino del biologico negli spazi dell'insediamento.
Tutto ciò è veramente uno straordinario esempio di dissonanza cognitiva: prima mi distruggi 30 ettari di campagna agricola e poi mi vieni a offrire il mercatino bio... Ma chi è fuori dalla realtà?
Viste le riserve che sono state espresse da alcuni degli Enti interpellati nella prima conferenza di servizi siamo curiosi di scoprire quali straordinarie migliorie emergeranno dai cilindri dei progettisti oltre alle solite altisonanti promesse di lavoro, rilanciate ad libitum dal signor Pietrosante.
Il signor Alessandro Bordignon afferma che questi sono progetti e proposte di persone stimate e rispettabili. Lo siamo tutti fino a prova contraria, o vuole dirci che tutti coloro che non approvano le sue visioni non lo sono? Mi chiedo perché si esprima dipingendo queste imprese come fossero dirette da persone illuminate superiori, alle quali tutti i cittadini dovrebbero inchinarsi e alle quali dovrebbe affidarsi la pubblica amministrazione senza se e senza ma.
Molti Bassanesi chiedono da oltre sei mesi un confronto sensato che non è mai stato concesso, anzi ostacolato. Sono altri imprenditori ed imprenditrici, dipendenti, anziani, giovani: donne e uomini che hanno tutto il diritto di conoscere e discutere queste proposte.
La razionalità, l'ideologia, la pancia, il pregiudizio, lo schieramento politico, la Russia, la Brexit, il grave abbaglio del plastic free scientificamente provato e ancora la litania di quelli che no a tutto… manca solo l'invasione di cavallette.
Si rivolge a Bassano, comunità di “gente per bene”: ma che razza di discorsi sottende un simile tono? Forse vuol fare passare l'idea che chi vuol vederci chiaro è un teppista?
La legge regionale che dovrebbe difendere ulteriori lottizzazione lungo la Superstrada Pedemontana - come va paventando la “Bassano male” - è viziata da una deroga secondo la quale si potrebbe, per la Regione Veneto, far passare questi ed altri progetti come magicamente esenti dal consumo di suolo.
Bordignon inneggia allo sviluppo sostenibile, a quale sviluppo sostenibile potrebbe esserci senza le imprese.
Ma dove pensa si possano piantare le radici future, sul cemento? Sui tetti verdi? Magari abbeverandole con le vernici fotocatalitiche?
La persone che si mobilitano senza stipendio, offrendo gratis il proprio tempo, svincolati da qualsiasi schieramento politico, animati da un alto senso civico e di responsabilità verso il bene comune non sono quelli del NO A TUTTO.
Bene comune vuol dire coltivare una visione lungimirante, preoccuparsi della comunità di tutti i cittadini; vuol dire anteporre l’interesse a lungo termine di tutti all’immediato profitto di pochi; vuol dire anteporre l’eredità che dobbiamo consegnare alle generazioni future all’istinto di divorare tutto e subito.
Queste persone affermano una valanga di SÍ!
Sì alla terra, all'acqua, all'aria sana, ad un paesaggio da mozzare il fiato, a tutti gli esseri che ce l’hanno consegnato, al benessere di tutte le persone, presenti e future.
Per il bene di tutti, proclamato dalla nostra Costituzione ed iscritto a chiare lettere nello statuto del nostro Comune, insieme a tutte queste persone, chiedo all'amministrazione - che decide il destino del territorio di Bassano del Grappa - di sancire un unico perentorio “no” allo sterminio di 30 ettari e alla Regione Veneto di abrogare l'iniqua deroga al consumo di suolo.
Desidero ricordare che, in ogni caso, chi sancisce la legittimità o meno a consumare suolo e declassare l'ambiente è la Costituzione con i suoi articoli 9, 40 e 42 che sono insuperabili da qualsiasi emanazione regionale che li può solo migliorare.
L'interesse supremo, il bene comune, corrisponde pienamente agli interessi delle future generazioni. Abitare significa riconoscere una comunità di vita che comprende non solo gli umani ma tutto quello che concorre alla vitalità e alla complessità dell'esistenza: alberi, insetti, animali, acqua, aria, suolo. Questi valori nessun progetto industriale potrà mai migliorare ma solo sottrarre.
Si metta il cuore in pace signor Alessandro Bordignon: non alzeremo la bandiera bianca!
Claudio Bizzotto, cittadino libero, contadino, amante della Terra
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