Ultimora
Attualità
15 lug 2026
Santissima Trinità, il Tar sospende la delibera del Consiglio: si riapre il caso politico
16 Jul 2026 13:01
Strage di Castel D'Azzano: 'Piffari era preoccupato', indaga la Procura
16 Jul 2026 12:40
Mario Pozza finisce il suo mandato alla Cciaa Treviso Belluno
16 Jul 2026 11:19
Bimbi morti nel crollo della ghiacciaia, imputazione coatta per gestore
16 Jul 2026 11:20
Carne scaduta e frutta mal conservata, sequestro della Gdf di Rovigo
16 Jul 2026 10:24
Operaio muore schiacciato da un rullo nel Trevigiano
15 Jul 2026 17:26
Adriatic Lng ha coperto il 14% della domanda di gas in 6 mesi
16 Jul 2026 13:33
Operaio muore folgorato mentre lavora ad impianto per la fibra
16 Jul 2026 13:33
Il Centrodestra avvia la raccolta di firme per la grazia a Roggero
16 Jul 2026 12:59
L'unisex
16 Jul 2026 12:40
Gillian Anderson star da horror fra amore queer e identità
Scoramentum
Il flop annunciato dei cinque referendum sulla giustizia. In Veneto l’affluenza ai seggi referendari, tra le più alte d’Italia, si è attestata appena sopra il 26%
Pubblicato il 13 giu 2022
Visto 8.096 volte
Che scoramentum. Che svilimentum. Altro che quorum.
Il flop (ampiamente annunciato) dei cinque referendum sulla giustizia promossi da Lega e Radicali, che in quanto referendum abrogativi di norme vigenti avrebbero dovuto richiamare il 50% più uno degli aventi diritto al voto per essere validi, è tutto racchiuso negli inesorabili dati dell’affluenza alle urne.
Mentre scrivo il Ministero dell’Interno non ha ancora diffuso il dato definitivo ma dopo le 23 di ieri, ora di chiusura dei seggi, la prima attestazione dell’affluenza nazionale (oltre 2000 Comuni su 7903) era di poco superiore al 15%. Il dato complessivo definitivo non si discosterà più di tanto e raggiungerà circa il 21%, ma non saranno qualche virgola e qualche punto percentuale in più a fare la differenza.
Foto Alessandro Tich
Più circostanziati i dati relativi alle Regioni. In Veneto alle 23 (dato definitivo, 563 Comuni su 563) aveva votato mediamente per i cinque quesiti poco più del 26% degli elettori.
Una diserzione assoluta: e pensare che quello del Veneto è il secondo dato percentuale di affluenza più alto d’Italia, dietro solo alla Liguria con il 28%.
Nella fattispecie, in Veneto ha votato il 26,86% degli elettori per il primo quesito (incandidabilità), il 26,84% per il secondo (limitazione misure cautelari), il 26,86% per il terzo (separazione funzioni dei magistrati), il 26,84% per il quarto (membri laici dei consigli giudiziali) e il 26,84% per il quinto (elezioni componenti togati CSM).
Potrei tediarvi con ulteriori e più dettagliati dati, ma penso che quanto scritto sopra sia necessario e sufficiente a prendere atto dell’inappellabile fiasco di uno strumento costituzionale così importante per la democrazia, eppure così abusato e così svilito nel rivolgersi alla pazienza e all’attenzione dei cittadini.
Come mai, dunque, i seggi referendari si sono trasformati in desolati deserti, senza oasi e senza carovane? Perché si è verificato un simile vuoto a perdere, in una splendida giornata di sole che non impediva comunque di andare a votare prima o dopo essere fuggiti al mare o in montagna?
Lascio agli analisti del giornalismo mainstream - lo stesso che sui referendum ha esercitato nell’ultimo mese un deliberato silenzio - il compito di approfondire le ragioni di un simile fallimentum.
Mi limiterò a constatare che i cinque referendum 2022 hanno fornito la prova scientifica dell’abissale distacco tra i temi proposti al giudizio della popolazione e la popolazione stessa. Non da oggi, la giustizia è un argomento lontano e avulso dalla quotidianità del cittadino medio, che non la avverte come un valore prioritario - ad eccezione del momento in cui, suo malgrado, il cittadino stesso deve mettere piede in un’aula giudiziaria - come può essere ad esempio, e lo sappiamo bene noi di questo territorio, la sanità.
La giustizia - fatto salvo l’esempio di alcuni grandi magistrati - è un’Isola dei Fumosi popolata da toghe. Non ci tange, come è accaduto nelle manifestazioni per il salvataggio del Tribunale di Bassano che oltre ai politici vedevano scendere in piazza, o per meglio dire sul Ponte, solamente gli avvocati.
Per riformarne alcuni aspetti sono stati proposti cinque quesiti abrogativi estremamente tecnici, sulla falsariga di tutti i precedenti referendum che in Italia hanno fatto dei tecnicismi legislativi un potente artifizio linguistico per confondere l’elettore che apre la scheda.
Eppure si chiedeva di abrogare alcune devianze dei meccanismi e delle dinamiche interne del potere giudiziario - che è uno dei tre poteri dello Stato, assieme al potere legislativo e al potere esecutivo - che lo fanno percepire più come “potere” che come “giudiziario”.
La separazione delle funzioni e delle carriere dei magistrati (quelle che consentono a un pubblico ministero, che ha trascorso la vita ad accusare, di fare il giudice e viceversa) e il sistema di elezione dei componenti togati nel Consiglio Superiore della Magistratura, talmente succube delle “correnti” da prendere il torcicollo: sono due delle cinque questioni che si chiedeva di abrogare, particolarmente significative dell’andazzo con cui il potere giudiziario sta utilizzando la propria autonomia.
Ma si tratta, come ho scritto prima, di meccanismi e di dinamiche “interne”. E in quanto tali distaccate dalla nostra esistenza su questa Terra. Movimenti nell’ombra, in particolare per l’elezione dei membri togati nel potentissimo CSM, che sono lontani anni luce dalle problematiche reali e dalla percezione del quotidiano dei cittadini-elettori.
Se si aggiunge il tappo con cui i media nazionali hanno turato la bottiglia dell’informazione referendaria, si arriva all’inconfutabile esito del flop annunciato.
Lo chiamano ancora referendum popolare, ma più impopolare di così non si può.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 20.863 volte
Attualità
10 lug 2026
Pfas nel Bassanese, Retinò: «Valori sotto i limiti non significano che il problema non esista»
Visto 20.670 volte
Geopolitica
09 lug 2026
La Serbia a un bivio: proteste, possibili dimissioni e nuove elezioni
Visto 20.316 volte
Politica
10 lug 2026
Tutti per il Tribunale: sindaci, categorie e cittadini fanno muro in via Marinali
Visto 19.678 volte
Politica
09 lug 2026
Tribunale della Pedemontana, Rosà e Cartigliano attaccano i contrari alla riapertura
Visto 19.473 volte
Politica
11 lug 2026
È guerra sul Tribunale: il Comitato chiede un faccia a faccia pubblico
Visto 18.064 volte
Attualità
11 lug 2026
San Lazzaro, tornano i fantasmi del passato: l'ombra di trattative riservate sulle aree agricole
Visto 17.195 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 12.990 volte
Geopolitica
13 lug 2026
Il riarmo della Germania e la sfida dell'autonomia strategica europea
Visto 11.891 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 29.634 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 21.978 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.598 volte
Attualità
17 giu 2026
A Bassano l'ultimo viaggio nello sguardo di Sebastião Salgado
Visto 21.092 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 21.025 volte
Attualità
18 giu 2026
La grande estate di Bassano: sei notti mondiali nel polmone verde della città
Visto 20.865 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 20.863 volte
Attualità
20 giu 2026
La Ciclopista del Canale Medoaco slitta al 2027: nuovo progetto da 1,2 milioni di euro
Visto 20.820 volte
Attualità
22 giu 2026
Bassano sotto le stelle, cinque mercoledì di eventi per riaccendere il centro storico
Visto 20.691 volte