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Dai Pennarelli alle Penne

Il governatore Luca Zaia sui giovani scoperti e denunciati per gli imbrattamenti sul Ponte: “Gesto scriteriato, a quei ragazzi farebbe bene un po' di volontariato con gli Alpini”

Pubblicato il 08-06-2021
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Qui Agenzia Veneto Notizie, a voi la linea. Ormai da diversi anni il governatore del Veneto Luca Zaia - a cui va riconosciuta una grande capacità di comunicatore - ha trovato un ingegnoso sistema per finire regolarmente sui media anche quando la notizia non riguarda la Regione Veneto o la sua attività di lider maximo della giunta regionale.
Il suo attivissimo ufficio stampa gli segnala la “notizia del giorno” - che può essere di cronaca, di attualità, di sport o quant'altro - tra gli avvenimenti di rilievo che accadono nel Veneto o che riguardano protagonisti veneti in Italia o nel mondo. Che so: una medaglia di Federica Pellegrini ai Mondiali o alle Olimpiadi, il ciclista veronese Elia Viviani che sarà portabandiera dell'Italia a Tokyo, una maxi-operazione dei Carabinieri di un Comando veneto contro la criminalità, un premio o un riconoscimento vinto da qualche veneto illustre, e chi più ne ha più ne metta. E...zac! A tutte le redazioni arriva puntuale il commento di Zaia sulla notizia in questione, di cui il presidente del Veneto sfrutta abilmente la scia mediatica, per la gioia suprema del giornalismo copia-e-incolla.
Anch'io oggi - in via del tutto eccezionale - copio-e-incollo la dichiarazione di Luca Zaia pervenuta, tramite l'ufficio stampa della giunta regionale, nel pomeriggio in redazione.

Foto Alessandro Tich

Ma lo faccio perché le parole del governatore riguardano la “notizia del giorno bassanese” di cui ho riferito nel precedente articolo Penna capitale. Vale a dire l'individuazione e la denuncia dei due giovani autori, peraltro trevigiani come il nostro president, degli imbrattamenti sul Ponte di Bassano compiuti nella tarda serata di sabato scorso, a gloriosa conclusione di una scampagnata urbana nella movida bassanese del weekend assieme ad altri loro quattro amici. Nella nota stampa il presidente della Regione riferisce che “i presunti autori sono sei giovanissimi”. Sbagliato: i presunti autori sono due, gli altri quattro hanno assistito alla loro bravata. Ma poco importa: Zaia, notoriamente, dice e può dire alla stampa ciò che vuole, senza che alcun lo contraddica.
Nello stigmatizzare “il gesto vandalico reso noto oggi dal sindaco di Bassano del Grappa” (di cui non viene fatto il nome), il governatore prende la palla al balzo per auspicare che gli autori dei graffiti sul Monumento Nazionale facciano “un po' di sano volontariato”, naturalmente con gli Alpini. Insomma: dai pennarelli alle penne (nere).
Dal punto di vista della retorica e dei luoghi comuni collegati al nostro Ponte, un messaggio praticamente perfetto.

COMUNICATO

Ponte di Bassano. Zaia, “Gesto scriteriato che suscita sdegno e riprovazione. A quei ragazzi farebbe bene un po' di volontariato con gli Alpini”

“Imbrattare il Ponte di Bassano è un’offesa a tutto il Veneto che in esso ha uno dei suoi più importanti simboli storici. Esprimo sdegno e riprovazione per il gesto. I presunti autori sono sei giovanissimi; spero, quindi, che abbiano tutto il tempo di crescere e capire cosa rappresenta il ponte palladiano per la comunità bassanese e per la nostra regione”.

Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, stigmatizza il gesto vandalico reso noto oggi dal sindaco di Bassano del Grappa ma avvenuto la scorsa settimana, proprio a pochi giorni dalla riapertura del passaggio monumentale sul Brenta.

“Condivido la rabbia e lo sgomento dei cittadini bassanesi e dell’Associazione Alpini - aggiunge il Governatore - nonché la soddisfazione per il fatto che i writer siano stati identificati, grazie all’ottimo lavoro degli investigatori e della polizia locale. Il monumento, luogo di grande memoria per la nostra gente, è conosciuto nel mondo come il Ponte degli Alpini. La Giustizia farà il corso che il caso richiede ma sono certo, se le responsabilità verranno confermate, che ai protagonisti della grave ragazzata non farebbe male partecipare ad un po’ di sano volontariato proprio a fianco delle Penne nere. Acquisirebbero quella coscienza e quei valori che, con un atto così scriteriato, hanno dimostrato di non conoscere”.

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