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Manuela Lanzarin, di Rosà dove è stata per dieci anni sindaco, politico e amministratore di lungo corso, già parlamentare leghista eccetera eccetera, la donna che dallo scorso febbraio mangia pane e Covid tutti i giorni, corre per la riconferma. Assessore regionale uscente alla Sanità e al Sociale, è candidata alle elezioni regionali nella lista Lega Salvini Premier.
Per la competizione in corso si presenta in veste prevalentemente social.
E #Manuèlamiascelta è l'hasthtag-slogan della sua campagna elettorale.
Manuela Lanzarin, candidata con la Lega Salvini Premier
Manuela Lanzarin: lei è l'assessore veneto alla Sanità. Come si fa campagna elettorale mentre è ancora in corso un'emergenza sanitaria?
Io l'ho detto in molte situazioni: io faccio l'assessore fino all'ultimo. Ieri ero a Marghera in riunione con i direttori generali delle Ulss, ieri sera ho fatto l'incontro video con Speranza, Arcuri e Boccia sulla rete ospedaliera, domani c'è Conferenza delle Regioni sempre con molte tematiche relative all'emergenza. Quindi faccio l'assessore, come è giusto che faccia, fino all'ultimo giorno, soprattutto in una fase di emergenza così delicata.
E poi cerco di fare chiaramente anche un po' di campagna elettorale.
E questo “un po' di campagna elettorale” che fa su quali argomenti verte?
Intanto bisogna dire che è una campagna elettorale molto particolare, molto diversa da quelle a cui siamo abituati. È una campagna ai tempi del Covid-19. Quindi sappiamo che non è possibile fare incontri affollati, fare serate informative, fare i momenti anche se vogliamo conviviali, perché è giusto e corretto utilizzare tutte le precauzioni ed avere quegli atteggiamenti responsabili come il distanziamento sociale, mascherina, non assembramenti e tutto il resto. Quindi è una campagna che si fa un po' con il passaparola e con i social. Sappiamo che non tutti seguono i social, però oggi sono sicuramente uno strumento molto importante di comunicazione. Si fa quindi passaparola con delle persone che sul territorio hanno visto il lavoro che ho fatto, credono nella persona e danno una mano nel far passare il messaggio.
E questo passaparola quale messaggio fa passare? Lei in sostanza cosa dice agli elettori?
Io parlo per quello che è stato il mio percorso. Il mio percorso amministrativo, perché io mi reputo soprattutto un amministratore. Lo dimostrano le tappe da consigliere e assessore locale, sindaco, poi ho anche la parentesi al parlamento nazionale e oggi mi presento nel ruolo di consigliere e assessore regionale. Quindi il mio percorso politico-amministrativo e poi quello che ho cercato di fare in questi cinque anni, prima solo come assessore alle Politiche Sociali cercando anche di dare risposta proprio alle categorie più fragili, anziani e disabili, mettendo al centro la famiglia con l'ultima legge quadro che abbiamo fatto sulla famiglia, con la legge sull'invechiamento attivo, con la legge che vuole regolare l'assistenza famigliare. Tante cose che abbiamo cercato di mettere in campo proprio per dare un supporto vero e concreto alle famiglie e alle persone in difficoltà. E dando risposte anche con quella che è stata l'organizzazione e la gestione, ottima io credo, della squadra veneta, del sistema veneto che ha funzionato durante l'emergenza Coronavirus, nei mesi più difficili.
Parliamo di territorio. Il Bassanese adesso, da qui in avanti, di cosa ha bisogno?
Io credo che il Bassanese ha bisogno sicuramente di risposte per quanto riguarda le infrastrutture e sappiamo che queste risposte arriveranno con la Pedemontana, per la quale siamo in dirittura d'arrivo, e poi con i vari collegamenti legati alla Pedemontana. Questo io reputo che sarà un obiettivo ma soprattutto una possibilità e un'opportunità molto importante per questo territorio, perché noi ci troviamo nel cuore della Pedemontana. Quindi una possibilità di valorizzazione del territorio, a livello anche turistico, enogastronomico, ma anche un supporto molto importante per quanto riguarda le attività economiche. E poi forse questo territorio ha bisogno più di fare squadra, ma questa penso sia una caratteristica veneta.
Perché nel Bassanese non facciamo questo gioco di squadra? Cosa manca per fare squadra a questo territorio, dove tra l'altro la parte politica che lei rappresenta è molto ben rappresentata nei Comuni?
Non credo che manchi nulla. Probabilmente è un po' nel Dna. Io questa cosa la vedevo su scala veneta quando ero in parlamento a Roma. Noi abbiamo sempre più difficoltà a interpretare, come invece accade in altre parti d'Italia, questo concetto. Però oggi, credo, è un momento in cui c'è necessità di concentrare, c'è necessità di dare risposte sempre più puntuali ai bisogni emergenti, di avere una visione di territorio unita, territorio che sa anche, in maniera lungimirante e coraggiosa, rinunciare a qualcosa. Penso alle dispute e ai discorsi che ci possono essere tra Comuni, ad esempio sulle scuole o su altri servizi, credo che sia fondamentale una strategia in futuro. Io non paragono la situaizone attuale al tempo in cui ero sindaco io, quindi dal 2002 al 2012, perché vedo con che velocità sono cambiate le cose. I quadri demografici, i quadri sociali, i quadri anche economico-finanziari sono completamente diversi.
L'ultima nomanda non al candidato, ma all'assessore regionale alla Sanità. La Sanità bassanese, l'Ulss 7, come è messa e in prospettiva come sarà messa? Mi riferisco alla difesa dei servizi, dei reparti, dei servizi anche territoriali...
Intanto chiariamo che l'Ulss 7 Pedemontana non è messa in discussione. È una delle 9 Ulss che sono state create a seguito della riforma 19 del 2016, perché ha delle caratteristiche ben precise. È un territorio importante che comprende anche l'Altopiano di Asiago e per questa sua specificità da un punto di vista logistico l'Ulss non viene messa in discussione. Questo è il primo punto fermo. Non c'è nessun indirizzo di chiusura, smantellamento, riduzione dei servizi. Quindi l'Ulss 7 rimarrà con i propri servizi, con i propri tre ospedali di Bassano, Santorso e Asiago, con i reparti, con le apicalità e con i posti letto che sono stati individuati nell'ultima programmazione delle schede regionali e si sta andando man mano anche alle sostituzioni che sono previste. Il grande problema oggi è quello però, e lo dobbiamo dire, della carenza di personale. Noi, l'Ulss 7 ma in generale la Sanità del Veneto, stiamo mettendo in atto tutte le azioni. Sforniamo concorsi in numero esorbitante presso Azienda Zero e procediamo anche con chiamate di vario tipo. Però purtroppo sappiamo che oggi il grande imbuto formativo e la carenza di personale sono un problema non solo per gli ospedali ma anche per il territorio. Ricordo che in Veneto mancano 1300 medici in totale e oggi stanno mancando anche gli infermieri e gli operatori socio sanitari. Questa diventa una questione prioritaria, ma che sta mettendo in difficoltà il sistema. Però con quello che si sta cercando di fare, con le aperture che ci sono nel Patto per la Salute e ci sono state anche con i decreti di emergenza Coronavirus, speriamo di riuscire anche in questo intento. Il futuro sarà soprattutto il potenziamento del territorio.
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