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Romano del Grappa
Il Comune di Romano d'Ezzelino aderisce all'IPA trevigiana “Terre d'Asolo e Monte Grappa” a sostegno del progetto Grappa-UNESCO. Analisi di una scelta che spariglia le carte nel campo della valorizzazione turistica del territorio
Pubblicato il 02 ott 2019
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IPA IPA Urrà. Ma questa volta al di fuori dei confini della nostra provincia. L'amministrazione comunale di Romano d'Ezzelino ha deciso di entrare nell'IPA trevigiana “Terre di Asolo e Monte Grappa” per sostenere la candidatura UNESCO della sua montagna. Questa dunque è la notizia secca, che per rilevanza merita un opportuno, anche se breve, approfondimento.
Ma prima di proseguire spieghiamo un attimo cos'è l'IPA, uno dei vari oggetti misteriosi del meraviglioso mondo degli organismi pubblici e dei relativi tavoli.
IPA è l'acronimo di Intesa Programmatica d'Area: è una specie di “alleanza” ovvero “coordinamento” tra i Comuni di uno stesso comprensorio, prevista con legge della Regione Veneto, con la quale i Comuni stessi partecipano alla “programmazione decentrata e di sviluppo del territorio”, assieme ad altri attori del tessuto istituzionale locale come ad esempio le associazioni di categoria. Tra i suoi compiti c'è quello di “promuovere, attraverso il metodo della concertazione, lo sviluppo sostenibile dell'area di riferimento”, di “elaborare progettualità che possano intercettare importanti finanziamenti pubblici” e di “formulare politiche da proporre al proprio territorio ed ai livelli di governo sovraordinati”.
Tradotto dal politichese in italiano: i Comuni di una stessa IPA si siedono attorno a un tavolo (chiamato “Tavolo di Concertazione”), individuano i progetti e gli interventi più importanti e di interesse comune di cui l'intero territorio di competenza ha bisogno e poi si rivolgono “ai livelli di governo sovraordinati” per dire: “cara Regione, caro Stato centrale, cara Unione Europea, guardate che nella nostra area ci sarebbe da programmare questo e quest'altro e se magari ce lo finanziate pure, è ancora meglio.”
Per quanto riguarda il comprensorio del Bassanese, l'IPA di riferimento è l'Intesa Programmatica d'Area “Pedemontana del Brenta” di cui il Comune capofila è ovviamente Bassano del Grappa. Ne fanno parte 17 Comuni della nostra area (che diventano 12 con la recente nascita dei Comuni unificati di Valbrenta e di Colceresa), con le due eccellenti eccezioni di Romano d'Ezzelino, per l'appunto, e di Valstagna che fino ad oggi non hanno ritenuto di far parte del tavolo di “programmazione decentrata” del territorio su cui geograficamente insistono.
Fino ad oggi l'IPA “Pedemontana del Brenta”, dal punto di vista delle iniziative di interesse mediatico, si è distinta per una sola cosa. Che si chiama Tavolo di Marketing Territoriale per la costituzione del Marchio d'Area “Territori del Brenta”, a cui il coordinamento dei Comuni dell'Intesa ancora nel 2016 ha messo il proprio cappello istituzionale diventando così il partner pubblico di tale progetto di iniziativa privata. Fino adesso i promotori del Marchio d'Area hanno sempre indicato come propria area di riferimento - vale a dire i “Territori del Brenta” - come quella composta dai “17+2” Comuni dell'IPA bassanese, includendo quindi anche Romano e Valstagna. Ma da adesso la geopolitica del marketing territoriale cambia i suoi connotati. Perché la decisione di Romano d'Ezzelino di entrare a far parte della confinante IPA dell'Asolano e della Pedemontana del Grappa, con Asolo Comune capofila, ne spariglia le carte sul Tavolo.
“Il turismo - spiega una nota dell'amministrazione ezzelina trasmessa alle redazioni - è da sempre una preziosa opportunità per il territorio comunale di Romano d’Ezzelino che può unire, in un’ unica area, offerte per gli appassionati di natura, storia e cultura.”
“Per questo - prosegue il comunicato stampa -, fin dal primo giorno l’amministrazione Bontorin sta lavorando ad una serie di progetti che possano fare del turismo una preziosa risorsa per tutto il Comune. In questo senso va letta la scelta, avvenuta ad inizio anno, ma ufficializzata sono nelle ultime settimane, di aderire all’IPA “Terre di Asolo e Monte Grappa”.”
“Per il fatto stesso di essere titolari della strada che 365 giorni l’anno porta a Cima Grappa - spiega il sindaco Simone Bontorin - ci è parso naturale entrare a far parte del gruppo di lavoro che si occupa proprio di questa preziosa area, ma questa scelta non preclude certamente l’eventualità di aderire anche ad ulteriori realtà di promozione turistica.”
Come dire: lascio ancora una mezza porta aperta ad altre iniziative di marketing territoriale & affini, ma intanto mi butto a testa in giù dentro questa avventura che è alquanto specifica e mirata. In altre parole: concreta.
Il perché dell'entrata di Romano nel coordinamento di Comuni trevigiano è infatti presto detto. Tra le priorità dell'Intesa Programmatica dell'Asolano e dintorni vi è proprio l’organizzazione di eventi e manifestazioni legate dall’unico filo conduttore della rivitalizzazione del Massiccio del Grappa.
L'idea di fondo è difatti quella di progettare compiutamente lo sviluppo del territorio partendo dalla richiesta che l'area del Grappa venga riconosciuta area di interesse del programma “Man and the Biosphere” (MAB) dell'UNESCO. Si tratta di un programma scientifico avviato dall'UNESCO ancora negli anni '70 per sostenere un rapporto equilibrato tra uomo ed ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile. Tra le sue finalità rientrano, in particolare, la promozione della cooperazione scientifica, la ricerca interdisciplinare per la tutela delle risorse naturali e la gestione degli ecosistemi naturali ed urbani.
L’obiettivo finale dell’iniziativa, insomma, è quello di sostenere le attività economiche che mantengono vivo il Massiccio, definendo nel dettaglio le aree da sviluppare dal punto di vista attrattivo e, al contempo, tutelare la montagna e il suo patrimonio naturalistico. “L’iter della candidatura sostenuta con forza dall’amministrazione di Romano - spiega ancora il comunicato - prevede l’approvazione definitiva della stessa da parte di tutti i consigli comunali coinvolti entro il mese di maggio del 2020, per arrivare alla consegna del dossier definitivo all’UNESCO all’inizio dell’autunno. Se le tappe verranno rispettate, entro maggio 2021 si conoscerà la risposta dell’Organizzazione.”
“Far entrare il Grappa tra i patrimoni “Man and the Biosphere” dell’UNESCO - precisa ancora il sindaco Bontorin - non significa certo imporre limitazioni e paletti ma al contrario sfruttare al meglio le sue risorse e migliorare la collaborazione uomo-natura.”
Sono tre le funzioni già identificate per il progetto. La prima è la funzione di conservazione, per preservare specie, ecosistemi, paesaggi e cultura. La seconda è la funzione educativa (logistica) per incoraggiare attività di ricerca, educazione, formazione e monitoraggio. La terza è la funzione di sviluppo, per indirizzare nell'area del Grappa uno sviluppo economico e sostenibile.
“Ovviamente, parallelamente alla conservazione del patrimonio naturale del Massicco - precisa il primo cittadino -, è necessario ragionare anche sul fronte degli eventi che insistono oggi sul Grappa e che per noi devono diventare di più ampio respiro, arrivando a coinvolgere anche il fronte vicentino del Massiccio di cui Romano può diventare il Comune capofila. Il riferimento, ad esempio, è a manifestazioni già collaudate come l'“Asolo 100 Km”, la “Grappissima” o il “Meeting del Volo Libero” che a breve, dunque, potrebbero allargarsi anche al nostro territorio.” E proprio dal volo libero, annuncia il Comune di Romano, “potrebbe partire questa nuova sinergia che vede coinvolti anche il Consorzio “Vivere il Grappa” ed alcuni privati già al lavoro affinché la prossima primavera siano attive una serie di novità importanti dedicate agli appassionati”. Novità tanto in termini di servizi che di location dedicate al decollo e all’atterraggio. Il sogno dichiarato dell'amministrazione ezzelina “è quello di vedere a Romano, la prossima primavera, lo storico Meeting del Volo Libero, un tempo ospitato a Borso del Grappa”.
Simone Bontorin, dunque, folgorato sulla via del Massiccio. Il primo cittadino romanese si dice convinto “che il turismo vada sviluppato su base territoriale e non comunale”.
E ribadisce che “non è detto, però, che in futuro Romano non trovi preziosi collegamenti anche con l'area bassanese”. E in tal senso dichiara di avere in programma “tutta una serie di incontri con gli amministratori, in molti casi eletti di recente, proprio per illustrare loro la nostra idea di turismo”.
Ma sono tutte dichiarazioni che tra le righe fanno intendere che pur essendoci già un pacchetto di progettualità ancora in prolungata via di formazione (quello dell'aspirante Marchio d'Area “Territori del Brenta”) il Comune di Romano d'Ezzelino, che con Bassano confina, preferisce per il momento guardare altrove, laddove il rapporto tra obiettivi da perseguire e azioni da promuovere appare più concreto.
“Attualmente - conferma Bontorin - ci siamo orientati verso l’Asolano proprio per la capacità di questo territorio di attrarre risorse e affrontare tematiche vicine alle nostre.”
Così parlò il sindaco del Comune che pur non avendo la dicitura “del Grappa” sul toponimo sta costruendo una sua leadership sul versante vicentino di quel Massiccio che per caratteristiche ambientali, paesaggistiche, naturalistiche e storiche è unico in Europa.
E Bassano del Grappa, intanto, resta a guardare.
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