Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 07-05-2019 21:24
in Politica | Visto 1.334 volte
 

Progetti Variati

Achille Variati, capolista veneto del PD alle Elezioni Europee, visita il cantiere del Ponte e si illumina d'immenso. “Con questa Amministrazione ne è uscito un restauro di cui Bassano non può che essere orgogliosa”

Progetti Variati

Sul Ponte di Bassano noi ci darem la mano. Achille Variati e Roberto Campagnolo (foto Alessandro Tich)

Progetti Variati. Tranquilli: non mi riferisco alle varianti di progetto, proposte dall'appaltatore e approvate senza colpo ferire dal Comune, che hanno reso improvvisamente e miracolosamente possibile, e senza intoppi, la ricostruzione (e non più il restauro) delle stilate del Ponte e di cui in questo periodo non parla più nessuno perché non è popolare parlarne. Mi riferisco invece ai progetti politici di Achille Variati.
L'ex sindaco di Vicenza nonché ex presidente della Provincia ed ex presidente dell'Unione delle Province Italiane sta puntando infatti all'Europa, in qualità di capolista veneto del PD alle Elezioni Europee. Ed è in questa veste che oggi a mezzogiorno Variati ha visitato il cantiere del Ponte di Bassano, accolto e accompagnato nel ruolo di amichevole cicerone dal vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Roberto Campagnolo.
Va notato, nell'occasione, che la questione del restauro del Ponte viene affrontata in campagna elettorale solamente di striscio: un segno della stanchezza che l'incaponirsi sull'argomento inevitabilmente può suscitare. Ma ciò non vuol dire che il Ponte sia completamente fuori dai giochi per la ricerca del consenso. In particolare proprio da parte del vicesindaco Campagnolo, che sabato scorso nel tardo pomeriggio, lontano dai flash della ribalta mediatica, ha parlato dei lavori di restauro ai selezionati ospiti di un esclusivo aperitivo radical chic in una prestigiosa abitazione della Bassano Bene, ad invito riservato, con la partecipazione straordinaria di Alessandra Moretti.
Opportunità che si ripete anche oggi, ma in tutt'altro contesto, grazie al sopralluogo in cantiere dell'amico e candidato del Partito Democratico. Mentre camminano, affiancati dai cronisti, su quella tura che è ancora eretta “oltre finestra” per consentire la conclusione dei lavori ritardati dal maltempo e che “sarà smantellata tra una decina di giorni”, Campagnolo spiega in sintesi e in pochi minuti a Variati gli aspetti fondamentali dell'intervento di restauro. Meglio del Bignami. Ed è quanto basta all'Achille di Vicenza per illuminarsi d'immenso e farsi un'idea di cosa dichiarare ai cronisti presenti.
Il candidato a Strasburgo si complimenta per “l'importanza dell'intervento” e afferma: “Buttare la polvere sotto il tappeto è la cosa più semplice, altra cosa è fare un restauro di questa portata.” “Il Ponte di Bassano - aggiunge - non è solo il simbolo della città di Bassano del Grappa, non è solo il simbolo di un'epoca, non è solo il simbolo degli Alpini, non è solo un'opera d'arte. Ma credo sia stato molto trascurato negli anni.”
“A Vicenza anch'io ho sofferto per il restauro della Basilica Palladiana - continua Variati -. Perché quando prendi per mano un'opera fragile, delicata, con procedure sballate come quelle che abbiamo in Italia, ci vuole una sola parola: coraggio. L'assessore Campagnolo, il sindaco, la giunta hanno avuto coraggio.” “Per il Ponte ci sono state delle complicazioni che la stampa ha giustamente messo in evidenza - prosegue -. Ma con questa Amministrazione ne è uscito un restauro di cui Bassano non può che essere orgogliosa.” Poi l'ospite d'onore si ricorda di essere candidato alle Europee, cambia prospettiva e dichiara: “Penso che l'Europa sia stata troppo lontana negli anni dai grandi restauri storici delle città europee.” “Ci vuole una misura specifica, e mi batterò per questo - conclude Achille Variati -, per le nostre città che sono fragili e che hanno bisogno di tanti quattrini per rimettere a posto il loro Patrimonio dell'Umanità. Questo lavoro qui a Bassano è anche per le generazioni che verranno.”
A margine della visita The Vice Campagnolo fornisce ai cronisti, su domande dei medesimi, anche alcuni aggiornamenti sui lavori in corso.
A cominciare dai destini della famosa trave di soglia ottocentesca del Casarotti, ovvero di ciò che ne rimane. La quale, diversamente da quanto previsto dal progetto esecutivo Modena, non sarà inserita all'interno della nuova trave reticolare di fondazione in acciaio inox. Almeno per quanto riguarda le stilate 1 e 2 in fase di quasi completata ricostruzione. “La trave Casarotti della stilata 2 è quella in condizioni peggiori - spiega l'assessore -. Abbiamo proposto alla Soprintendenza di affidarla come materiale di studio al CNR Ivalsa, Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree. Nella trave sono presenti varie resine conseguenti ai precedenti restauri e ciò può essere oggetto di studio sulle tecniche di restauro.” “Per la trave Casarotti della stilata 1 - continua l'esponente di giunta - abbiamo proposto di consegnarla alle collezioni del Museo. Stiamo attendendo il via libera della Soprintendenza. Quello che non ha senso oggi è recuperarla all'interno della trave di fondazione.” “Per le stilate 3 e 4, vedremo - aggiunge -. In linea teorica le travi del Casarotti dovrebbero essere messe molto meglio.”
Circa il rallentamento dei lavori, Campagnolo ribadisce che “è dovuto al maltempo”.
“A livello di rischio - precisa - dovremmo essere già in fase di uscita della tura. Siamo in contatto costante col Dipartimento della Protezione Civile della Regione per capire quanto la situazione di rischio ci consenta di evitare di smantellare la tura prima della conclusione dei lavori sulle due stilate.” “La tura sarà rimossa tra dieci giorni - afferma il pubblico amministratore -. Manca ancora da finire la copertura delle basi col legno, montare le filagne, montare le banchine e poi tutto è finito.” In attesa della “finestra autunnale” per ripartire coi lavori sulle stilate 3 e 4, l'impresa tuttavia “continuerà a lavorare per tutta l'estate” sul piano pedonale di impalcato.
Campagnolo coglie l'occasione anche per dare la sua spiegazione sulle presunte differenze tra i “saettoni” delle stilate rimesse a nuovo e quelli delle due stilate ancora da restaurare. Dice che le saette delle stilate 1 e 2 “sembrano più strette” delle altre per una sorta di illusione ottica dalla media distanza, dovuta al fatto che le saette ancora da sostituire “non sono perfettamente allineate”.
Riguardo invece alla discrepanza di dimensioni, il vicesindaco afferma che “quando il Ponte è stato sollevato e riallineato è emersa una differenza di circa dieci centimetri” tra il livello dei saettoni nuovi, quelli “giusti”, e dei saettoni vecchi. Un “vuoto” che al momento è stato colmato dall'inserimento provvisorio di cunei di legno tra la sommità delle saette oblique delle stilate 3 e 4 e la base del piano di impalcato (vedasi nostra foto nella photogallery in calce a questo articolo).
Nel frattempo, per salutare l'ospite, arriva anche il sindaco Riccardo Poletto, in quella che probabilmente è la sua ultima entrata in cantiere da sindaco.
E Just in Time, mentre Variati, senza più caschetto di sicurezza e giubbotto ad alta visibilità, si appresta a ripartire per altri appuntamenti in agenda, sbuca da via Pusterla il candidato sindaco del centrosinistra Angelo Vernillo. Mancava, effettivamente, soltanto lui. “Eccolo!”, esclama il candidato europeo alla sua apparizione. Tanti saluti e auguri reciproci: la rimpatriata adesso è completa.