Ultimora
Politica
09 ago 2026
Candidatura culturale e scontro sulle iniziative: l'attacco di Poletto alla Giunta Finco
Politica
08 ago 2026
Mostra dei Presepi a San Giovanni: dietrofront della giunta e critiche dell'opposizione
Politica
08 ago 2026
Luminarie e bilancio a Bassano: commercianti e cittadini verso una quota volontaria
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
Categoricamente Sì
All'incontro “Fare Turismo” a Villa Giusti l'adesione unanime delle categorie economiche al progetto Marchio d'Area “Territori del Brenta”. Ora le buone parole devono essere confortate dai fatti
Pubblicato il 27 apr 2017
Visto 4.027 volte
Se son rose, fioriranno. E non solo perché l'affollato appuntamento si svolge nella “Sala delle Rose” di Villa Giusti del Giardino, in città, ma anche perché lo spinoso (tanto per restare in tema) percorso del Marchio d'Area “Territori del Brenta” potrebbe finalmente far sbocciare, dopo quattro anni di non facile incubazione, i primi fiorellini.
Conoscendo ormai da lungo tempo come funzionano le cose bassanesi, uso ancora e doverosamente il verbo al condizionale.
Ma è fuor di dubbio che l'incontro pubblico “Fare Turismo”, organizzato dall'Associazione Culturale Territori del Brenta in collaborazione con l'IPA Pedemontana del Brenta, rappresenta il “punto di non ritorno” per l'ambizioso progetto che mira a trasformare un comprensorio di oltre 150mila abitanti come il nostro in un polo di attrattività turistica, sul modello dei Marchi d'Area che già funzionano da anni attorno a noi.
Il "talk" con le associazioni di categoria condotto da Paolo Massobrio (foto Alessandro Tich)
Lo scopo dell'incontro non è infatti la pura presentazione dello stato dell'arte dell'iniziativa e delle sue aggiornate prospettive, come comunque illustrato, nel suo intervento, dal copromotore del progetto TdB Massimo Vallotto.
E neppure solamente ribadire l'importanza di un Marchio d'Area - e quindi di un “brand” che identifichi una strategia condivisa per la valorizzazione del territorio - in rapporto alla gestione organizzata delle destinazioni turistiche, come spiegato dall'altro copromotore Roberto Astuni.
Il vero obiettivo è quello di “stanare” i cosiddetti portatori di interesse, categorie economiche in primis, per far emergere pubblicamente la loro disponibilità, o meno, a mettersi in gioco per l'effettiva condivisione operativa del progetto.
La sfida del Marchio d'Area non è più un esercizio preparatorio di marketing territoriale. Quanto prima dovrà strutturarsi, in compartecipazione tra Pubblico e Privato, e nascerà un ente di governo del progetto che avrà le sue strategie operative e, soprattutto, i suoi nomi e cognomi. Sarà costituito un consiglio direttivo di almeno 7 componenti (5 privati e 2 pubblici) e verrà creata un'“Agenzia per l'Attrattività del Territorio”, con una missione precisa da compiere.
Ovvero quella - come specifica il terzo copromotore di TdB Andrea Cunico Jegary - di “commissionare innovazione” e “fare comunicazione” innanzitutto non all'esterno, ma all'interno del nostro territorio. Attraverso cinque linee di intervento (Identità, Animazione, Tutoraggio, Formazione e Strategia) finalizzate a sviluppare nel territorio diffuso le competenze per “saperci raccontare” e quindi successivamente - in un'ottica di valorizzazione turistica e secondo una comunicazione esterna coordinata e unificata - raccontarlo al mondo.
Come far nascere, dunque, questa “cabina di regia” del turismo sostenibile?
La questione è ancora aperta, proprio perché non calata dall'alto ma bisognosa del contributo di tutti gli interessati. A cominciare dagli stessi enti pubblici, rappresentati dall'IPA Pedemontana del Brenta che da più di un anno a questa parte ha sposato ufficialmente il progetto.
“Il Marchio d'Area - dichiara all'incontro a nome dell'IPA Luca Ferazzoli, sindaco di Cismon del Grappa e presidente dell'Unione Montana Valbrenta - passa attraverso l'individuazione del territorio. È un tema politico, perché riguarda la pianificazione del territorio. Tuttavia l'IPA non ha funzioni amministrative, è necessario costituire un nuovo ente di governo.” “Qual è - chiede alla platea il pubblico amministratore - la dimensione ottimale del governo di un territorio? Abbiamo la capacità di fare turismo insieme? Il Marchio d'Area è la capacità di trasmettere l'emozione del territorio all'esterno. Ma si può fare solo con una governance collettiva.”
Tutti chiamati in causa, dunque. Ferazzoli, insolitamente concreto per essere un politico, traccia la road map dei passi successivi: costituire il direttivo del Marchio d'Area, istituire l'Agenzia per l'Attrattività del Territorio, decidere quale forma giuridica dare e quali risorse mettere in campo. “Riguardo alla rete pubblica - conclude il sindaco di Cismon - sarà elaborato un protocollo d'intesa sul Marchio d'Area da presentare ai consigli comunali. Di seguito si potrà pensare alla struttura, agli incarichi, eccetera.”
Così parlò la controparte pubblica. E quella privata?
Fondamentale, in questo senso, è il ruolo delle categorie economiche.
Che rivolgendosi ai propri associati possono diffondere il verbo dell'adesione al progetto che sarà portato avanti da un vertice gestionale ma che non può fare a meno della “base”, e quindi del territorio stesso, affinché la creazione e il legittimo sfruttamento economico del Marchio d'Area sia un processo “percepito” e “condiviso” dal maggior numero di portatori di interesse possibile.
E a “stanare” i presidenti e referenti delle associazioni di categoria, in un sintetico (per fortuna) ma esaustivo “talk” ci pensa il noto giornalista Paolo Massobrio, che si occupa di enogastronomia e, in quanto tale, di valorizzazione del territorio.
Cinque categorie presenti e - come sottolineato da Massobrio - risultato finale 5:0 a favore del sostegno al progetto.
Paolo Lunardi (Confcommercio) usa una metafora: “Abbiamo 150mila “addetti” e una fabbrica con macchinari ad alta tecnologia, ma non riusciamo a farla andare bene. Dal 2008 l'economia è cambiata e non riusciamo a sfruttare questa grande fabbrica. Questo è il momento importante in cui spingere sull'acceleratore.”
La vera sorpresa è l'adesione della Coldiretti, la più restia fino adesso ad accogliere la novità. Carlo Grandesso: “Il Marchio d'Area è stato accolto con malumore, ma se può essere qualcosa che serve a dare un indotto anche al mondo agricolo, allora sta bene. Per esperienze passate siamo scettici sui marchi in genere ma se il Marchio d'Area valorizza i prodotti agricoli nel mondo turistico, siamo i primi a metterci in gioco.”
Carlo Brunetti (Confindustria): “Mi auguro una parallela visione e sforzo per coinvolgere gli altri Marchi d'Area che ci circondano. Ci manca ancora una “visione”: che cosa vogliamo essere noi? Siamo pronti a comunicare e a coinvolgere i nostri associati, ma con una visione chiara dell'obiettivo da raggiungere.”
Sandro Venzo (Confartigianato): “Crederci è il minimo. Ok al darci una visione, ma serve una spinta. Sì a un tavolo delle categorie economiche su questo progetto, sì a una politica che segue come portare avanti il Marchio d'Area. Però la “missione” è trovare come monetizzare la cosa. Piano strategico, budget, pianificazione reale.”
William Beozzo (Apindustria): “Noi siamo pronti. A questo territorio non mancano la materia prima e le menti pensanti. Serve un piano industriale, stabilire i costi industriali per muoverci sul territorio. Il Marchio d'Area sui nostri siti, bolle di accompagnamento, fatture: pagine del territorio in giro per il mondo per fare il salto di qualità con un'idea collettiva e non di feudo.”
“La domanda non è cosa le categorie andranno a fare, ma cosa il gruppo andrà a fare - conclude Beozzo -. No alle sigle. Concentriamoci sui numeri, facciamo il direttivo, mettiamo giù le date e cominciamo a lavorare. Bisogna fare un Tavolo che dia comunicazioni che devono arrivare. E sconfiggere le sigle.”
Tutti d'accordo dunque, per la gioia suprema dei promotori del Tavolo di Marketing Territoriale e del progetto per il Marchio d'Area “Territori del Brenta”.
Ma la prova del fuoco, come dal “pungolo” del conduttore Massobrio, scatta da martedì prossimo, quando le buone parole espresse all'incontro dovranno essere supportate dal riscontro dei fatti. Per le categorie economiche e i loro associati quella del Marchio d'Area non è infatti una sfida qualsiasi. Bisogna crederci realmente, dedicarci del tempo, mettere a disposizione persone ed energie e - visto che ci siamo - metterci anche i schei.
Perché nessuna rosa può sbocciare senza un'adeguata dose di concime. Dopodiché bisogna pensare anche ai giardinieri. Ma intanto il progetto viene promosso all'unanimità: e già questa, a Bassano del Grappa, è una notizia.
“Forse, questa sera, è nato veramente un Tavolo.” È il commento che un noto ristoratore del territorio, presente tra il pubblico, mi rilascia al termine dell'incontro a Villa Giusti.
E non si riferisce di certo alla tavola imbandita di piccole prelibatezze del buffet che ristora i palati dei numerosi partecipanti.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
05 ago 2026
Bassano-Bardolino per la Cultura 2029: i dati del turismo aprono il confronto veneto
Visto 11.219 volte
Geopolitica
06 ago 2026
Il Myanmar tra la guerra civile e gli interessi strategici dei Paesi vicini
Visto 6.549 volte
Politica
07 ago 2026
Provincia di Vicenza, oltre 70 sindaci firmano il patto per la "Casa dei Comuni"
Visto 4.115 volte
Politica
07 ago 2026
Futuro Nazionale conferma il sostegno all'amministrazione Finco
Visto 1.697 volte
Politica
08 ago 2026
Luminarie e bilancio a Bassano: commercianti e cittadini verso una quota volontaria
Visto 1.190 volte
Politica
08 ago 2026
Mostra dei Presepi a San Giovanni: dietrofront della giunta e critiche dell'opposizione
Visto 646 volte
Politica
09 ago 2026
Candidatura culturale e scontro sulle iniziative: l'attacco di Poletto alla Giunta Finco
Visto 555 volte
Geopolitica
10 ago 2026
Usa-Israele, dagli aiuti militari a una partnership strategica permanente?
Visto 173 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 23.301 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 22.362 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.351 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 22.042 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.766 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.512 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.391 volte
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 21.043 volte
Politica
22 lug 2026
I comuni fanno squadra sul digitale: investimenti per non lasciare indietro nessuno
Visto 20.792 volte