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Con le spalle al Muro
L'immagine del Muro di Berlino per rappresentare la situazione di via Angarano dopo la chiusura del Ponte ispira il fotomontaggio di un fotografo bassanese. Riunione, intanto, questa sera dei commercianti della via: ecco cosa hanno deciso
Pubblicato il 21 mar 2017
Visto 6.740 volte
“Ich bin ein Angaraner.”
Scomodiamo nientemeno che la celebre frase di John Fitzgerald Kennedy, pronunciata a Berlino Ovest nel 1963 e riveduta e corretta in versione Borgo Angarano, per rendere l'idea dell'atmosfera che si respira in questi giorni tra i negozi e i locali pubblici in destra Brenta a seguito della chiusura temporanea dei Ponte degli Alpini per i lavori di allestimento del cantiere del restauro. Che bloccano, tagliando in due la città, il principale collegamento pedonale tra il centro storico e la sponda opposta del Brenta.
Ce ne siamo occupati nell'ampio e cliccatissimo reportage pubblicato ieri e intitolato, non a caso, “Bassano Est e Bassano Ovest”. Un titolo volutamente provocatorio, come volutamente forzata - dal punto di vista delle tecniche giornalistiche di richiamo dell'attenzione - è stata la similitudine con l'attuale capitale tedesca negli anni in cui è stata divisa in due dal celeberrimo Muro. Un nostro lettore, commentando l'articolo, ha ritenuto il paragone esagerato dal momento che “non ci sono reticolati né muri alti 2 o 3 metri, né polizia pronta a sparare”.
Fotomontaggio di Leo Sanzo
Ci mancherebbe altro: qui i Vopos, per fortuna e per carità di Dio, non fanno parte della già variegata fauna umana che ci circonda.
Si è trattato, semplicemente, di una metafora mirata a rappresentare la sensazione di isolamento e di esclusione dall'altra parte della città condivisa in queste ore dagli operatori economici di via Angarano ovvero di Bassano Ovest, di cui - senza forzare la mano e senza emettere giudizi - abbiamo cronisticamente riportato le critiche e le motivazioni.
Ma il bello è che l'immagine del Muro di Berlino, quale simbolo del sentiment dei commercianti ed esercenti in destra Brenta, non ha ispirato solamente chi vi scrive.
E quando Teo Zanus alias TeoChef, titolare del locale “Cucina TeoChef”, uno degli intervistati del nostro articolo di ieri, mi ha mandato via Whatsapp l'immagine che vedete pubblicata sopra, non ho creduto ai miei occhi.
Si tratta di un graffiante fotomontaggio realizzato da Leo Sanzo, giovane fotografo bassanese che cura la comunicazione d'immagine dello stesso TeoChef.
La fotocomposizione ritrae l'ingresso di Angarano del Ponte completamente sbarrato da un pezzo di Muro berlinese, ricoperto di murales e di graffiti dopo la sua caduta.
Scegliendo allo scopo il famoso murales che ripropone l'altrettanto celebre foto del “bacio fraterno” in bocca tra gli ex leader comunisti dell'Unione Sovietica e della Germania Est Leonid Brežnev e Erich Honecker.
In un primo momento ho pensato che Sanzo abbia concepito la sua creazione fotografica dopo aver letto il mio articolo, per una originale variazione sul tema.
E invece no: doveva ancora leggerlo e ci è arrivato per conto suo.
“È un fotomontaggio che ho fatto per Teo - mi conferma l'autore -. Io abito qui vicino in quartiere Padre Zanuso e con lui in questi giorni abbiamo parlato molto della chiusura del Ponte che per via Angarano, adesso come nelle chiusure future, rischia di avere proprio l'effetto di un muro.”
E così - per restare in tema di chef - ecco cotta e servita, in salsa bassano-berlinese, anche la satira fotografica. Della serie: dove non arriva la fantasia, arriva Photoshop.
Anche se, rispetto al bacio alla sovietica immortalato nell'occasione, è assai più confortante e edificante pensare alla statua del “bacio dell'Alpino” a pochi metri di distanza.
Nel frattempo, questa sera, i commercianti ed esercenti di via Angarano si sono confrontati in una riunione convocata alla Taverna Al Ponte.
A chiamarli a raccolta è stato il titolare del dirimpettaio negozio “Dischiponte” Riccardo Torre.
Il quale, oltre ad essere il referente delle attività economiche della via, è anche componente del neo costituito comitato della Confcommercio bassanese istituito allo scopo di dialogare con l'Amministrazione comunale per cercare di ridurre al minimo i disagi conseguenti ai lavori sul Ponte degli Alpini. Oltre a lui, ne fanno parte il presidente dei commercianti di Bassano Alberto Borriero e il parrucchiere nonché “canoista del Ponte” Ilario Baggio.
Messi temporaneamente - sempre per restare in tema - con le spalle al Muro per una chiusura che in sede di presentazione pubblica del progetto “non era stata annunciata in questi termini” e che soprattutto è stata comunicata dal Comune solo pochi giorni fa, ovvero all'ultimo minuto, gli operatori hanno scambiato i loro punti di vista sulle azioni da intraprendere tutti assieme.
A suscitare perplessità sono anche i ritmi delle operazioni di montaggio dei ponteggi, a cui seguirà la messa in sicurezza degli stessi. “Stanno lavorando solo tre operai e oggi alle 16.30 se ne sono già andati via - ha lamentato Torre, con tanto di prova fotografica già postata sui social -. Se mettessero qualche operaio in più finirebbero prima.”
Riguardo anche alla soluzione alternativa della famosa e auspicata passerella pedonale tra le due sponde del fiume, negata come possibilità dall'Amministrazione comunale, gli stessi commercianti attendono tempi più maturi: “È inutile parlarne finché non sanno ancora da dove parte il cantiere in alveo.”
“Questa situazione serve a renderci conto di quanto siamo vulnerabili quando ci chiudono il Ponte - ha ancora detto Torre ai colleghi -. Dobbiamo continuamente pressare il Comune, senza eccedere. L'unica cosa è farli capire che siamo un gruppo e che siamo arrabbiati.”
La rabbia, comunque, non sarà per il momento portatrice di dimostrazioni o di azioni eclatanti, che saranno tuttavia sempre possibili qualora le prossime chiusure del manufatto provocassero disagi irrisolvibili. Appare molto più praticabile, nonostante l'“incazzatura” evidente, la strada del dialogo diretto con l'Amministrazione stessa e con la Vardanega. Che ad esempio ha già fatto eliminare l'antiestetico wc chimico per gli addetti ai lavori posizionato di fianco alla statua dell'Alpino, in piena zona “turistica”, grazie anche a un locale di servizio per gli operai messo a disposizione dalla famiglia Nardini.
È stato quindi deciso di richiedere un incontro urgente con l'assessore Campagnolo, col direttore dei lavori e con il responsabile tecnico della ditta appaltatrice.
I commercianti della via, da una parte, chiederanno la riapertura di un passaggio temporaneo sul Ponte nel prossimo weekend, quando i lavori di montaggio saranno fermi.
Dall'altra avanzeranno la richiesta di essere informati sul cronoprogramma generale dei lavori di restauro - ulteriori chiusure del manufatto comprese - per poter organizzare tempi e modi delle loro attività nei prossimi mesi.
“Le soluzioni sono possibili e possono essere basate sul buon senso - ha concluso Torre -. Il problema grosso sarà quando il Ponte sarà chiuso per 4-5 settimane e noi dovremo avere un'alternativa. Non siamo mai stati coinvolti, sarebbe molto diverso se ci dessero la possibilità di essere degli interlocutori.”
E per oggi, da Bassano Ovest, è veramente tutto.
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