B.

Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it

Attualità

Dillo al prefetto

In municipio a Bassano, l'incontro del nuovo prefetto di Vicenza Eugenio Soldà con i rappresentanti delle istituzioni cittadine. Espresse al rappresentante del governo le istanze del territorio rivolte allo Stato: su tutte, economia e Tribunale

Pubblicato il 28-01-2014
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B.

Il suo compito è quello di rappresentare lo Stato centrale sul territorio.
In più - nonostante abbia un cognome “familiare” alle orecchie dei vicentini - è romano, romano de Roma. Il massimo per chi deve confrontarsi con le comunità locali, sempre più schiacciate dal pesantissimo fardello tributario, legislativo e burocratico che viene imposto senza pietà dalla politica della capitale. Lo fa tutti i martedì il dott. Eugenio Soldà, nuovo prefetto di Vicenza: un appuntamento settimanale che il rappresentante generale del governo pone regolarmente nella sua agenda, recandosi in visita istituzionale nei vari Comuni della Provincia.
Oggi è il turno di Bassano del Grappa, per l'incontro del neo prefetto - trasferito a Vicenza da Frosinone con nomina del Consiglio dei Ministri avvenuta prima di Natale - con i rappresentanti delle istituzioni pubbliche e categoriali della città.

Il sindaco di Bassano Stefano Cimatti con il nuovo prefetto di VIcenza Eugenio Soldà (foto Alessandro Tich)

Nella sala consiliare del municipio ci sono tutti: non proprio “dal commissario al sagrestano”, come la celebre canzone di De Andrè, ma quasi. Sindaco Cimatti, assessori e consiglieri comunali, vertici delle forze dell'ordine territoriali, presidenti delle categorie economiche, presidenti degli ordini professionali e anche l'arciprete abate mons. Renato Tomasi. Tutti insieme appassionatamente per cercare di esprimere le istanze del territorio all'alto funzionario, la cui missione dichiarata è quella di “fare da ponte con Roma”.
L'esordio del dott. Soldà - che si presenta con toni cordiali e concilianti, e con qualche immancabile luogo comune (“conosco bene Bassano, venivo qui spesso quando ero viceprefetto a Padova, sono un amante della grappa”) - è alla “volemose bene”. “Un momento di crisi come questo, che dura ormai da alcuni anni - afferma l'autorità dello Stato -, è anche il momento in cui tutte le istituzioni devono cercare di stare e collaborare insieme e mettere da parte per il momento stati di conflitto per portare la barca nel porto della soddisfazione delle esigenze dei nostri cittadini.”
Belle parole. E i fatti? A questi ultimi stanno bene attenti i rappresentanti delle categorie economiche, che approfittano della presenza del funzionario al vertice di Contrà Gazzolle per aprire il libro dei reclami dell'economia locale.
A cominciare da William Beozzo, presidente mandamentale di Apindustria: “Questo territorio ha dato moltissimo e continuerà a dare, ma ha bisogno di un occhio di riguardo, con l'auspicio che lei si faccia portavoce delle istanze delle imprese allo Stato centrale. Molti posti di lavoro non ci saranno più.”
Sulla stessa lunghezza d'onda è Sandro Venzo, presidente mandamentale di Confartigianato: “C'è il problema delle piccole imprese che chiudono nel silenzio, e che fino ad oggi sono state il collante del tessuto sociale. Dobbiamo cambiare la situazione, ma è il livello romano che non ci ascolta.”
Francesco Bernardi, presidente del raggruppamento di Bassano di Confindustria: “Questo territorio, dove c'è un'azienda ogni 8-9 persone, è fatto di imprenditori. Le aziende vanno avanti se ci sono una giustizia che funziona, una burocrazia che non le opprime, infrastrutture decorose e una tassazione equa, che equa non è perché lo Stato costa troppo. Dobbiamo cambiare gli errori gravi fatti dallo Stato centrale, è giunto il momento di essere più solidali con i territori e più cattivi con chi ha commesso questi errori.”
Luca Maria Chenet, presidente mandamentale di Confcommercio, va sulla stretta attualità e lancia un appello per evitare “concomitanze” tra le necessità dei commercianti e quelle dell'ordine pubblico: “Sabato pomeriggio a Bassano abbiamo avuto una manifestazione. Gli unici giorni in cui i negozi in centro storico lavorano sono il venerdì pomeriggio e il sabato pomeriggio. La gente era terrorizzata e i negozi sono rimasti vuoti. L'unico momento in cui si riuscivano a ottimizzare i saldi è stato vanificato.”
“Massima attenzione” sulle emergenze dell'economia è stata garantita dal prefetto, reduce dall'incarico a Frosinone, provincia che in fatto di imprese in crisi e di posti di lavoro persi (1200 in una sola azienda), con conseguenti richieste di accesso agli ammortizzatori sociali, gli ha dato il suo bel daffare.
Sulla manifestazione di sabato: “Il problema delle manifestazioni e degli scioperi è tutelato dalla Costituzione. In questo caso ci vuole molto buon senso e diplomazia, ma non si può impedire di manifestare in centro storico. Sarà mia cura limitare al minimo i danni.”

Tribunale: “Ne parlerò con la Cancellieri”

C'è anche la sicurezza pubblica tra i temi della breve riunione. Il sindaco Cimatti: “Siamo molto ben tutelati dalle forze dell'ordine. Auspichiamo che continui questa collaborazione molto stretta e questa attenzione a una zona economicamente importante da tutelare particolarmente in questo momento.”
“Giovedì col Comitato per la Sicurezza affronteremo il problema dei reati predatori - replica il prefetto, riferendosi ai furti -. Grazie al lavoro delle forze dell'ordine i piccoli reati sono in genere diminuiti, ma c'è ancora un bel margine di miglioramento. Massima attenzione e collaborazione per limitare questi danni, i più fastidiosi per le nostre famiglie.”
E può alla fine mancare - all'incontro col rappresentante del governo che ricopre lo stesso incarico ricoperto anni fa dall'attuale ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri - la questione del Tribunale? No di certo. E a rompere il ghiaccio sull'argomento è il presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti di Bassano Amedeo Busnardo: “A Vicenza il presidente del Tribunale non c'è, a livello del fallimentare ci sono solo tre giudici, di cui due andranno via. Bisogna portare avanti la nostra istanza a Roma per risolvere una situazione ingestibile, con danni enormi per il nostro tessuto produttivo che deve attendere 12 anni per un giudizio di primo grado.”
Rincara la dose Francesco Savio, presidente dell'Ordine degli Avvocati cittadino: “Il Tribunale è un problema devastante per il territorio, a Roma c'è il silenzio assoluto. Chiediamo attenzione, all'inaugurazione dell'Anno Giudiziario lo stesso presidente della Corte di Appello di Venezia ha definito “devastante” la situazione della giustizia veneta dopo la soppressione di Bassano. Anche la magistratura sta finalmente guardando al problema, è importante che da Vicenza, capoluogo accorpante, esca un messaggio univoco. Abbiamo cause con le precisazioni delle conclusioni rinviate al 2022. E' un massacro dei diritti delle persone e delle aziende. A Vicenza non sono ancora iscritte nel casellario giudiziario 4000 sentenze del 2008. Sono soldi che lo Stato può prendere, e che non prende. I decreti penali fermi al 2008 comportano l'impunità dei condannati, che possono continuare a partecipare alle gare di appalto. Dobbiamo creare due realtà, Vicenza e Bassano, se no non diamo giustizia al cittadino.”
Mentre il notaio Sandro Grispigni Manetti, vice presidente del Consiglio Notarile di Vicenza e Bassano, sottolinea la necessità di “far giungere la nostra voce a Roma sul grandissimo disagio per le persone bisognose di tutela e di amministrazione di sostegno”.
“Ho già parlato coi vertici della magistratura locale - ribatte Soldà -. Sulla questione del Tribunale intendo svolgere una relazione corposa per mandarla alla Cancellieri, o anche per incontrarla di persona visto che sono spesso a Roma e che ho l'onore di conoscerla. Sul risultato finale non dico nulla. Non sta a me criticare atti del governo, che io rappresento. Ma porterò avanti queste lamentele.”
Comunque sia, l'incontro in municipio è un'occasione propizia per evidenziare i nervi scoperti delle problematiche locali nei confronti del sistema. Richieste e recriminazioni che il rappresentante del governo ascolta con attenzione, aggiungendo le istanze di Bassano al già consistente cahier de doléance dei vari Comuni della provincia.
Insomma: dillo al prefetto. La capitale è un osso duro da convincere e una brutta bestia da affrontare, ma non si sa mai.

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